PORCA MISERIA: la carità è un reato!

0 hanno firmato. Arriviamo a 5.000.


A Sassuolo (MO – Italia) dal 27 aprile 2020 è fatto divieto a chiunque di offrire “denaro, generi alimentari, vestiario e altre simili utilità” a chi chiede l’elemosina sul suolo pubblico, pena una sanzione pecuniaria che va da 28 a 168 euro, come recita il comma 2 dell’art. 61, approvato in Consiglio Comunale.

Ne chiediamo l’immediata abrogazione.

Siamo cittadini sassolesi con diverse idee politiche e religiose, ma uniti da un sentire e un agire comune legati a valori inviolabili. Proviamo dissenso, preoccupazione e indignazione per la criminalizzazione di un principio fondamentale del vivere insieme, della nostra identità e del soccorrersi reciprocamente.

Non consideriamo i poveri all’interno del capitolo “degrado urbano”, ma persone come sancito dall’art. 3 della Costituzione italiana, che promuove la dignità umana in tutte le sue forme.

L’esperienza del coronavirus ci sta dimostrando quanto siamo legati gli uni agli altri e quanto le nostre azioni abbiano una determinante ripercussione sul circostante. Con l’evolversi della pandemia e della crisi occupazionale, la necessità di proteggere i più vulnerabili diventa ancora più urgente. Davvero vogliamo rispondere criminalizzando chi offre un aiuto? Davvero vogliamo inasprire una guerra tra poveri?

L’accattonaggio svolto in modo molesto e strumentale è già previsto e disciplinato dall’art. 669 bis del codice penale. Il cittadino che offre aiuto non può sapere se la persona che lo riceve rientri nella categoria prevista dall’art. 669 bis e soprattutto non è compito suo appurarlo; in Italia infatti vige la presunzione di non colpevolezza secondo l’art. 27 della Costituzione italiana, ed è un principio sacrosanto, che tutela le persone in quanto tali.

Le regole devono essere poche, chiare e al servizio dell’uomo. Coltivare l’inclinazione al bene personale e comune, valorizzare e incentivare gli slanci e le azioni positive rende migliore la vita di tutti, principalmente di chi li segue. Aiutare gli altri è un gesto positivo. Non vogliamo in nessun modo che passi il principio contrario. Vogliamo continuare ad essere liberi.

"La cosa grave che ci sentiamo di rispedire al mittente è che nel dibattito del Consiglio Comunale di Sassuolo del 27 aprile da più consiglieri è uscita la tesi che “queste persone devono andare alla Caritas”. La carità non è una delega in capo a una organizzazione ecclesiale e alle poche persone che vi lavorano. E le persone povere, comprese tante di quelle che fanno elemosina in giro, ci vanno già alla Caritas! E alla Caritas trovano ascolto, e, laddove possibile, progettualità e accompagnamento per uscire dalla situazione di difficoltà e precarietà. Condannare il gesto del fare elemosina e renderlo “sbagliato” e punibile, è proprio il contrario della ricerca del bene comune. A nostro parere è cosa gravissima, soprattutto se giustificata anche con la motivazione di combattere il degrado.” Isacco Rinaldi, Direttore Caritas diocesana Reggio Emilia – Guastalla.

Questo “accidente” a Sassuolo ha sollecitato tante pacifiche prese di posizione e discussioni, facendo emergere a contrasto un’umanità fervente e vigile su principi insindacabili. Vogliamo che Sassuolo salga agli onori della cronaca per ciò che onore le fa.

Chiediamo dunque l’immediata abrogazione di questa ordinanza, lesiva dei diritti inviolabili dell’uomo richiamati anche dall’art. 2 della Costituzione Italiana.

Cristina Bellini, Emilia Monti, Claudia Nicolini, Maria Silvia Palazzi, Raffaella Pettenati, Maria Chiara Ruini, Franco Stefani, Claudia UhlenwinKel, Annalisa Vandelli, Antonella Vivi

Per approfondire:

L’estratto del Consiglio Comunale sul punto in discussione. Il tema è trattato dal minuto 3:02 a 3:59

Il successivo confronto PD/Lega sulla Pagina FB di Sassuolo 2000

La dichiarazione della Caritas diocesana Reggio Emilia – Guastalla.