Petition Closed

Siamo venuti a conoscenza dell'ordinanza che i comuni  di  Rivolta d'Adda,Salvirola,Agnadello e molti altri,d'accordo con la Provincia di Cremona,hanno approvato con la quale si  intende eliminare le nutrie con trappole e fucili.

Vogliono farlo ora, grazie ad un’inspiegabile,inconcepibile paura diffusa fra la gente da chi vuol deliberatamente sparare ad ogni essere vivente,senziente,non considerato d’affezzone,anche in periodi lontani dalla stagione venatoria.

- nonostante da anni si sia richiesto l'abbattimento in Provincia di Cremona e gli animali non abbiano, nel frattempo, causato alcun dissesto idrogeologico,
-nonostante da anni l’abbattimento non abbia contenuto ne diminuito il numero degli animali in questione.
-nonostante da anni l’abbattimento ha solo portato gli animali ad emigrare sempre più,arrivando così ad abitare i paesi confinanti a quelli in cui si sia applicata tale ordinanza.
-nonostante come succede per molte speci,il sentirsi minacciate ha portato ad un maggior incremento delle nascite a scopo “difensivo”.
-nonostante le nutrei non siano animali pericolosi,che attaccano l’uomo o altri animali,essendo di natura docile e considerando la loro propensione ad un alimentazione vegetariana.
-nonostante studi recenti effettuati dagli Istituti Zoo-profilattici hanno dimostrato che non esiste alcun pericolo di tipo igienico – sanitario. La nutria non può essere considerata un vettore di agenti patogeni, non più di quanto non lo sia qualsiasi altro animale parte della fauna selvatica.

la motivazione nebulosa, aprioristica, capziosa è che le nutrie "potrebbero indebolire gli argini", "sarebbero responsabili della cedevolezza degli argini", "si dice che scavino grosse tane", "si incolpano di esondazioni" perciò, secondo la Provincia e secondo il Comune devono essere "abbattute". Le contraddizioni sono evidenti.

Quindi, deploro fortemente questa scelta e chiedo di sospendere immediatamente il progetto, attuando pratiche alternative per il contenimento della specie.

Letter to
Presidente Provincia di Cremona
Assessore all'ambiente provincia di Cremona.
Sospensione dell'ordinanza per l'abbattimento delle Nutrie
Siamo venuti a conoscenza dell'ordinanza che i comuni di Agnadello, Rivolta d'Adda e molti altri,d'accordo con la Provincia di Cremona,hanno approvato con la quale si intende eliminare le nutrie con trappole e fucili.

Vogliono farlo ora, grazie ad un’inspiegabile,inconcepibile paura diffusa fra la gente da chi vuol deliberatamente sparare ad ogni essere vivente,senziente,non considerato d’affezzone,anche in periodi lontani dalla stagione venatoria.

- nonostante da anni si sia richiesto l'abbattimento in Provincia di Cremona e gli animali non abbiano, nel frattempo, causato alcun dissesto idrogeologico,
-nonostante da anni l’abbattimento non abbia contenuto ne diminuito il numero degli animali in questione.
-nonostante da anni l’abbattimento ha solo portato gli animali ad emigrare sempre più,arrivando così ad abitare i paesi confinanti a quelli in cui si sia applicata tale ordinanza.
-nonostante come succede per molte speci,il sentirsi minacciate ha portato ad un maggior incremento delle nascite a scopo “difensivo”.
-nonostante le nutrei non siano animali pericolosi,che attaccano l’uomo o altri animali,essendo di natura docile e considerando la loro propensione ad un alimentazione vegetariana.
-nonostante studi recenti effettuati dagli Istituti Zoo-profilattici hanno dimostrato che non esiste alcun pericolo di tipo igienico – sanitario. La nutria non può essere considerata un vettore di agenti patogeni, non più di quanto non lo sia qualsiasi altro animale parte della fauna selvatica.

la motivazione nebulosa, aprioristica, capziosa è che le nutrie "potrebbero indebolire gli argini", "sarebbero responsabili della cedevolezza degli argini", "si dice che scavino grosse tane", "si incolpano di esondazioni" perciò, secondo la Provincia e secondo il Comune devono essere "abbattute". Le contraddizioni sono evidenti.

Quindi, deploro fortemente questa scelta e chiedo di sospendere immediatamente il progetto, attuando pratiche alternative per il contenimento della specie.