250 nuove unita' abitative a Fregene? No.

0 hanno firmato. Arriviamo a 1.000.


Fregene 18/10/2019. L’ultima area di macchia mediterranea sul lungomare di Fregene finisce sotto una colata di cemento !! Ma di quale piano paesaggistico di tutela si è parlato in regione qualche giorno fa se i risultati sono questi? L’amministrazione comunale a guida Montino informa che i quasi18 ettari di macchia mediterranea rimasti sul lungomare di Fregene, la così detta “Lente” tra via La Plaia e via Gabicce a Mare, nelle mani delle società del gruppo Federici, Ares 2002, saranno DISTRUTTI, spazzate via. E’ stato issato un megacartellone, foriero dell’idea che l’impatto paesaggistico come il codice del paesaggio del resto, non avranno più alcuna importanza ormai. In effetti dopo questa dichiarazione di intenti si è capito che l’ intero ecosistema sparirà con tutte le forme di vita vegetale e animale, come la memoria e il genius loci costiero di Fregene, una fetta di microambiente in tutta la sua delicata complessità, non basterà a consolare la promessa di “compensare” con la ripiantumazione di qualche pino in altre zone. Tutto ciò per realizzare un devastante progetto di 60 mila mc, quello del “Lungomare Centro” di Fregene, insomma, per dirla in maniera semplice, una nuova colata di cemento sul lungomare, sotto le mentite spoglie di un progetto di riqualificazione ambientale…
A Fregene manca quasi tutto, le infrastrutture sono quasi inesistenti ma pare che non si possa fare a meno di questo pezzetto di lungomare centro progettato dai Federici, il cui pezzo forte resta la grande piazza pedonale rialzata (è ovvio che la passeggiata debba essere rialzata visto che dalla strada la vista del mare è impedita dealle barriere architettoniche).Qui pare che sorgerà una piazza proprio lì dove c’era la macchia mediterranea e proprio lì l’immobiliare realizzerà un complesso turistico-ricettivo, una specie di albergo “diffuso”, formato da circa 200-250 unità residenziali, tra i 35 e i 50 mq. In sostanza l’invito, che come un mantra ripetono Greta Thunberg, le società ambientaliste come il WWF, Italia Nostra e quant’altro, di sbrigarsi a salvare i polmoni verdi dalla distruzione e di ottenere una tutela integrale sulle zone di biodiversità, qui rimarranno parole nel vuoto. Servirebbe una Greta a Fregene!

Testo dal sito www.savefregene.com