Soccorso per la popolazione tramite rete radio in caso di calamità o rete telefonica down

Soccorso per la popolazione tramite rete radio in caso di calamità o rete telefonica down

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Associazione Protezione Civile Nostrum ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Mario Draghi (Presidente del Consiglio dei Ministri) e a

Dato atto degli attuali limiti della telefonia mobile (GSM/UMTS/LTE) in particolari circostanze come per esempio nel caso in cui avvengano fenomeni calamitosi, sovraccarico di rete o in zone con scarsa copertura come in montagna, e ci si trovi quindi in queste situazioni e senza la possibilità di chiedere aiuto per problemi tecnici e/o logistici di offerta di servizio di telefonia mobile terrestre entrano in gioco soluzioni alternative ad oggi non ancora normate e che normeremo con la seguente legge.

Sarà così possibile quindi, con l'istituzione del nuovo sistema, da parte di ogni cittadino che si trovi a fare un'escursione in montagna piuttosto che sia in una situazione di calamità, con un semplice walkie-talkie di libero uso può connettersi ad un network a sè stante in grado di fornire supporto e assistenza da parte di sale radio con operatori formati. Il tutto senza alcun onere per l'utente e sopperendo quindi alle difficoltà della rete cellulare quando non è disponibile proprio in quelle situazioni dove potrebbe determinare la vita o la morte di una persona.

La presente proposta di legge si prefigge come scopo quello di elaborare una legislazione opportuna e di garanzia per quelle attività mirate alla salvaguardia della vita umana tramite servizi di ricezione di chiamate di soccorso per mezzo di sistemi di comunicazione alternativi (in particolare "radio") su frequenza pmr446 gestiti dalla Protezione Civile (Associazioni di volontariato e Dipartimento).

Grazie all'installazione di specifiche infrastrutture si riesce a creare una rete radio, su frequenza pubblica (detta “PMR-446”) utilizzata nelle comuni walkie-talkie acquistabili in qualsiasi negozio di trekking ed elettronica, utilizzabile e interpellabile dai cittadini in caso di emergenza. Questa rete radio per natura è più resistente e meno vulnerabile rispetto alle reti Telefoniche ed utilizza la rete VOIP (Voice-over-Internet-protocol) su linea fissa.

Il punto di forza è la fruibilità da parte del cittadino che senza requisiti in campo radio- tecnico e/o di protezione civile/soccorso riesce a mettersi in contatto facilmente con una struttura di volontari che funge da tramite con gli enti di soccorso laddove non si riesca a contattarli con i normali canali e/o di prestare assistenza ai fini di ritrovare un sentiero in montagna o ancora ogni forma di supporto che si possa offrire in un contesto di gestione remota dell’evento.

In Europa e meglio in Italia, non esiste una normativa permissiva in tal senso. La proposta vuole permettere per queste attività mirate, di creare una normativa ad hoc consentendo di utilizzare stazioni radio base (antenne esterne) collegate ad internet (voip) con funzione di "presidio passivo nell'etere" su queste frequenze e l'utilizzo di potenze di 10 Watt e.r.p. utilizzabili da queste Stazioni per garantire un contatto sicuro con l'utente in difficoltà.

Si precisa che per mantenere libero lo spazio radio-elettrico e per non interferire con le trasmissioni a “corto raggio” caratteristica intrinseca dei suddetti apparati a libero uso, come da normativa Nazionale e Comunitaria, le trasmissioni delle Stazioni autorizzate, gestite dalle associazioni di Protezione Civile, limitano al massimo le trasmissioni soltanto alla gestione delle emergenze e/o prove radio saltuarie secondo le norme di legge.

Il cambiamento che vuole apportare l’attuale proposta di legge alla normativa vigente, è un rinnovamento mirato a disapplicare alcune limitazioni che non possono co-esistere col progetto proposto, inedito e innovativo sotto il punto di vista giuridico dell’attuale ordinamento.

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