Ricordare le vittime del disastro ferroviario di Castel Bolognese

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L'8 marzo 1962 il treno numero 152 proveniente da Lecce e diretto a Milano deragliò all'ingresso della stazione di Castel Bolognese. Su quel treno viaggiavano un imprecisato numero di italiani provenienti dalle città del sud che si dirigevano nel nord del paese e in Europa per sfuggire dalla miseria che allora ancora attanagliava le regioni del meridione.

Anche a causa di una modifica al segnalamento, nonostante il limite consueto di velocità della linea passasse dai 110 chilometri orari ai 30 km/h a causa di alcuni lavori, tutti i segnali semaforici di avviso furono comunque impostati sul verde. La decisione dell'Amministrazione ferroviaria finì col trarre in inganno il macchinista Ennio Covacci e il suo aiuto Otello Manzi che dimenticarono di ridurre la velocità

Durante il processo i Giudici faranno notare che la decisione delle ferrovie di impostare tutti i segnali sul verde "non era senz'altro la più appropriata" per la sicurezza, tuttavia in base alla Legge condanneranno il macchinista a cinque anni e otto mesi di reclusione, assolvendo il suo aiuto. A conferma di questo, dopo l'incidente di Castel Bolognese del 1962 in nessun caso le Ferrovie imposteranno mai più i segnali tutti al verde in caso di transito su binario deviato. 

Nel disastro morirono 14 persone. Tra queste Anna Maria Ventura, una donna di appena ventun'anni originaria di Pescara, che venne trovata con la figlioletta (poi sopravvissuta) ancora tra le braccia nel disperato tentativo di proteggerla da quel tremendo impatto.  

La tragedia venne presto dimenticata, al punto che fino a pochi anni fa si riteneva che i morti fossero 13, in quanto la quattordicesima vittima morì otto giorni dopo, quando ormai il clamore mediatico della tragedia era scemato e si tendeva già a dimenticare tutto

Anche per questo motivo, nonostante a cadenza regolare si levino richieste da più parti, a distanza di 55 anni non c'è nulla che ricordi le 14 persone che persero la vita e i quasi 200 che riportarono ferite permanenti più o meno gravi oltre a tutti i volontari che nell'immediatezza diedero una mano per soccorrere i passeggeri del treno. 

Questo l'elenco dei morti di quella notte. 

Giuseppe Caporale, 56 anni, di Notaresco (Teramo)
Gian Carlo Casoli, 19 anni, di Parma
Alfredo Ciro, 21 anni, di Reggio Calabria
Domenico De Rosa, 47 anni, di Panni (Foggia)
Donato Di Marino, 31 anni, di Gessopalena (Chieti)
Antonio Di Matteo, 37 anni, di Roccamorice (Pescara)
Alberto Di Nella, 30 anni, di Paglieta (Chieti)
Domenico Di Tizio, 23 anni, di Miglianico (Chieti)
Rocco Gesualdi, 37 anni, di Panni (Foggia)
Alfio Morolli, 26 anni, di Rimini
Luigi Mozzocconi, 20 anni, di Montefiore Dell'Aso (Ascoli Piceno)
Giuseppe Pasquale, 34 anni, di Lama Dei Peligni (Chieti)
Fioravanti Romualdi, 40 anni, di Atri (Teramo)
Anna Maria Ventura, 21 anni, di Pescara.

 

Con questa petizione intendiamo chiedere all'Amministrazione di Trenitalia, al Sindaco di Castel Bolognese e a chiunque abbia in potere di farlo, di installare all'interno della stazione ferroviaria o nelle sue vicinanze un ricordo in memoria di tutte quelle persone che, affidandosi ad un servizio pubblico, con il loro sacrificio contribuirono a renderlo più sicuro. 

 

 

 

 

 



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