Ritroviamo la bellezza degli scavi dimenticati di Sibari

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Mi chiamo Silvia, sono calabrese e sono una studentessa di Restauro e Conservazione dei Beni Culturali. So bene che al momento lo Stato è preso da ben altri problemi e che, come sempre, del Sud Italia interessa sempre relativamente poco, ma sento comunque di dover fare un tentativo per salvaguardare un sito che è parte della nostra storia e di cui nemmeno si sente parlare.

Ho visitato di recente gli scavi di Sibari, un'intera città solo in parte scavata, e sono in condizioni veramente desolanti: sono presenti aree stagnanti che pian piano stanno facendo crollare gli edifici antichi e i mosaici di età romana sovrastanti; nelle antiche terme romane ci abitano ora per lo più rane a anfibi; i pochi cartelli esplicativi delle zone sono caduti, sbiaditi, spesso solo in Italiano ed è quindi difficile anche capire l'importanza storica del sito. Perché spesso non la si conosce e non è spiegata nemmeno lì, davanti ai suoi stessi resti archeologici.

Poiché la situazione è davvero grave chiedo un'intervento di tutela, bonifica e informazione prima che secoli di storia della Magna Grecia e dei popoli nativi vengano buttati all'aria. Abbiamo bisogno dell'aiuto della Sovrintendenza dei Beni Culturali e del Ministero dei Beni Culturali per far sì che si possa nel pratico iniziare a lavorare sul sito e salvarlo prima che l'acqua lo faccia sparire del tutto. 

So che molti faranno orecchie di mercante perché siamo sinceri, in genere a chi mai importa della Calabria? Ma adesso vi chiedo da cittadina, da studentessa e da amante della storia di aiutarmi a riportare in vita lo splendore di una città dimenticata, che potrebbe anche aiutare il turismo della mia terra. L'informazione e la cultura su luoghi che abbiamo dimenticato noi stessi può davvero fare la differenza.