SHERMAN, IL CUCCIOLO DI DOGO CHE RISCHIA L'ESTRADIZIONE.

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Questa è la storia di Sherman, un dogo argentino buono e dolce con un passato triste, con un lieto fine degno di una fiaba, perché da due mesi è adottato da una splendida famiglia. Ora il lieto fine è NEGATO da un’associazione che movimenta molti cani verso l’estero e che ha fatto di tutto perché si arrivasse a separarlo ed allontanarlo dalla sua amorevole famiglia, per mandarlo dove? IN GERMANIA!
L’ostinata insistenza di queste persone stà causando danni morali a chi si è impegnato e preoccupato che questo cucciolone avesse le cure adeguate alla sua particolare condizione – essendo tripode – e che le ricevesse dal calore di una famiglia.
Il comune di appartenenza di Sherman e i volontari non gli hanno mai fatto mancare alcun tipo di cura assicurandogli, con estrema attenzione, un’adozione perfetta - come si evince anche dal verbale dei vigili – e con persone che si sono rese da subito disponibili e, soprattutto, sensibili nel miglioramento della sua condizione fisica, pianificando già da subito gli eventuali interventi da effettuare per l’applicazione della protesi. Tutto questo è documentato con certificazioni veterinarie del signor Giovanni Valente.
Ora, noi ci chiediamo il perché di questo accanimento, il perché di tutto questo spreco di risorse che per una ONLUS dovrebbe essere dannoso poiché sappiamo quanto un’associazione del genere abbia bisogno di disponibilità per casi gravi e disperati, cosa che non concerne il cane in questione.
Ci sentiamo perseguitati, da parte di queste persone, la volontaria è il proprietario del cane, il Comune di appartenenza che si sono occupati della questione. Non capiamo perché vogliano a tutti i costi prelevare Sherman e sottoporlo ad un viaggio così stressante soprattutto per un cane nelle sue condizioni. Non capiamo perché stiano causando fastidio, rabbia e tristezza quando ci sono le prove concrete che il cane non ha bisogno né di un’adozione né di cure esterne perché già le ha. Non capiamo le vie legali che questa storia ha intrapreso e perché causare ancora altro stress al cane e ai proprietari.
Il Comune di San Vittore del Lazio combatte il randagismo con l’aiuto dei volontari, facendo adottare i propri cani non snaturandoli dal luogo in cui sono stati accalappiati, curando il loro benessere e guardando anche al risparmio economico come prevede la legge 281, aiutando le famiglie adottanti, residenti del comune, con contributi nei primi due anni di 500 euro per le spese di sostentamento e veterinarie, avendo un risparmio di circa 1000 euro annue a cane.

Il cane era in canile di proprietà del comune di di san Vittore del Lazio , noi volontari del paese e il comune cercavamo una adozione del posto o quantomeno in Italia nelle vicinanze perché è un cane disabile , l'associazione ekos pet che fa adozioni in Germania lo aveva richiesto per una certa Salomon Manuela. Tedesca , ma noi gli abbiamo trovato una splendida adozione addirittura nel paese di provenienza SAN VITTORE DEL LAZIO quindi a 80 km dal canile convenzionato , il cane è adottato a tutti gli effetti con certificato, ma l'associazione EKOS PET che ha evidentemente tante donazioni e soldi da spendere ha fatto ricorso al TAR , il TAR in attesa della sentenza di novembre ha ordinato che il cane temporaneamente dovrebbe andare in Germania da questa salomon che non ha neanche mai visto fare oltre 2000 km strapparlo dagli adottanti attuali e aspettare li la sentenza . È normale ?

TUTTA LA STORIA DETTAGLIATA

11-08-2014 - Sherman entra in canile - E' stato investito e trovato senza microchip

Gli è stata amputata una zampa a seguito dell'incidente, curato, castrato e vaccinato tutto a spese del comune di San Vittore del Lazio.

Da subito i volontari hanno cercato di trovare una famiglia idonea per lui.
luglio 2015 - Arriva la telefonata dalla presidente di EKOS PET - questa onlus si occupa di estradiare cani in Germania, voleva il dogo.

Il comune da subito ha espresso il suo parere in merito alle esportazione e ha immediatamente risposto che il dogo doveva restare in zona per essere controllato nel post affido qualora venisse adottato. Sono iniziati gli insulti verso la volontaria e verso il sindaco.
19.07.2015 - Nonostante il rifiuto da parte del comune di San Vittore del Lazio, la EKOS PET manda una letterà con la richiesta di cessione del cane perché

già

in possesso di un'adottante una certa MANUELA SALOMON.

La lettera della richiesta d’affidamento è stata indirizzata anche alla direzione sanitaria ASL , cosa anomala per essere una semplice richiesta di adozione.
30.07.2015 - La direzione Regionale Area Sanità Veterinaria, chiedono delucidazioni

sul diniego facendo riferimento al fatto che questo sia avvenuto in modo verbalmente violento, basandosi su ciò che l’associazione EKOS PET ha riferito. In meno di due anni questa associazione ha movimentato circa 150 cani, intestandoseli, per poi non avere più notizie di loro, visto che in Germania non c’è tracciabilità e l’associazione non rilascia informazioni su questo – il tutto è verificabile attraverso il personale del Canile di Sgurgola perché in passato ha riconosciuto su un sito tedesco, a marchio EKOS dei loro cani in vendita e perché la ONLUS operava lì nel canile.
10.11.2016 - (prossimità di partenza di altri cani in Germania) la Ekos Pet Onlus ha richiesto nuovamente il cane sempre per conto della Signora Salomon e

con determinazione dirigenziale 7168 del 28.11.2016 (quella impugnata) le ha comunicato che il cane era stato dato in adozione al Sig. Giovanni Valente il quale ha inviato tutti i documenti per l’adozione del cane
21.12. 2016 - Giovanni si è recato con la volontaria a prendere il cane (vedi documentazione allegata) alla presenza del Veterinario,

direttore sanitario del canile, molto attento alla cura del cane in quanto, come detto prima, particolare per la sua disabilità.

Da varie informazioni del comune di Bamberg è da rilevare che il dogo argentino in Baviera ( luogo richiesto dalla EKOS) appartiene alla categoria 2, cane da combattimento. Questo significa che può essere affidato solo tramite domanda al proprio comune di residenza, in questo caso al comune di Bamberg, con fedina penale pulita e perizia di un esperto riconosciuto. Tutto questo non è stato rilevato nella domanda della EKOS.
20.01.2017 - il Comune di San Vittore del Lazio riceve l’atto di ricorso della EKOS nei confronti del Comune e del controinteressato Giovanni Valente (vedi

allegato); nel ricorso si notano tante incongruenze, abusi e falsità. Il punto 6 del ricorso al Tar evince che al cane sono state scattate foto all’interno del canile. Tutto ciò è avvenuto ad insaputa sia del Comune proprietario del Cane, sia della direzione di Percorso Sicuro e le suddette foto sono state sottoposte alla verifica di un dottore veterinario esterno alla struttura e non si capisce come il Dr. Giacomella, con studio a Roma, solo attraverso delle foto possa aver fatto una relazione che, di fatto, smentiva quella fatta dal Direttore Sanitario del Canile che ha avuto in cura il cane. Nel punto 11 si afferma che il cane è rimasto in canile per un altro mese, ma questo per via di impegni personali che nessuno è tenuto a giustificare e il peggioramento del cane non è stato confermato, come si evince dalla relazione veterinaria del direttore Sanitario del Canile che ha consegnato personalmente il cane al Signor Giovanni Valente in data 21.12.2016.

Nel ricorso si fa riferimento al regolamento comunale in cui il comune avrebbe stanziato 600 euro come bonus per tutta la durata della vita del cane, ma evidentemente non hanno letto il regolamento poiché si tratta di 500 euro di bonus per spese veterinarie per due anni , di cui il Signor Valente ha espresso rinuncia già dal primo giorno di adozione. Poi sono menzionati 600 euro in contanti, come se un ente pubblico possa elargire denaro contante. Nel ricorso viene altresì detto che in seguito ad un controllo effettuato dall’Associazione il cane aveva come riparo una tettoia e lontano da casa, ma chi ha autorizzato l’Associazione se il controllo periodico del cane è stato fatto con relativo verbale del vigile del Comune, l’unico autorizzato al controllo, in netto contrasto con quanto riferito dall’Associazione nonché in palese violazione della privacy e di domicilio. A casa del Signor Valente non solo non si è presentato nessuno, ma non è stato nemmeno autorizzata EKOS PET ad una simile violazione. Come è stato possibile che un Tar possa aver dato una sospensiva e ordinato che il cane debba andare in attesa di sentenza di merito il 9 .11.2017 in Germania, tramite la EKOS, dalla Signora Salomon che non ha mai visto realmente il cane né lo ha mai avuto in adozione e, soprattutto, non ha le certificazioni necessarie per richiedere e possedere un animale appartenente alla categoria 2, ragion per cui ci vogliono perizie e autorizzazioni dal comune di Bamberg.
03.03.2017 - l giorno dopo la notifica dell’ordinanza Il sindaco Avv. Nadia Bucci riceve la telefonata dell’avvocato della EKOS PET ONLUS , in modo

minaccioso e intimidatorio. Precedentemente ha ricevuto anche una telefonata da un caporedattore del settimanale Oggi sempre in forma intimidatoria.

 

TUTTO QUANTO AFFERMATO E' PROVATO DA DOCUMENTAZIONE

 
LA STORIA DI SHERMAN
Questa è la storia di Sherman, un dogo argentino buono e dolce con un passato triste, con un lieto fine degno di una fiaba, perché da due mesi è adottato da una splendida famiglia. Ora il lieto fine è negato da un’associazione che movimenta molti cani verso l’estero e che ha fatto di tutto perché si arrivasse a separarlo ed allontanarlo dalla sua amorevole famiglia, per mandarlo dove? IN GERMANIA!

 

L’ostinata insistenza di queste persone sta causando danni morali a chi si è impegnato e preoccupato che questo cucciolone avesse le cure adeguate alla sua particolare condizione – essendo tripode – e che le ricevesse dal calore di una famiglia. 

Il comune di appartenenza di Sherman e i volontari non gli hanno mai fatto mancare alcun tipo di cura assicurandogli, con estrema attenzione, un’adozione perfetta - come si evince anche dal verbale dei vigili – e con persone che si sono rese da subito disponibili e, soprattutto, sensibili nel miglioramento della sua condizione fisica, pianificando già da subito gli eventuali interventi da effettuare per l’applicazione della protesi. Tutto questo è documentato con certificazioni veterinarie del signor Giovanni Valente. 

Ora, noi ci chiediamo il perché di questo accanimento, il perché di tutto questo spreco di risorse che per una ONLUS dovrebbe essere dannoso poiché sappiamo quanto un’associazione del genere abbia bisogno di disponibilità per casi gravi e disperati, cosa che non concerne il cane in questione. 

Ci sentiamo perseguitati, da parte di queste persone, la volontaria, il proprietario del cane e il Comune di appartenenza che si è occupato della questione. Non capiamo perché vogliano a tutti i costi prelevare Sherman e sottoporlo ad un viaggio così stressante soprattutto per un cane nelle sue condizioni. Non capiamo perché stiano causando fastidio, rabbia e tristezza quando ci sono le prove concrete che il cane non ha bisogno né di un’adozione né di cure esterne perché già le ha. Non capiamo le vie legali che questa storia ha intrapreso e perché causare ancora altro stress al cane e ai proprietari. 

Il Comune di San Vittore del Lazio combatte il randagismo con l’aiuto dei volontari, facendo adottare i propri cani non snaturandoli dal luogo in cui sono stati accalappiati, curando il loro benessere e guardando anche al risparmio economico come prevede la legge 281, aiutando le famiglie adottanti, residenti del comune, con contributi nei primi due anni di 500 euro per le spese di sostentamento e veterinarie, avendo un risparmio di circa 1000 euro annue a cane.

 
 
Il cane era in canile di proprietà del comune di san Vittore del Lazio. I volontari del paese e il comune cercavano una adozione sul posto o quantomeno in Italia nelle vicinanze perché è un cane disabile. L’associazione Ekos Pet Onlus di Velletri, che promuove le adozioni in Germania, lo aveva richiesto per una tale Salomon Manuela e Salomon Susanne, tedesche, ma è stato risposto che era già stata trovata una splendida adozione addirittura nel paese di provenienza, SAN VITTORE DEL LAZIO. Il cane è adottato a tutti gli effetti con certificato, ma l'associazione EKOS PET ONLUS di Velletri, che ha evidentemente tante donazioni e soldi da spendere, ha fatto ricorso al TAR , il quale, in attesa della sentenza del 9 novembre 2017, ha ordinato che il cane temporaneamente dovrebbe andare in Germania dalla tale Salomon Manuela la quale non ha neanche mai visto il cane. Far fare oltre 2000 km a Sherman, strapparlo dagli adottanti attuali e aspettare lì la sentenza: è normale ? Cosa spinge una Onlus a tutto questo?  Perché? Cosa c'è sotto tutta questa storia da spingere una Onlus ad elargire tutto questo denaro vivendo questa di donazioni esterne per il recupero e la cura dei randagi?  Quanti soldi effettivamente hanno queste ONLUS per potersi permettere tutto ciò e dove li hanno presi? Non dovrebbe essere nel loro interesse che il cane sia stato sistemato adeguatamente?

 Inoltre ci risulta che le adozioni di dogo argentino in tutta la Germania siano vietate. Secondo quali leggi vorrebbero far passare il cane? 

FIRMATE AFFINCHE' SHERMAN POSSA RIMANERE CON LA SUA FAMIGLIA!



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