Appello al presidente Bonaccini per la riapertura delle scuole superiori in presenza

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Gentile Presidente Stefano Bonaccini,
                                                             in più di una occasione gli esperti hanno dichiarato che la responsabilità della crescita del numero dei contagi per Coronavirus a cui abbiamo assistito in questi ultimi tempi non è imputabile alla scuola.
          La scuola, che riaprirà il 7 gennaio, avrebbe nuovamente e finalmente rivisto gli studenti delle scuole superiori tornare in presenza al 75%, come nel mese di settembre, e la regione Emilia-Romagna, come da Lei annunciato agli organi di informazione, sarebbe stata pronta a questa evenienza grazie al potenziamento dei trasporti scolastici.
          Purtroppo, in seguito all’ordinanza del Ministro della Salute del 24 dicembre 2020 e alla successiva nota del Capo dipartimento per il Sistema educativo di istruzione e formazione del 28 dicembre 2020, come richiesto dalle Regioni, la percentuale di attività didattiche in presenza nel periodo dal 7 al 15 gennaio 2021 sarà al 50% e non al 75% come previsto dal precedente Dpcm.
          Inoltre, in queste ore, nonostante il coordinatore del Comitato tecnico scientifico Agostino Miozzo abbia  dichiarato che «sarebbe privo di logica chiudere le scuole ma tenere aperti i centri commerciali», il dibattito sulla riapertura delle scuole si sta riaccendendo a livello istituzionale, creando molta preoccupazione nel mondo della scuola stesso e, soprattutto, fra le famiglie e gli studenti e le studentesse che stanno pagando il prezzo più alto di questa pandemia.

          La legittima tutela della salute dei cittadini sta togliendo ai nostri ragazzi occasioni e opportunità di formazione all’altezza delle sfide che li attendono nel futuro. Eppure, proprio loro saranno chiamati a prendersi cura del nostro Paese e a renderlo migliore di come lo stiamo lasciando loro.
          Un Governo nazionale e territoriale che fa scontare alle giovani generazioni la colpa di non essere pronti per ripartire nel migliore dei modi possibile, riorganizzando tutto quello che era necessario riorganizzare “attorno” alla scuola per garantire la sicurezza di tutti (il trasporto pubblico, per fare soltanto un esempio), è tutto tranne che lungimirante. Quanto ancora l’indecisione prenderà il sopravvento sul coraggio di prendere decisioni anche nell’interesse di tutti i cittadini, e non solamente di una parte di essi?

          Imola Futuro, gruppo civico attivo sul territorio imolese, ha deciso di far sentire la propria voce attraverso una raccolta firme aperta a tutti i cittadini e le cittadine, e di rivolgersi a Lei, per chiedere di fare il possibile perché la Scuola secondaria di secondo grado venga messa nelle condizioni di ritornare alla didattica in presenza nel minor tempo possibile.