No alla statua La Solfatrice di Giovanni Maltese in piazza Medaglia D'oro

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la piazza non centra niente con la solfatrice di Giovanni Maltese la piazza in quanto è dedicata a Luca Balsofiore. Inoltre la visuale verrebbe deturpata, nel suo scorcio architettonico anche da chi venendo dalla basilica di S. Maria di Loreto non potrebbe fruire del contesto architettonico che lo circonda entrando nella piazza, ma verrebbe ostacolato nella sua fruizione dalla presenza da un elemento messo a casaccio e non ci sarebbe più continuità di lettura della cortina abitativa unitamente alla chiesa di S. Gaetano con la sua cupola e la meridiana.

3 apr 2017 — In sintesi i dettami di Francesco Milizia (Oria, 15 novembre 1725 – Roma, 7 marzo 1798) che è stato un teorico dell'architettura, storico dell'arte e critico d'arte italiano, e la sua maggiore opera è il trattato su: I principi di Architettura Civile.
Egli recita che una statua di piccole dimensioni deve essere collocata come punto di fuga al termine di una strada o deve stare in piccoli ambienti, inoltre non può essere collocata in modo da disturbare la lettura dell’architettura di un edificio ma deve scaturire sin dall’origine dal palazzo e deve farne parte integrante, senza fuoriuscirne , inoltre non si può interrompere la lettura visiva di un elemento architettonico con la sovrapposizione di altri elementi; qui siamo in presenza di un bugnato di dimensioni proporzionatissime perché non sono mai intervenuti pittori da strapazzo che hanno divelto le proporzioni dei quadroni per rifare l’intonaco. Afferma, di collocare una statua mai su una parete che non sia liscia,
Un edificio dunque sarà ben proporzionato, se l'occhio ne comprenderà senza pena tutte le parti, senza nessun ostacolo visivo.
Fa l’esempio del Panteon se l’interno fosse diviso in un gran numero di cappelle che non si potessero vedere che l'una dopo l'altra, e il suo esteriore composto di molti piccioli ordini, allora l'interno non ci darebbe che un gran numero di sensazioni deboli ma successive; e l'esterno un gran numero di sensazioni deboli in un istante. All'incontro nel suo stato attuale, tutta la capacità dell'interno che si scopre ad un colpo d'occhio, l'elevazione delle colonne del suo portico, il loro numero, gl'intervalli, e quanto si scopre nella profondità di esso portico, fa sopra di tutti un'impressione la più forte così le facciate della piazza Medaglia d’Oro.
Il colpo d’occhio, del fruitore che camminando nella scoperta dell’ambiente cittadino, non ci sarebbe più, verrebbe ostacolato nella sua lettura da un ostacolo visivo.
In architettura non si fa altro che raccomandare la semplicità, e con ragione. Per semplice s'intende ordinariamente quello che è senza complicazione, senza miscuglio, e si oppone al composto, all'intralciato. In architettura, come in tutte le belle arti, la semplicità è una disposizione distinta, pura, facile, naturale, ordinata di membri e di ornati convenienti al destino dell'edificio, senza che altri punti comparino.
 



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