Mezzi pubblici per l'autonomia dei disabili a Roma!

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Consentiamo realmente a tutti i disabili la totale autonomia nell'uso dei mezzi pubblici!

La città di Roma presenta varie carenze strutturali nei trasporti di cui la nuova Sindaca è consapevole, avendo inserito un criterio di riordino nel suo programma. La situazione che riguarda i disabili che vogliono liberamente utilizzare i trasporti pubblici è particolarmente delicata, disorganizzata e merita una totale riformulazione. 

COME (NON) SI MUOVE OGGI UN DISABILE A ROMA: 

[esperienza di un non vedente]

Tentando di uscire di casa, mi ritrovo a inciampare su marciapiedi piccoli, a sbattare contro macchine e motorini mal-parcheggiati; decido allora di ricorrere alla Metropolitana. Mi imbatto nella Stazione Metro Spagna Linea A: il corridoio che porta alle scale mobili è un percorso irto di ostacoli, con l'aggravante della musica assordante suonata dagli ambulanti. Arrivato alle scale mobili, devo indovinare quella giusta che dovrebbe portarmi ai tornelli. Sono comunque fortunato, perché in questa stazione non è presente l'ascensore per i disabili motori. Una volta raggiunta la banchina, e arrivata la metro, l'ultimo sforzo è quello di cercare la porta. L'avventura non finisce qui; se sei sfortunato, l'altoparlante che annuncia le varie fermate non funziona, o peggio,  va al contrario. Questo comporta il dover memorizzare l'intera tratta ed essere costantemente concentrati, cosa non facile considerato il notevole afflusso di persone.

COME DOVREBBE MUOVERSI UN DISABILE A ROMA:

Tempo addietro esisteva il servizio chiamato "Metro Serena" che funzionava nel modo seguente: del personale, stipendiato dal Comune, si rendeva disponibile ad accompagnare un disabile all'interno della metro, facilitandone l'utilizzo. Chiedo l'immediato ripristino di questo servizio in tutte le fermate metro; chiedo di migliorare la segnaletica acustica delle stazioni stesse. Chiedo inoltre che il servizio Taxi venga sospeso, in quanto non fruibile in maniera eguale da tutti i disabili, e studiare invece un nuovo sistema di corse taxi dedicato a tutti i diversamente abili e usufruibile a un prezzo ribassato.

PERCHE' SI RENDE URGENTE TUTTO QUESTO?

Perché l'autonomia dei disabili non è rappresentata dal braccio dell'accompagnatore; difatti dover puntualmente ricorrere ad esso significa perdere la propria libertà e la propria privacy, perché, come un normodotato, anche un disabile vorrebbe veder rispettata la propria privacy.

Rocco de Vitto, cieco e docente presso il Conservatorio di Santa Cecilia

 

 

 



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