La pelliccietta non si doveva scambiare!

0 hanno firmato. Arriviamo a 100.




 
  
Difendere la pelle dai tessuti tossici
Gli abiti che indossiamo sono spesso fatti con tessuti tossici e potenzialmente cancerogeni. Ma l’etichetta non lo dice. E la UE neanche
Formaldeide, pentaclorofenolo, ftalati, cromo, nichel, cadmio, piombo, mercurio, carrier alogenati, e un pizzico di arsenico: non parliamo di un deposito di scorie radioattive ma del nostro armadio, più cancerogeno di Fukushima, se non stiamo attenti a quel che indossiamo. Lo sostiene Greenpeace, che dal 2011 porta avanti la campagna Detox per eliminare le sostanze tossiche dai tessuti e convincere i big della moda a invertire la marcia, investendo su capi di abbigliamento realizzati con materiali ecologici e rispettosi, tanto dell’ambiente quanto dei lavoratori.In questi giorni la vicenda della signora Rosanna,e del suo vestito che HA SCAMBIATO LA PELLICCIETTA,ci ha fatto sorridere tutti,ma al di là dei modi tanto folcloristici,della nostra amica,vittima di un'umiliazione, in un giorno che doveva essere speciale,il problema esiste,e quindi occorre dare voce alla nostra Rosanna,perchè poteva capitare a chiunque di noi,Ma la vera responsabile della sua mancata fortuna è la totale assenza d’informazione: chi indosserebbe mai un cappottino realizzato con fibre d’amianto? Nessuno, perché sappiamo tutti che si tratta di un materiale altamente cancerogeno, come nessuno acquisterebbe un maglione tinto al piombo. Ma il problema è che non sappiamo niente di quello che indossiamo. Crediamo che un’etichetta che indica la composizione della fibra o le istruzioni per il lavaggio sia più che sufficiente per renderci compratori responsabili, e invece siamo totalmente all’oscuro della storia di quel capo, della filiera produttiva, delle condizioni dei lavoratori, dei metodi di realizzazione e dei materiali con cui entra in contatto. In una parola, della sua tossicità.In Italia siamo al sicuro? Così così, mette in guardia Mauro Rossetti, direttore dell’associazione biellese Tessile e Salute nata per garantire la produzione, la vendita e il consumo di articoli tessili più sicuri per chi li produce e per chi li acquista. «I carrier alogenati, ad esempio, usati per tingere il poliestere a basse temperature, quindi a basso costo, sono vietati perché altamente nocivi per gli organismi acquatici e sospettati di essere cancerogeni per l’uomo, ma nei Paesi extraeuropei sono largamente utilizzati, e anche da noi, complice l’assenza di metodi di controllo, c’è ancora chi continua a usarli». E attenzione se il vostro capo perde colore, quasi certamente è stato tinto con coloranti azoici, ancora largamente usati sebbene rilascino 22 ammine aromatiche di cui è stata accertata la cancerogenicità (la direttiva europea recepita in Italia nel 2005 non ne vieta l’utilizzo, ma solo la presenza residua sul prodotto finale).Per concludere,io sono sempre dalla parte della sicurezza,per questo credo,che dovremmo difenderci,dalla tossicità,per noi,per i nostri figli,e non per ultimo il nostro pianeta,se siete convinti di questo,firmate la petizione,grazie!



Oggi: Rosa Monica conta su di te

Rosa Monica Mannarino ha bisogno del tuo aiuto con la petizione "Silvianheach: La pelliccietta non si doveva scambiare!". Unisciti con Rosa Monica ed 14 sostenitori più oggi.