SOSTENIAMO IL TEATRO DELLE CITTÀ

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Iva Pivanti e altri 12 hanno firmato di recente.

Il problema

 

 

 

Per un una politica culturale che riconosca e promuova il teatro urbano.

Il teatro è il rito sociale nel quale si rivela e si afferma l’identità collettiva di una comunità. Non esiste teatro senza comunità e nessuna comunità può prosperare se viene privata del teatro.

Prima di chiudersi nelle sale, di agghindarsi di velluti rossi, di mettere a reddito palchetti, platee e loggioni, il teatro italiano ed europeo nasce dentro la città, nei borghi, nello spazio pubblico. L’abbraccio tra il pubblico più genuino - quello della strada e della piazza - ed il teatro urbano, non si è mai sciolto: dai “Misteri” del Medioevo, ai Comici dell’Arte del tardo Rinascimento, al Teatro Viaggiante e all’Arte di Strada, fino alla ricerca e alla sperimentazione della fine del ‘900. È a partire da questo fermento, da questo meraviglioso connubio di colto e popolare, che il nostro paese ha saputo esprimere alcune tra le sue più importanti eccellenze artistiche, riconosciute a livello internazionale. Con quelle tradizioni hanno dialogato anche Maestri come Petrolini, Totò, Fellini, Zeffirelli, Pasolini, Fo, Benigni, Gaber, De Andrè…

Sommerso da un sistema culturale anacronistico e ingessato, permeato dalle logiche del "consumo culturale" massificato e centralizzato, oggi la “prima linea” del Teatro italiano, quel teatro che arriva anche dove il teatro non c’è, che ama lo spettatore, che eleva la città a protagonista, che abbraccia e scalda la comunità, è ancora il teatro di strada e di piazza.

Questo teatro ha più pubblico di qualsiasi altro, un pubblico universale e appassionato. Influenza e crea tendenze che contaminano moltissimi linguaggi della scena. È capace di valorizzare le nostre bellissime città e i nostri magnifichi borghi, con più successo di qualsiasi iniziativa di marketing. Ha un impatto culturale, sociale, economico fortissimo sui territori che lo ospitano.

Questo teatro però non è destinatario di una politica culturale adeguata. Le sue istanze non sono comprese. Le sue consuetudini sono diverse da quelle del teatro di sala e sono motivo di discriminazione nell’attuazione delle politiche esistenti. I fondi assegnati alle compagnie e ai festival del comparto sono quasi inesistenti. Mentre altri paesi, prima fra tutti la Francia, sostengono in modo convinto tutte le fenomenologie dello spettacolo urbano, il nostro paese, che ne è stata da sempre la culla, non investe minimamente per la formazione dei suoi artisti, per sostenere la sua creazione, per favorire la sua distribuzione e la sua promozione.

Chiediamo al Governo e alle più alte istituzioni dello stato, di riconoscere maggiormente il patrimonio collettivo del teatro urbano, di sostenere le sue attività e di unirsi agli sforzi delle città e di tutti i comuni italiani che durante l’intero arco dell’anno lo ospitano e lo promuovono.

 

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Associazione Nazionale Arti Performative ANAP-agisPromotore della petizioneL'ANAP è l'Associazione Nazionale aderente all'AGIS che riunisce i Festival e le Attività Professionali delle Arti Performative di Strada, del Nuovo Circo e del Teatro di Figura. Costituita a Bologna nel 2016, conta molti associati in tutta Italia.

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Per un una politica culturale che riconosca e promuova il teatro urbano.

Il teatro è il rito sociale nel quale si rivela e si afferma l’identità collettiva di una comunità. Non esiste teatro senza comunità e nessuna comunità può prosperare se viene privata del teatro.

Prima di chiudersi nelle sale, di agghindarsi di velluti rossi, di mettere a reddito palchetti, platee e loggioni, il teatro italiano ed europeo nasce dentro la città, nei borghi, nello spazio pubblico. L’abbraccio tra il pubblico più genuino - quello della strada e della piazza - ed il teatro urbano, non si è mai sciolto: dai “Misteri” del Medioevo, ai Comici dell’Arte del tardo Rinascimento, al Teatro Viaggiante e all’Arte di Strada, fino alla ricerca e alla sperimentazione della fine del ‘900. È a partire da questo fermento, da questo meraviglioso connubio di colto e popolare, che il nostro paese ha saputo esprimere alcune tra le sue più importanti eccellenze artistiche, riconosciute a livello internazionale. Con quelle tradizioni hanno dialogato anche Maestri come Petrolini, Totò, Fellini, Zeffirelli, Pasolini, Fo, Benigni, Gaber, De Andrè…

Sommerso da un sistema culturale anacronistico e ingessato, permeato dalle logiche del "consumo culturale" massificato e centralizzato, oggi la “prima linea” del Teatro italiano, quel teatro che arriva anche dove il teatro non c’è, che ama lo spettatore, che eleva la città a protagonista, che abbraccia e scalda la comunità, è ancora il teatro di strada e di piazza.

Questo teatro ha più pubblico di qualsiasi altro, un pubblico universale e appassionato. Influenza e crea tendenze che contaminano moltissimi linguaggi della scena. È capace di valorizzare le nostre bellissime città e i nostri magnifichi borghi, con più successo di qualsiasi iniziativa di marketing. Ha un impatto culturale, sociale, economico fortissimo sui territori che lo ospitano.

Questo teatro però non è destinatario di una politica culturale adeguata. Le sue istanze non sono comprese. Le sue consuetudini sono diverse da quelle del teatro di sala e sono motivo di discriminazione nell’attuazione delle politiche esistenti. I fondi assegnati alle compagnie e ai festival del comparto sono quasi inesistenti. Mentre altri paesi, prima fra tutti la Francia, sostengono in modo convinto tutte le fenomenologie dello spettacolo urbano, il nostro paese, che ne è stata da sempre la culla, non investe minimamente per la formazione dei suoi artisti, per sostenere la sua creazione, per favorire la sua distribuzione e la sua promozione.

Chiediamo al Governo e alle più alte istituzioni dello stato, di riconoscere maggiormente il patrimonio collettivo del teatro urbano, di sostenere le sue attività e di unirsi agli sforzi delle città e di tutti i comuni italiani che durante l’intero arco dell’anno lo ospitano e lo promuovono.

 

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Associazione Nazionale Arti Performative ANAP-agisPromotore della petizioneL'ANAP è l'Associazione Nazionale aderente all'AGIS che riunisce i Festival e le Attività Professionali delle Arti Performative di Strada, del Nuovo Circo e del Teatro di Figura. Costituita a Bologna nel 2016, conta molti associati in tutta Italia.

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Petizione creata in data 21 settembre 2024