PETIZIONE CHIUSA

"Sicurezza sul Lavoro: non perdiamo altro tempo!" Firma anche tu la petizione ANMIL!

Questa petizione aveva 503 sostenitori


Per promuovere la sicurezza sul lavoro, sensibilizzare istituzioni e opinione pubblica anche sulla tutela delle vittime del lavoro e delle loro famiglie, l’ANMIL ti invita a sottoscrivere la sua petizione.

Durante le manifestazioni organizzate in tutte le province d’Italia dalle sedi ANMIL per celebrare, Domenica 9 ottobre, la Giornata nazionale per le vittime degli incidenti sul lavoro, verranno raccolte le firme di quanti hanno a cuore la salute, la vita e i diritti di tutti i lavoratori.

Invita parenti, amici e conoscenti a sottoscrivere questa petizione affinché possa essere rafforzata la raccolta firme cartacea che avverrà presso le sedi associative dell’ANMIL e che, dopo la Giornata, verranno consegnate alla Presidente della Camera Laura Boldrini.

SOSTIENI ANCHE TU  LE NOSTRE PROPOSTE PER MIGLIORARE LA SICUREZZA NEI LUOGHI DI LAVORO E LA TUTELA DELLE VITTIME!

1) Attuazione e rafforzamento dell’art. 11, comma 1, lett. c), del decreto 81/2008 al fine di consolidare il collegamento tra le scuole di ogni ordine e grado e il mondo del lavoro, anche alla luce della disposizione che prevede la realizzazione nelle scuole di iniziative specifiche di formazione in materia di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Nel contesto di una migliore attuazione del citato articolo 11, ampio spazio potrebbe essere riconosciuto alla collaborazione con le associazioni di invalidi del lavoro e al coinvolgimento dei loro soci in qualità di testimonial;

2) Attenzione ai rischi specifici ed emergenti a cui sono esposte le donne lavoratrici, in osservanza delle novità sulla valutazione dei rischi professionali contenute nel Testo Unico del 2008. Attenzione alle differenze di genere non deve significare protezione paternalistica della donna lavoratrice, ma adeguamento complessivo del sistema di prevenzione alle caratteristiche del lavoro femminile, alle sue modalità di svolgimento e al diverso impatto di procedure e lavorazioni su una donna piuttosto che su un uomo. Da questo nuovo approccio dovrà scaturire, di conseguenza, anche un interesse verso i rischi sia legati a professioni svolte principalmente da donne sia verso quelli riferiti a professioni caratterizzate da rischi di vario genere.

3) Riconoscimento di un indennizzo in capitale ai genitori dei lavoratori deceduti, a causa di un infortunio sul lavoro o malattia professionale, che non abbiano familiari a carico. Attualmente il d.p.r. 1124/1965 prevede che la rendita ai superstiti spetti solo al coniuge e ai figli dell’assicurato o, in assenza di questi, ai genitori naturali o adottivi esclusivamente se viventi a carico del defunto. Ciò significa che in caso di morte di lavoratori privi di familiari a carico, l’INAIL  riconosce soltanto un assegno funerario (somma erogata in misura fissa). Sarebbe quindi auspicabile riconoscere in questi casi almeno un risarcimento in capitale a genitori e congiunti di primo grado dei lavoratori deceduti anche qualora non risultino a carico.

Ulteriori informazioni www.anmil.it



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