Salute e libertà

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Al Presidente della Repubblica

Sergio Mattarella

Al Presidente del Consiglio

Giuseppe Conte

Ai Presidenti delle Regioni e delle Province

Ai Sindaci 

Crediamo sia ora di riprenderci la ragione, che fa parte della nostra salute! Non possiamo accettare restrizioni della nostra libertà che non siano necessarie a contenere il contagio. Tenere aperte fabbriche, negozi e mezzi pubblici è più rischioso di una passeggiata e lo capisce anche un bambino. È ovvio che dobbiamo mangiare, ed usufruire di servizi vitali, ma se siamo costretti a stare a casa (e non tutti vivono in villa con ampio giardino) o nei miseri 200m sotto casa, rischiamo l'obesità, la depressione, e altre malattie in particolare cardiovascolari, notoriamente ben più letali del virus! Inoltre è ovvio che in quei 200 m si rischia ancor più l'assembramento rispetto ad uno spazio più ampio. Allora la spesa potrebbe essere consegnata alla porta del negozio o a domicilio e non si dovrebbe nemmeno entrare nel locale toccando carrelli ed altro, in corsie in cui è difficilissimo (se non impossibile) distanziarsi di almeno un metro.
Ed i virologi dovrebbero stilare uno schema comportamentale da adottare; ad esempio all'inizio affermavano che non si doveva usare la mascherina se non si era malati, poi si è diffuso l'invito ad usarla sempre (benché non si trovino da nessuna parte!) e la gente non sa più quale sia la verità. Così spesso accetta supinamente la semplice regoletta "resta a casa"(a volte alla finestra per spiare/odiare i passanti, tanto per ammazzare il tempo, alimentando le proprie frustrazioni), in un ossessivo stato di terrore da tempi di guerra.
Addirittura in certe province è stato vietato di raggiungere e curare il proprio orto distante da casa, con conseguente spreco di cibo e e la privazione forse dell'unica attività piacevole e rigenerante per un anziano. 
Abbiamo spazi aperti e passeggiate dove anche prima di questa pandemia si poteva stare a distanza di vari metri l'uno dall'altro senza pensarci. 
Allora chiediamo alle istituzioni un atto di coraggio e di attenzione per il benessere dei propri cittadini, si crei un'unione di intenti per imporre alla popolazione con coerenza solo le norme effettivamente necessarie a fermare il contagio e non questi arresti domiciliari estremamente pericolosi ed anticostituzionali, nonché inutili.
Pretendiamo che tutta la comunità dei virologi e dei medici all'unanimità dichiari per iscritto dove consiste la pericolosità nel muoversi da soli all'aperto perché in questa primavera splendente, privarci del contatto con la natura sarebbe un delitto. Disposti a qualunque sacrificio pur di preservare la salute pubblica, contestiamo semplicemente ciò che non ha a che fare con tale fine, ma rischierebbe solo di compromettere il nostro equilibrio psicofisico.
La salute non è solo assenza di germi, ma un concetto più vasto. Quindi, comprendendo che l'emergenza non avrà durata breve, rivendichiamo la possibilità di muoverci da soli o con gli stretti familiari all'aperto ovunque si voglia purché si evitino gli assembramenti. Le forze dell'ordine dovrebbero controllare solo questo anziché perdere tempo a fermare chi passeggia o corre da solo per conteggiare la distanza dall'abitazione e avrebbero più tempo per verificare semmai che negli esercizi necessariamente aperti, vengano applicate le misure di sicurezza igienica, come le distanze, uso corretto dei gel e guanti, etc.

Cristina Muratore