PETIZIONE CHIUSA

Salviamo il parco storico di Fiano Romano. Petizione aperta a tutti.

Questa petizione aveva 14 sostenitori


Al Sindaco Ottorino Ferilli e alla sua Giunta

Vi scrivo per il Progetto di Riqualificazione del Parco della Rimembranza. ‘Rimembranza’… splendido termine con il quale definiamo l’atto stesso dell’aver presente qualcuno o qualcosa nella nostra memoria. ‘Rimembranza’, dunque, è ciò che si ricorda; ciò che non può e non deve essere dimenticato, perché farlo significherebbe rinnegare se stessi, la propria storia, le proprie radici. E’ per questa ragione che i Parchi della Rimembranza vengono detti anche ‘Giardini della Memoria’, luoghi resi suggestivi dalla presenza di alberi, talvolta di boschi. Quando, nel 2003, misi piede per la prima volta a Fiano Romano, m’imbattei nel Parco della Rimembranza e ne rimasi stupita, incantata. Io, romana, amai subito questo luogo e il suo omonimo viale, la sua discreta, umile eleganza, i suoi silenzi e la generosa frescura con cui è capace di ristorarti nelle afose giornate estive. Scoprii la sua forma: un triangolo isoscele disteso tra Via Giustiniani e Via Aldo Moro con il vertice puntato verso il Castello Orsini e l’antico Borgo, quasi ad indicare, a chi viene da fuori, che è lì, nella storia, il cuore della città.
In questo nostro Parco della Rimembranza, gli alberi formano un boschetto che cinge un monumento ai soldati caduti e dispersi nella Grande Guerra. Un manufatto con circa 100 anni di storia, disegnato dal Prof. Arch. Edgardo Negri, nipote del più celebre Giulio Podesti con il quale collaborò alla realizzazione di opere come il Palazzo Cencelli e il Policlinico Umberto I di Roma. Al 1967 e, cioè, a mezzo secolo fa, risale, invece, la stele di Dobici Garibaldi, commemorativa dei Caduti di Fiano Romano della II Guerra mondiale. In loco, anche una stele del Comune commemorativa dei Caduti civili. Ardenti, Assogna, Bravi, Cantiani, D’Ubaldi, Marsicola, Martini, Pangallozzi, Roberti, Tozzi…, questi i cognomi di alcune delle vittime appartenenti a famiglie fianesi con una lunga storia alle spalle.
Perché avete scelto di sfregiare irrimediabilmente il volto di questo bel luogo tra gli ultimi rimasti d’importanza storica? Cosa vi spinge a distruggere la bellezza, a non aver rispetto per ciò che era prima di voi e che, nonostante voi, vi sopravvivrà, grazie a coloro che hanno il coraggio di ricordare? Molti cittadini sono assolutamente contrari al Progetto di riqualificazione del Parco, così come lo sono i commercianti di Via Aldo Moro e Via Giustiniani: “Vogliono cambiare faccia a Fiano Romano! Quando ti tolgono i luoghi storici, t’hanno tolto tutto! Ci hanno tolto la storia di questo paese… i piloni, gli abbeveratoi…!”. Così esclamano indignati i vostri concittadini! E che dire della Delibera di Consiglio Comunale n. 2 del 21/01/2016 con cui si dà mandato alla Giunta riguardo all’approvazione del progetto esecutivo delle opere da “porre in essere previo eventuale opportuno confronto con la cittadinanza e le parti direttamente interessate dall’intervento” ?! Quel confronto non è stato né previo, né eventuale, né opportuno. Infatti, non c’è stato, non lo avete voluto. A chi giova, quindi, questo progetto aberrante? Chi ne trae beneficio? I Cittadini che non sono collegati alla rete fognaria e a quella elettrica?
Chiedo al Vice Sindaco Santonastaso che ha votato a favore di questo Progetto contrario alla ragione dell’evidenza e al buon senso, se ricorda le parole da lui pronunciate lo scorso anno in piena campagna elettorale: “Voglio ricandidarmi perché penso che questa amministrazione e questa comunità soprattutto abbia il diritto di essere governata da chi il paese lo vive, lo ama, e soprattutto lo conosce…… È importante sapere dove è Val Casale, dove è Lago Puzzo, e dove sta Pratalata, è importante anche da un punto di vista storico sapere cosa sono i piloni, quale è la vignaccia e quale è lo scoperto. Penso che quando si vuole amministrare una comunità che sia fondamentale conoscerne il suo territorio, le sue problematiche, la sua storia.” Sig. Vice Sindaco, ricorda la sua citazione di Franz Kafka in Consiglio Comunale? Perché non ci parla ora della sua logica dell’assurdo?
A lei Sig. Sindaco chiedo: che fine farà il pino posto nei pressi dell’ingresso basso del Parco? Vedremo di nuovo all’opera le motoseghe dei ‘potatori’ ufficiali del Comune? Certo, meglio morto che capitozzato, decapitato, mutilato, ischeletrito. Non crede che un’Amministrazione che si rispetti, debba potare e non massacrare? Curare e non far morire? Riqualificare e non fare piazza pulita? Salvaguardare storia e natura e non ignorare la prima e violentare la seconda? Spendere denaro pubblico per opere di buon senso e che necessitino davvero alla Cittadinanza? Il rapporto tra Memoria e Storia, Sig. Sindaco, è antico quanto la società stessa e un giardino storico è espressione dello stretto rapporto tra civiltà e natura; è testimonianza di una cultura, di uno stile, di un’epoca ed eventualmente dell’originalità di un Creatore (art. 5 della Carta di Firenze, 1981). Cos’è la Cultura se non il suo stesso significato etimologico di coltivare il proprio impianto etico, la propria spiritualità, il proprio gusto estetico? Faccio, pertanto, appello alla sua coscienza e a quella di ciascuno dei membri della sua Giunta, affinché voltiate le spalle a questo Progetto e al suo cemento con il vuoto assoluto intorno. Lasciate che il Parco della Rimembranza viva. di Patrizia Morganti
Fiano Romano, 06/05/2017



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