Riprendiamoci il Fiordo di Furore

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Mara Sorrentino ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Sindaco di Furore e a

Il Fiordo di Furore è una bellezza naturale nascosta lungo le strade della Costiera Amalfitana che è possibile scorgere solo se si guarda con attenzione e che passa altrimenti inosservata. Proprio per questa peculiarità, la piccola cittadina di Furore, insieme al suo fiordo, è conosciuta come ‘il paese che non c’è’.

Ma cos’è esattamente il Fiordo di Furore? Il Fiordo di Furore è una massiccia spaccatura della costa rocciosa, per gli addetti ai lavori chiamata diaclasi, che si insinua verso l’interno, creando un panorama quasi alpino: alte pareti di roccia a strapiombo sul mare che proteggono una piccola spiaggia dove potersi isolare dal resto del mondo. Un tempo questa insenatura ospitava le case dei pescatori e nel XVII secolo vide lo sviluppo delle più antiche forme di attività industriali: cartiere e mulini, alimentati dalle acque del ruscello Schiato che scendeva dai Monti Lattari. 

Il borgo dei pescatori,  è stato tra l’altro set cinematografico di famosi film come ad esempio “Amore” di Roberto Rossellini ed è anche sede del Museo Costadiva, che consente di immergersi nei colori della Costiera Amalfitana, tra appunto i set cinematografici che l’hanno vista protagonista.  Inoltre, il Fiordo di Furore è anche famoso per il Marmeeting, la rinomata gara di tuffi che ogni anno vede decine e decine di atleti professionisti da tutto il mondo cimentarsi in tuffi estremi. Il trampolino viene fissato sotto il ponte del fiordo a 28 metri d’altezza!

Un punto d’interesse e una meraviglia naturale invidiabile e sicuramente invidiataci da molti ma purtroppo trascurata e abbandonata a se stessa da chi dovrebbe tutelarla e occuparsene, da ormai troppo tempo. Sono molti i turisti che giungono al Fiordo e si vedono ostacolati nella scoperta del luogo da muri eretti in corrispondenza delle uniche vie di accesso a causa di dissesto idrogeologico e pericolo caduta massi. Tutelare i cittadini è corretto ma non può e non deve diventare una scusa per dimenticarsi di un luogo così caretteristico e unico nel suo genere e abbandonarlo all’oblio del tempo e dell’incuria. È vergognoso che un tale angolo di paradiso sia così trascurato ed è assurdo pensare che, senza dubbio, se si fosso trovato in qualsiasi altra parte del mondo, sarebbe tutelato come l’ottava meraviglia del mondo. Facciamo sentire la nostra voce e il nostro disappunto e riappropriamoci di questo straordinario dono della natura!

 

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