Fermiamo la privatizzazione (di fatto) di un decimo del Centro Storico di San Gimignano

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Il complesso dell’ex carcere (già convento di  San Domenico copre circa un decimo dell’area del centro storico di San Gimignano (bene Patrimonio dell’Umanità) e la concessione a privati rappresenta una liquidazione inaccettabile di un bene pubblico.
Quella funzione ha da sempre impedito che quei 37.000 mc. situati nel cuore del Centro Storico, facessero parte della città: quindi, nessuna pianificazione urbanistica e nessuna infrastruttura di servizio (strade, parcheggi).

Quella porzione di borgo, di assoluto rilievo per estensione e storia, oggi rischia di continuare ad essere privata alla città e ai suoi abitanti fino al 2089.
Contravvenendo ad una serie di dichiarazioni che hanno portato per due decenni le istituzioni ed i cittadini di San Gimignano ad impegnarsi affinché quella superficie tornasse ad essere un asse per il rilancio di un centro storico finalmente vissuto dai suoi abitanti, il bando di gara in corso, preceduto da una serie di modifiche ad hoc alla destinazione d’uso, prevede la cessione, senza canone, dell’immobile a soggetti privati per la realizzazione di strutture riservate al turismo (hotel, locali espositivi e commerciali a prezzi di mercato).

La scelta, frettolosamente giustificata dall’evidenza che solo soggetti privati possano sostenere la spesa di 22 milioni di euro prevista, non è stata preceduta da nessun progetto concreto che, per un costo inferiore, potesse rilanciare l’area in termini di riqualificazione urbana con spazi per la produzione culturale, per le associazioni e per il sostegno all’artigianato locale con prezzi calmierati.

Il destino del San Domenico deve essere discusso con gli abitanti di San Gimignano e non può essere cambiato a colpi di delibere, perché le scelte sulla sua destinazione avranno un impatto significativo sulla vita del borgo e quella dei suoi abitanti.

Chiediamo pertanto di ritirare il bando di gara in scadenza l’11 gennaio, prima che sia troppo tardi. Chiediamo anche che il San Domenico sia oggetto di una riflessione più ampia in occasione del prossimo Piano Strutturale: nessun possibile rilancio discusso con la cittadinanza, le associazioni, le forze politiche e sociali, che abbia come base di riferimento i criteri del piano Unesco e le normative di salvaguardia, tutela e valorizzazione esistenti, sarà possibile se il complesso del San Domenico sarà ceduto ai privati per le prossime due generazioni.

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