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I nostri dubbi infondati

Gruppo di cittadine/i

Dec 1, 2018 — 

Dopo aver letto il testo della risposta del Governo Cantonale all'interpellanza di Matteo Pronzini sui fatti avvenuti a Viganello la notte tra l'11 e il 12 settembre, chiamati in causa, ci sentiamo di dire quanto segue.

1 Il Governo non contesta i fatti da noi raccontati: la polizia si è presentata senza preavviso e in abiti civili nottetempo (02.00) dicendo alla madre e ai suoi due bambini di otto e quattro anni che dovevano partire subito per l'aeroporto. La polizia aeroportuale ha mostrato loro una foto di una persona in stato di contenzione (mani e piedi legati e occhi bendati) dicendo che la prossima volta (entro pochi giorni) sarebbero stati imbarcati sull'aereo in queste condizioni. La polizia cantonale ha abbandonato la madre e i due bambini nell'autorimessa dell'aeroporto senza documenti e senza soldi dicendo loro di arrangiarsi a tornare in Ticino.

2 Il Governo contesta due parole da noi usate nel comunicato:

 espulsione: viene precisato che in termini giuridici qui occorre parlare di allontanamento.

Non abbiamo difficoltà a sostituire la parola espulsione con la parola allontanamento.

Ciò non toglie che in sostanza si tratta di mandar via dalla Svizzera tre persone che non sono sicuramente confortate dal fatto di sapere che il loro è un semplice allontanamento invece che un'espulsione. Agli effetti pratici si può dire che le due cose coincidono.

irruzione:  l'usi di questa parola avrebbe messo “inutilmente in cattiva luce chi, giornalmente, si impegna a garantire la sicurezza”.

La parola “irruzione” significa “entrata impetuosa, talora a forza, in un luogo.” (vocabolario Zingarelli)

Si tratta di percezioni: svegliare senza preavviso una madre e i suoi due bambini nel cuore della notte non corrisponde ad un'entrata impetuosa? Simili modalità sono state usate la notte seguente nei confronti di una madre eritrea con due bambini, di cui uno con handicap, riaccompagnata all'aeroporto in manette. Non si tratta di irruzione?  Rinunciamo senza problemi alla parola “irruzione” se i governanti sono disposti a entrare in merito alla sostanza dei fatti, interrogandosi sui significati e sulle conseguenze di simili procedure.

 3 Il Governo nella sua risposta incorre in significative imprecisioni.

“qualora vi siano problemi di lingua è sempre predisposto l'intervento di un interprete”

In questa situazione, particolarmente impegnativa dal punto di vista emotivo, non era presente nessun interprete.

 “La persona interessata è debitamente informata in merito a tale prospettiva ed è pertanto consapevole del fatto che a breve sarà accompagnata dal personale di polizia all'aeroporto per essere trasferita verso il Paese indicato nella decisione intimatale”.

Ciò non è avvenuto: nessuna informazione preventiva neanche di tipo generico sulla partenza imminente e nessun interprete o mediatore culturale.

 “Al richiedente l'asilo viene di principio data la possibilità di rientrare al domicilio con il veicolo di servizio della Polizia cantonale oppure individualmente”.

Non c'è stata scelta: la madre e i bambini sono stati abbandonati nei sotterranei dell'aeroporto ed è stato detto loro “Chiamate il vostro avvocato per rientrare in Ticino”.

 4 Il Governo legittima questo modo di procedere

 Il direttore del Dipartimento delle Istituzioni e il Comandante della Polizia Cantonale “condividono di principio le attuali prassi in materia di allontanamento nella misura in cui esse vengano eseguite, dai preposti servizi, conformemente alle basi legali vigenti in materia di stranieri e d'asilo”. Si parla di procedure corrette e di principio di proporzionalità.

 Si prosegue dando per scontato che sia di principio corretto  mostrare anche ai bambini “una documentazione fotografica relativa alle misure previste dai protocolli federali nell'eventualità di un rifiuto a partire”

Vi è dunque piena legittimazione delle modalità di intervento che abbiamo denunciato e che nella sostanza non sono state contestate nella risposta governativa.

 Ci chiediamo dunque quali siano  gli “elementi oggettivi” che metterebbero in discussione i fatti contestati nel nostro comunicato. Non c'è nessuna sconfessione di quanto abbiamo denunciato.

 Ci chiediamo inoltre come mai il Governo abbia bisogno di rafforzare la sua posizione citando il settimanale il Caffè che dice di avere a disposizione un video di cui ha fornito tre versioni diverse in tre edizioni successive. Le domande che ci vengono in mente sono: come mai a un giornale viene fornito il materiale della video sorveglianza in cui sono implicati anche dei minori? Tale materiale non è a disposizione unicamente degli organi preposti? È stato leso il principio della protezione dell'infanzia? È stato leso il principio del segreto d'ufficio?

 5 Conclusione

Questi sono e rimangono quelli che il Governo chiama motivi infondati. Non abbiamo intenzione di gettare discredito sulle istituzioni ma di porre seriamente delle domande (tuttora inevase) sulla messa in atto di pratiche che non corrispondono alle caratteristiche di una politica dove l'attenzione, la delicatezza e il rispetto verso le persone siano prese in considerazione. Queste sì che sono pratiche che gettano discredito anche sulle istituzioni.

Si tratta di entrare nel merito di questi gesti molto discutibili e di non pararsi dietro la copertura delle prassi condivise a livello federale.

 Le nostre domande sono quindi tuttora senza risposta.


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