URGENTE: NO GRANDI ED INQUINANTI IMPIANTI INDUSTRIALI PRIVATI DENTRO L'OSPEDALE DI ASTI

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URGENTE: NON COSTRUIRE GRANDI ED INQUINANTI IMPIANTI INDUSTRIALI PRIVATI DENTRO L'OSPEDALE DI ASTI PER PRODURRE ELETTRICITÀ ED ACQUA CALDA PER TELERISCALDAMENTO DA VENDERE AGLI ASTIGIANI

Abbiamo già raccolto oltre 4000 firme contrarie, di cui 900 tramite una precedente sottoscrizione Change. Intendiamo con la presente sottoscrizione rilanciare la raccolta di firme di opposizione per contrastare con urgenza la imminente realizzazione del progetto.

Costruire, all'interno deI terreni su cui insiste l'Ospedale di Asti, un grande ed inquinante impianto industriale per produrre energia elettrica ed acqua calda per teleriscaldamento (da vendersi all'Ospedale, agli abitanti e l'eventuale eccedenza alla rete elettrica cittadina) e' un progetto che:

-non persegue come finalità il soddisfacimento di un bisogno prioritario dei Cittadini. Infatti in Italia quasi il 50% dell'energia elettrica e' prodotta da fonti rinnovabili (acqua, sole, vento etc.) e tale percentuale crescerà enormemente nei prossimi anni; già ora gli attuali impianti tradizionali italiani sono sottoutilizzati, poiché potrebbero produrre quasi il doppio di quanto producono, e molti sono in corso di riconversione ad energia pulita: che senso ha costruire ad Asti un nuovo inquinante impianto a combustibile fossile metano, che già nasce obsoleto ed antistorico? 

-attualmente l'Ospedale non inquina in loco per produrre energia elettrica, perché la acquista dalla rete nazionale, di cui quasi 50% e' energia pulita da fonti rinnovabili,
che senso ha produrla inquinando il doppio in loco, a poche centinaia di metri dal gia inquinato centro storico, e per giunta in un luogo sensibile che per sua natura dovrebbe essere protetto da qualunque minimo aumento dell'inquinamento?

-non ne conseguirà una riduzione dell'inquinamento ambientale, anzi il progetto prevede addirittura un incremento del 473% di monossido di carbonio proprio in zona Ospedale.

-il progetto promette l'ottimizzazione della localizzazione dal punto di vista del produttore (peraltro solo grazie a importanti vantaggi che andranno a ricadere a carico della fiscalità generale) ma di fatto incide negativamente in tema di tutela dell'ambiente in zona Ospedale, aumentando l'inquinamento proprio in tale sito sensibile, finalizzato al miglioramento e non al peggioramento della qualità della vita,

-non tiene conto delle costosissime attività di efficentamento che la direzione dell ASL ha già attuato ed altre in corso di realizzazione, con enorme speco di denaro pubblico,

-parere dell'ASL circa il RUMORE:
- "...... il vigente Piano di Classificazione Acustica del Comune di Asti assegna (l'area dell'impianto industriale) alla classe 1"
- "la realizzazione del Centrale di T/R in progetto, da considerarsi un vero e proprio impianto produttivo, RISULTA INCOMPATIBILE con l'attuale classificazione acustica dell'area in esame.

-parere dell'ASL circa la tipologia dell'impianto industriale proposto:
...."la struttura in oggetto è da classificare quale INDUSTRIA INSALUBRE di prima classe lettera C -punto 7 (centrali termo-elettriche) ai sensi del DM 5/9/94 Elenco delle industrie insalubri di cui all'articolo 216del testo unico delle leggi sanitarie".

-parere dell'ASL ASL circa l'impatto nell'ATMOSFERA/AMBIENTE:
- "il rispetto dei limiti normativi ambientali non è un limite di rispetto della salute umana; in questo caso non può essere tollerato UN AUMENTO delle concentrazioni esistenti anche se inferiori ai limiti ambientali"

-parere dellARPA: ai fini del rilascio dell'autorizzazione permangono carenze documentali, quali, fra le altre, i dati ed i calcolo a supporto delle promesse di impatto sull'inquinamento

- Il progetto comporta, come stima iniziale, una spesa di 45 milioni di euro: essi (oltre ai costi di esercizio ed i profitti) saranno recuperati tutti a carico dei cittadini e degli utenti e saranno recuperati tramite le bollette.

-non sarebbe più economico completare l'ammodernamento a basso impatto ambientale degli attuali impianti dell'Ospedale, peraltro già in gran parte eseguiti, altri già appaltati ed in corso di completamento? Si eviterebbe un grande spreco di denaro pubblico.

-richiede una ingiustificata modifica degli strumenti urbanistici. Che senso ha fare piani urbanistici, per poi cambiarli così radicalmente a beneficio di pochi? Che senso ha fare modifiche ad personam, per agevolare un privato portatore di interessi privati a danno di interessi pubblici dei cittadini, al fine di rendere possibile la costruzione di un grande ed inquinante impianto industriale a poche centinaia di metri dal centro cittadino, in una zona dove insistono parchi pubblici, scuole, aree sportive attrezzate, centri per anziani, palazzi ed abitazioni?

-compromette, limitandole per il futuro, le finalità istituzionali dell'Ospedale.


Non è concepibile ne è giustificabile che la costruzione e gestione di un grande impianto industriale possa essere fatta, anziché in un'area a destinazione industriale, all'interno di una area a destinazione residenziale, dove si genererà la maggior concentrazione di inquinamento, dove ci sono parchi pubblici che accolgono bambini ed anziani, impianti sportivi, scuole di vario grado, case di riposo, luoghi di culto, oratori, villette e palazzi residenziali e, ovviamente, l'Ospedale di Asti.
In particolare, essendo l'Ospedale deputato alla cura ed al miglioramento dello stato di salute degli utenti, è un luogo in cui prioritariamente, senza se e senza ma, per comune buon senso tutti pensano si dovrebbe escludere un aumento dell'inquinamento ambientale; sarebbe poco saggio peggiorare la condizione dei degenti e degli altri utenti in generale con ulteriori emissioni di inquinamento chimico, acustico ed olfattivo.
Per giunta, previe sostanziali modifiche al piano regolatore, si concederebbe ad un privato di costruire l'impianto industriale addirittura all'INTERNO DELL'AREA DELL'OSPEDALE, con quattro torri per smaltimento fumi alte 35 metri ad una distanza di 40 metri dalle finestre del reparto maternità, occupando una grande superficie di 6700 metri quadri di terreno che fra qualche anno nessuno può escludere potrebbe servire a produrre nuovi servizi ospedalieri per far fronte ad accresciute esigenze sanitarie. Quando si pensa all'Ospedale si pensa ad un luogo di cura delle malattie e della sofferenza, non ad uno stabilimento industriale inquinante. L'Ospedale di Asti ha già tanti altri problemi, lo si lasci concentrarsi sulla cura delle malattie, senza farsi carico ed occuparsi di faccende ed affari di altri.

I sottoscritti Cittadini, nel manifestare le loro perplessità e riserve circa l'opportunità, l'utilità e la convenienza del progetto complessivo del teleriscaldamento, esprimono la loro ferma contrarietà alla localizzazione degli impianti industriali in area residenziale, tanto più all'interno dell'Ospedale.

Indirizzata a:
- Sindaco di Asti
- Presidente del Consiglio Comunale di Asti

- Presidente  della Provincia di Asti

-Vicepresidente con delega all'ambiente della Provincia di Asti

- Presidente della Regione Piemonte
- Assessore Sanita' Regione Piemonte

- Direttrice generale ASL AT

- Presidente ASP

-Sindaco di Torino

 



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