Salviamo La Goccia: chiediamo al Comune di fermare il taglio illegittimo del Bosco.

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Se si vuole vedere come sarà il mondo dopo di noi bisogna andare in posti come il Bosco La Goccia. Oggi, dopo tanti anni di abbandono, l'area così denominata per via della forma datagli dai binari è un museo a cielo aperto: architettura industriale di altissimo livello e un bosco pre-alpino nato sui resti delle Grandi Officine della Bovisa di Union de Gaz, attive fino al 1974 nella produzione e stoccaggio di gas all'interno dell'area. Rappresenta un'occasione per porsi delle domande e investigare su una natura che in più di 40 anni si è impadronita di un'intera area industriale e ha dato vita a nuovo habitat. Le strutture per le attività che ne garantirebbero la sostenibilità e il mantenimento ci sono già e sono pregevoli manufatti industriali, che però sembrano messi in secondo piano rispetto alle progettualità di Comune e Politecnico, abbagliati dall'urbanizzazione improntata alla fantomatica smart-city. Al momento non c'è un progetto coerente con quello che quest'area è oggi: la si vede come una macchia grigia, un foglio bianco, su cui fare ciò che si vuole. Ma in realtà vi risiede una storia importante della città e un meraviglioso bosco che chiede di essere aiutato a rivelarsi, decorosamente, alla città. Entrare per credere.

Il Politecnico ha iniziato da qualche anno i lavori sul Lotto 1A, dove costruirà la propria sede di Energia (Edificio ZEN). Pensavamo che ci dovessimo limitare per il momento ad assistere ai lavori del cantiere ufficiale, che ha già sradicato qualche ettaro di bosco. Invece nella prima settimana di marzo si verifica un massiccio taglio di alberi sul lato ovest, verso la Stazione di Villapizzone, in un'area destinata a verde dal nuovo PGT:

Sono stati tagliati almeno 80 alberi nel Bosco La Goccia, specificatamente in una porzione di proprietà di A2A, società italiana che opera nei settori energia, calore e reti. Gli alberi tagliati appartenevano alla specie denominata populus nigra (comunemente pioppo nero) ed erano stati piantati dalla società d’ingegneria MM a scopo di riforestazione negli anni ’70. A giudicare dal numero di anelli presenti in sezione nei tronchi abbattuti – ogni anello corrisponde ad un anno solare di vita di un albero - i pioppi avevano circa cinquant’anni e in media un diametro di 70cm. Di questi 80 alberi si deve dire che una decina erano malati. Ma gli altri 70?

Nel Piano di Governo del Territorio di Milano approvato nel 2019 con il 2030 come orizzonte temporale, si esprime la volontà di realizzare “20 nuovi parchi per Milano, con incremento di aree verdi a Bovisa (da 10% a 50%)” nonché di sostenere il progetto ForestaMI, che si propone di piantare 3 milioni di alberi nella città metropolitana. Queste politiche sono state adottate in risposta alla “situazione di emergenza climatica del pianeta”. Gli alberi distrutti avrebbero contribuito nel 2020 ad assorbire circa 65000 kg di CO2, pari alle emissioni medie annuali di una ventina di automobili, senza contare i benefici in termini di qualità dell’aria e la loro capacità di accogliere specie animali di diverso tipo. Considerando l’urgenza della problematica, abbattere alberi adulti per piantarne di giovani ha un effetto controproducente ed è sintomo di una visione miope e ignorante.
Sempre nel PGT, mentre le aree di proprietà del Politecnico di Milano e del Comune sono indicate come “ambiti per grandi funzioni urbane”, caratterizzati dall’ampliamento del vicino campus universitario, la specifica area in cui sono stati tagliati gli alberi è indicata come “verde urbano di nuova previsione (pertinenza indiretta)”. Tale dicitura è descritta come “verde (esistente, ndr) finalizzato all’integrazione della rete ecologica di livello comunale e di livello metropolitano”. È quindi sorprendente che nell’area naturale e non inquinata della Goccia, dove i pioppi avevano ormai costituito un rigoglioso bosco, si sia deciso di eliminare il verde urbano tanto agognato dall’amministrazione milanese.

Come cittadini, esigiamo spiegazioni da A2A e dal Comune di Milano.
Oltre che assurda, l’azione di deforestazione perpetrata è da giudicarsi eticamente inaccettabile per l’importanza ecologica del bosco per le zone limitrofe e l’intera città, e illegale secondo il "Regolamento d’uso e tutela del verde" redatto dal Comune stesso, dove l’abbattimento di alberi è vietato di norma tra marzo e settembre, periodo di riproduzione e nidificazione di uccelli. Il testo cita: “In nessun caso deve venir effettuato l’abbattimento di alberi su cui siano presenti nidi di uccelli”. Già.

Il Comune declama nella sua “Visione del verde” che “Milano deve accrescere, tutelare, configurare, curare e recuperare il proprio patrimonio di aree verdi”, ma dopo il parco sventrato in Via Edoardo Bassini, si è approfittato della confusione mediatica di questi ultime settimane per abbattere altre 80 preziose piante. Perché? Con i livelli di inquinamento di Milano e le scellerate politiche edilizie che prediligono il cemento, è inammissibile che l’amministrazione decida di ridurre ulteriormente il già scarso patrimonio arboreo nell’area metropolitana.

Chiediamo, a chiunque sia interessato a salvare La Goccia e a impedire azioni barbare in futuro, di firmare questa petizione.

Il Bosco ringrazia.