Teramo. No al Mazzini bis, si al miglioramento e all'implementazione dei servizi sanitari

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Caro Sindaco, caro Presidente della provincia, e Cari concittadini che in questi giorni avete seguito sui social e sulla stampa le problematiche del nuovo Ospedale Mazzini,

Innanzitutto lasciatemi esprimere un grazie agli oltre 300 cittadini, che, in varia misura e in vari modi nei social,  sono intervenuti nei commenti e nelle prese di posizione  contro il nuovo Mazzini sia pure con qualche voce sporadica a favore.

Apporre una firma in questa petizione (già onorata da 297 firme) è la manifestazione civica del proprio dissenso su alcune scelte di politica sanitaria:
 
contro un Mazzini fotocopia, contro lo sperpero del denaro pubblico, contro il partito del cemento, contro il consumo del suolo, contro la delocalizzazione, contro la mancanza di chiarezza sulle procedure, contro la mancanza progettuale sull'attuale struttura  e infrastrutture eventualmente abbandonate

a favore del restauro e della messa in sicurezza dell'esistente, a favore del miglioramento e all'implementazione  del servizio sanitario, a favore di un eventuale unico ospedale provinciale di II livello per le patologie acute e specialistiche sempre a Villa Mosca nei 15 ettari di terreno della Asl con i  servizi collaterali già attivi

Cari concittadini questi alcuni dei problemi in discussione:

1. Distinzione chiara tra Mazzini bis ed eventuale nuovo ospedale unico di II livello per i casi acuti  e specialistici. Lo abbiamo scritto sino alla noia, ma non tutti gli interlocutori distinguono facendo confusione (volutamente?).

2. Riaffermazione con decisione di quanto da più parti sostenuto: ”è necessario coinvolgere sia gli amministratori locali che i cittadini, per evitare di calare dall’alto scelte che avrebbero ricadute evidenti sulla popolazione e sul servizio offerto” (sindaco D'Alberto, lettera aperta 11 agosto 2018).

3. Inutilità di un Mazzini fotocopia bis :« se la realizzazione di un’altra struttura si traduce nella mera sostituzione del Mazzini, …. allora tutto questo non ha il minimo senso» (Sindaco di Teramo, cit.).

4. Miglioramento e messa in sicurezza dell’esistente. Perché non sono stati fatti i lavori antisismici? D’altronde con 83+40 milioni(promessi da Fagnano) cos’altro ci si può fare? La Regione doveva e deve destinare i fondi per la messa in sicurezza e non per sognare un nuovo inutile e delocalizzato Mazzini fotocopia.

5. Confusione tra politiche sanitarie e politica della sanità:« negli ultimi anni… si è perso di vista quello che deve sempre essere l’obiettivo primario: le politiche sanitarie, intese come strumento per garantire il diritto alla salute, hanno lasciato il passo alla politica della sanità, considerata come mezzo e pretesto per costruire, consolidare o far nascere carriere e identità politiche, per garantirsi un bacino elettorale»( Sindaco di Teramo, cit.)

6. « Restano poi gravemente irrisolte questioni centrali quale la permanente, drammatica e inaccettabile situazione delle “liste d’attesa”, nonché la connessa problematica della mobilità passiva che oggi, in modo incomprensibile, sembrano uscite dal dibattito in materia sanitaria per lasciare spazio ad argomenti che poco hanno a che vedere con la salute dei cittadini». Fin qui la lettera del sindaco di Teramo D'Alberto.

Vorremmo aggiungere altre considerazioni a sostegno del no ad un ospedale fotocopia:

1) l’Ospedale a Piano d'Accio sembra sia fuori da qualsiasi programmazione regionale e Ministeriale, e dal buon senso: location fluviale?

2) Dai parametri nazionali l’unica scelta alternativa sarebbe l’ospedale provinciale di II livello, invece c’è un ondivagare voluto: molte chiacchiere, molti comunicati stampa o conferenze stampa e pochi fatti; confusione voluta tra Mazzini bis e "nuovo ospedale provinciale di II livello"

3) Da fonti ospedaliere risulterebbe che gli operatori si stianno demoralizzando e si sentirebbero abbandonati a se stessi. Amministrativi e primari medici fuggirebbero  dalla Asl? Come mai?

4) Se si va al Pronto soccorso e va bene se ne va una mezza giornata: manca il personale e i servizi girano a passo ridotto. Le liste d’attesa al Cup sono inverosimili.

5) Come si è giunti a scegliere il project finanzing per un settore così delicato come la sanità pubblica?. Chi pagherà gli oneri remunerativi alla ditta che investe?

6) Il Comune di Teramo come mai nel 2017 votò quasi all'unanimità l'ospedale nuovo? Quali le motivazioni senza tener conto del volere della cittadinanza? La Asl come mai ha scelto  il progetto finanziato (2017), quando i sindacati sono contrari («non soltanto in ragione delle altrui esperienze», ma soprattutto perché «con una siffatta scelta si corre il rischio di sottrarre importanti risorse alla sanità pubblica per i prossimi decenni: il conto che si dovrà pagare sarà alto, ed a pagarlo saranno i teramani»(così Di Giammartino della Uil)?.

7) Dal 27 settembre  2019, per merito del movimento 5S,  il problema ha assunto una valenza pubblica con la prima assemblea aperta per l'ascolto dei cittadini. Ma non si può ricorrere allo strumento più idoneo per raccogliere la volontà popolare ( art.44 dello Statuto Comunale, e regolamento per il referendum)?.
I cittadini chiedono spiegazioni, vogliono vedere le carte e accertare le responsabilità poiché interessati alla serietà  non alle chiacchiere e agli annunci mirabolanti.

8) Si è scelta una location meno salubre (Gramenzi e Lolli scelsero il posto migliore)  al posto dell'utilizzo delle proprietà della Asl vicino al Mazzini, ma voluta da chi? Vicino alle altre grandi cattedrali: lo stadio, il Centro commerciale, forse il polo scolastico (Teramo si trasformerebbe in centro dormitorio per anziani?). I cittadini vogliono sapere, ma non consentono l'accesso agli atti. Anche qui poca chiarezza. Non è urgente l'accesso agli atti del progetto della Pizzarotti srl, ma in maniera propedeutica sarebbero interessanti gli Atti della Asl.

9) Attenzione  quando si parla di regali o di doni ( timeo danaos et dona ferentes). I soldi appartengono ad un fondo del Ministero della Salute e la Regione ne destina l'uso più appropriato sentiti  gli organi e possibilmente la volontà popolare. A me risulta da gente esperta di costruzioni di ospedali che con 80/100 milioni si potrebbe mettere in sicurezza l'attuale e se si vuole veramente rinnovare con struttura antisismica  il Mazzini si ricostruiscono sul posto a lotti le parti prive di dotazioni antisismiche che possono essere demolite. Così si salverebbero le dotazioni tecnologiche inamovibili. Ma si parla di nuovo e si lasciano le sale operatorie con infiltrazioni d'acqua(almeno così si dice)?

10. Cosa si fa con il vecchio Mazzini, con annesse infrastrutture e dotazioni tecnicoscientifiche non trasferibili? Cosa si fa con l'ampio parcheggio ancora da finire? La Corte dei Conti che ne pensa?


11. Quali popolazioni periferiche che gravitano su Teramo sono state infomate?


12. Chi garantisce la compatibilità ambientale e la salubrità della scelta?


13. Quanti anni ci vorranno per andare a regime con l'eventuale nuovo ospedale e, nel frattempo, si continuerebbe a restaurare il vecchio o si rinuncerebbe alla ospedalizzazione?


14. Quante infrastrutture (ancora cementificazione) nuove da costruire? L'Ispra che ne pensa? I movimenti ecologisti che dicono? Va bene pensare al pianeta, ma non occorre cominciare da  dove abitiamo?


15. Per quante volte bisognerà moltiplicare il budget di 100 milioni se si volesse fare l'ospedale da 900 posti? ( 900x500.00= 450 milioni di €), e le infrastrutture collegate quanto terreno consumerebbero e quanti milioni ancora per strade parcheggi e servizi collegati?


16. Il PDC (partito del Cemento) quanta trasparenza assicurerebbe nel rapporto con le istituzioni? L'autorità anticorruzione che dice?


17. Lasciatemi la citazione antica e saggia: "Non Sunt multiplicanda entia sine necessitate". Abbiamo un Ospedale di 47 anni, nella location più salubre della città, mettiamolo a posto e facciamo funzionare i servizi ospedalieri.

18. Qualora si convenisse di costruire un ospedale nuovo allora bisognerebbe  puntare al II livello e all'ospedale unico provinciale. Ma questo è un altro discorso.


 La ricostruzione post terremoto dovrebbe precedere le megarealizzazioni. Ma in agguato ci sono lobby estranee al territorio, che in progettazioni, verifiche e ricostruzioni rischiano di perpetrare nuove incursioni su una terra ferita. Ricostruzione, decoro della città capoluogo, opportunità per il lavoro, ripopolazione del centro storico, protezione e incremento del commercio cittadino, problemi del traffico, poco hanno a che fare con  la fotocopia del Mazzini.
Spero che i tanti cittadini che mi hanno comunicato il loro dissenso a voce  si esprimano per ora qui, liberamente senza paure, in attesa di un eventuale possibile referendum.

Attilio Danese e il mensile "La Tenda"