Adolescenza e handicap

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Mio figlio si chiama Olmo,

Olmo si sta affacciando all’adolescenza ed ha un handicap motorio grave che non gli permette di essere autonomo fisicamente

In un'eta' che per altri suoi coetanei diviene in momento di avventure , di condivisioni , di gite al mare o di concerti assieme Olmo da quest'estate dovra' fare i conti con un territorio in cui per gli adolescenti con handicap non sono previsti progetti adeguati all'eta' , dovra' fare i conti con l'uscire solo accompagnato da sua madre perché gli amici finita la scuola si organizzano le vacanze , ma Olmo non sara' con loro ...si rivedranno a Settembre

In questo grande viaggio della vita che e' il pianeta adolescenza , piena di dubbi e opacità, che porta i ragazzi a scoprire ciò che sono, a costruirsi un’identità adulta staccandosi dalle figure genitoriali come puo' vivere Olmo e altri ragazzi con disabilita' in periodi lunghi come l'estate, le vacanze di Natale relegati in casa senza possibilita' di divertirsi e fare esperienze come gli altri coetanei,in un territorio che si dimentica  la fascia adolescenziale di ragazzi con disabilita' che non prevede progetti lunghi che accolgano il bisogno durante le vacanze scolastiche lasciandoli soli con le loro famiglie .

Ma se per gli adolescenti è una specie di “età dell’oro”, per i ragazzi con disabilità rischia di trasformarsi in un momento di stallo che li imprigiona nel ruolo degli eterni bambini senza diritto a divertirsi, a sperimentare, a crescere serene insieme ai coetanei.

Olmo ama il mare, la musica, la natura, gli animali e sta crescendo come tutti e allora io mi chiedo come madre e come cittadina perché dall'estate 2018 non creare un progetto estivo che coinvolga lui ed altri ragazzi con disabilita' in attivita' del territorio , un territorio ricco di associazioni culturali , sportive, artistiche, turistiche , di promozione sociale da coinvolgere : e' nata un' Officina delle idee a Pisa e allora questa e' un' idea culturale importante da sviluppare come istituzioni che ai cittadini devono dare risposte adeguate , un' idea che puo' fare la differenza in una citta' proiettata verso i giovani che investe su di loro .

Frequentare un ragazzo con disabilita' per gli altri ragazzi puo' solo che essere un'occasione di crescita umana importante, un mettersi in ascolto e in gioco, uno scoprire che i bisogni non sono speciali , ma uguali e che la voglia di divertirsi e costruire un mondo migliore e' la stessa.

 



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