PETIZIONE CHIUSA

IntesaSanPaolo non finanzi il progetto contro Nativi Americani

Questa petizione aveva 150 sostenitori


Banca Intesa San Paolo e’ tra i finanziatori del Dakota Access Pipeline (DAPL),  un oleodotto che attraversa un'area sacra per i nativi indiani, mettendo a rischio le riserve idriche di una vasta zona del Nord degli Stati Uniti e i diritti umani dei Sioux.

La protesta pacifica dei nativi americani è stata più volte repressa con metodi brutali. È stato documentato l'uso di gas lacrimogeni, di proiettili di gomma, l’impiego di elicotteri e di potenti riflettori per illuminare a giorno gli accampamenti e impedire il sonno. E poi  episodi di detenzione di persone in cucce per cani e di maltrattamenti durante gli arresti, anche verso persone anziane e indifese, nonché l'uso di idranti con temperature ben al di sotto dello zero.

Il DAPL, bloccato dall'amministrazione Obama anche per l'elevato rischio di contaminazione delle acque potabili, ha ricevuto il definitivo via libera da Trump.  

Mentre la banca ABN AMRO ha dichiarato che ritirerà il suo prestito, Intesa Sanpaolo in Italia non ha ancora interrotto il finanziamento.

Chiediamo che Intesa San Paolo interrompa il finanziamento del Dakota Access Pipeline nei territori Sioux perche’ contrario ai diritti umani dei nativi e perche' stride con l’impegno preso in favore delle famiglie e delle imprese che investono nel settore dell’energia pulita, tramite il progetto Energia 2020 e con l’impegno che Intesa ha più volte ribadito per il sostegno all’ economia circolare anche attraverso la sua collaborazione con la Fondazione Ellen Macarthur.

info su: http://www.lastampa.it/2017/02/15/scienza/ambiente/attualita/oleodotto-dakota-perch-intesa-san-paolo-coinvolta-SmHWhX0bGy5kDT6MgQNF3J/pagina.html

 



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