Teramo. No al Mazzini bis, si al miglioramento e all'implementazione dei servizi sanitari

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Caro Sindaco e Cari concittadini che in questi giorni avete seguito sui social e sulla stampa le problematiche del nuovo Ospedale Mazzini, che abbiamo trattato con cocciutaggine,

Innanzitutto un grazie agli oltre cento cinquanta cittadini, che, in varia misura e in vari modi nei social,  sono intervenuti nei commenti e nelle prese di posizione  contro il nuovo Mazzini sia pure con qualche voce sporadica a favore.

La lettera aperta del  sindaco D’Alberto  sui problemi della sanità fa chiarezza sui problemi in discussione:

 1. Distinzione tra Mazzini 2 e ospedale unico centralizzato. Lo abbiamo scritto sino alla noia, ma non tutti gli interlocutori forse lo avevano chiaro.

2. Riaffermazione con decisione  quanto da più parti sostenuto: ”è necessario coinvolgere sia gli amministratori locali che i cittadini, per evitare di calare dall’alto scelte che avrebbero ricadute evidenti sulla popolazione e sul servizio offerto”.

3. Inutilità di  un Mazzini 2 :« se  la realizzazione di un’altra struttura si traduce nella mera sostituzione del Mazzini, …. allora tutto questo non ha il minimo senso».

4. Miglioramento del l’esistente :« è necessario incrementare e migliorare l’esistente, in modo da poter rientrare in quei parametri che le recenti riforme sanitarie fissano per avere sul nostro territorio un ospedale di secondo livello». D’altronde con cento milioni cos’altro ci si può fare?

Poi il Sindaco con garbo fa alcune critiche in forma di domanda:

1.«… Vorrei capire come mai la ASL di Teramo ad oggi sia l’unica in Regione a non aver ancora approvato in via definitiva il proprio atto aziendale: con l’assenza di linee programmatiche risulta complesso capire in che direzione si stia andando e quali siano le priorità di intervento da parte dell’azienda».

2. « negli ultimi anni…   si è perso di vista quello che deve sempre essere l’obiettivo primario: le politiche sanitarie, intese come strumento per garantire il diritto alla salute, hanno lasciato il passo alla politica della sanità, considerata come mezzo e pretesto per costruire, consolidare o far nascere carriere e identità politiche, per garantirsi un bacino elettorale»

3.«Insomma: è incomprensibile che ci siano direttori di dipartimento amministrativi in numero maggiore di quelli sanitari; così come è incomprensibile che alcuni direttori, sanitari o amministrativi, possano conservare spesso il proprio ruolo ben oltre i limiti temporali consentiti. Ciò rischia solamente di alimentare possibili potentati». Un linguaggio duro, ma finalmente chiaro.

4. Affondo sulle politiche concorsuali legate non al merito ma alle appartenenze:« C’è poi la questione dei primari... La sanità teramana, negli anni passati, ha rappresentato un’eccellenza nel panorama locale e nazionale. Oggi, invece, ci troviamo davanti ad una dirigenza che ha operato in questi anni nei presidi ospedalieri, non di rado anche in condizioni di difficoltà, bocciata interamente nei recenti concorsi; non si tratta di semplice partigianeria territoriale, a difesa della “teramanità” di alcuni candidati, quanto piuttosto la perplessità e la volontà di comprendere il perché non vi sia stata la lungimiranza di far crescere una “scuola teramana” competente e ricca di esperienza, già verificata negli ultimi anni. Sorprende, al contrario, il vedere che troppo spesso Teramo è stato utilizzato come trampolino di lancio per altri lidi». Carfo sindao se allarga lo sguardo all’Università troverà le stesse logiche di utilizzo del territorio e non di servizio al medesimo.

 5. « Restano poi gravemente irrisolte questioni centrali quale la permanente, drammatica e inaccettabile situazione delle “liste d’attesa”, nonché la connessa problematica della mobilità passiva che oggi, in modo incomprensibile, sembrano uscite dal dibattito in materia sanitaria per lasciare spazio ad argomenti che poco hanno a che vedere con la salute dei cittadini».

Fin qui la lettera del  sindaco ad ampio raggio.

Non ci ripetiamo (rinviamo agli altri interventi su Facebook), ma aggiungiamo alcune considerazioni sulla superficialità di taluni annunci civetta(vedi i cento milioni) o manifestazioni stampa (presentazione degli OPS e prossimamente degli infermieri(con tutto il rispetto per il personale) , strumentali al vuoto di azione e di direzione.

Vorremmo aggiungere:

1) l’Ospedale a Nepezzano è fuori da qualsiasi programmazione regionale e Ministeriale, il Ministro Grillo risulterebbe molto irritato. Giulianova usa i finanziamenti Giulianova ex art. 20”.

2) Dai parametri nazionali l’unica scelta giusta sarebbe l’ospedale provinciale, (anche il sindaco va in questa direzione), invece c’è un ondivagare della Direzione che potrebbe confermare  l’inconsistenza della stessa: molte chiacchiere, molti comunicati stampa o conferenze stampa e pochi fatti

3) Da  fonti ospedaliere risulta che gli operatori sono demoralizzati e abbandonati a se stessi

4)  Amministrativi e  primari o medici  fuggono da Teramo. Come mai? Dipende dalla gestione?  

5) Se si capita al Pronto soccorso e ti va bene se ne va una mezza giornata: manca il personale e  i servizi girano a passo ridotto:  liste d’attesa infinite (cui accennava anche il sindaco) a fronte di spese (ceramiche di Castelli per sale che  solleticano for? Qualcuno mi ha voluto dire che “al peggio non c’è mai fine” , però il 28 agosto si prepara una cerimonia per presentare gli infermieri, una chiara distrazione di massa , intanto la mobilità passiva aumenta e i cittadini teramani sono costretti a fuggire fuori per curarsi

6) Infine, caro Sindaco, se i dirigenti che difendono il Mazzini 2 e la politica della direzione pare guadagnino   più del DG, si capisce che si fa fatica ad  andar via in pensione e si provi a difendere l’indifendibile: la bontà di un Mazzini 2

7) Apriamo una manifestazione di volontà popolare e sapremo cosa vogliono i cittadini. I cittadini chiedono serietà e lavoro, non chiacchiere e annunci elettorali.

8) Si è scelta una zona meno salubre,  ma voluta da chi? Vicino alle altre grandi cattedrali: lo stadio, il Centro commerciale, forse il polo scolastico (Teramo centro dormitorio per anziani?)

9) A me risulta da gente esperta di costruzioni di ospedali che con 80 milioni si potrebbe mettere in sicurezza e se si vuole veramente rinnovare il Mazzini si ricostruiscono sul posto a lotti le parti non possibili di dotazioni antisismica.

Continuo con alcune  obiezioni all’ospedale Mazzini bis:

  
1. Cosa si fa con il vecchio Mazzini, con annesse infrastrutture e dotazioni tecnicoscientifiche non trasferibili?
2. Quali popolazioni periferiche che gravitano su Teramo sono d'accordo?
3. Chi garantisce la compatibilità ambientale e la salubrità della scelta?
4. Quanti anni ci vorranno per andare a regime col Mazzini 2?
5. Quante infrastrutture (ancora cementificazione) nuove da costruire?
7. Per quante volte bisognerà moltiplicare il budget di 100 milioni?
8. Nel frattempo come tenere in funzione ordinaria il “vecchio” Mazzini?
9. Il PDC (partito del Cemento) quanta trasparenza assicurerebbe nel rapporto con le istituzioni?
10. In tempo di elezioni regionali le  promesse servono ad attirare i semplici.
Lasciatemi la citazione antica e saggia:
"Non Sunt multiplicanda entia sine necessitate".
 
11.La ricostruzione poste  terremoto dovrebbe precedere le megarealizzazioni. Ma in agguato ci sono lobby estranee al territorio, che in progettazioni, verifiche e ricostruzioni rischiano di perpetrare nuove incursioni sul territorio ferito.
 
A me sembra che i problemi di Teramo non possono essere nascosti dietro l’annuncio di un Mazzini bis. Ricostruzione, decoro della città capoluogo, opportunità per il lavoro, ripopolazione del centro storico, protezione e incremento del commercio cittadino, problemi del traffico, poco hanno a che questi intendimenti.
 Spero che i tanti cittadini che mi hanno comunicato il loro consenso a voce, amanti di Teramo come me si esprimano liberamente senza paure.



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