Stop alla campagna di odio e alle volgarità del ministro Salvini

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giovanni marcì ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Mario Draghi (Presidente del Consiglio dei Ministri) e a

Noi, da semplici cittadini, siamo ben consapevoli che l’articolo 54 della nostra Costituzione contiene in sé un forte richiamo ad un dovere implicito di osservanza di una condotta di vita che sia all’altezza del proprio ruolo e monito ad adottare comportamenti compatibili con il ruolo pubblico del quale si è investiti.

L’attualità con la quale ognuno di noi si deve confrontare è tuttavia una “deregulation morale” della vita pubblica e un degrado della condotta  degli uomini pubblici.

Chi svolge ruoli di governo, ancor più avrebbe il dovere di condurre una vita pubblica e privata improntata a sobrietà, educazione, coerenza e rispetto degli altri necessari all’autorità per emanare norme giuridiche e al carisma per il loro rispetto.

Purtroppo, negli ultimi mesi, si è determinato un forte degrado della vita pubblica di alcuni rappresentanti del governo assolutamente in contrasto con il surrichiamato dettato costituzionale.

In particolare, abbiamo dovuto assistere da parte dell’On.le Matteo Salvini a tanti e ripetuti comportamenti pubblici che riteniamo incompatibili con il suo ruolo di Ministro dell’Interno.

Intendiamo riferirci nello specifico:

- alla continua e irridente aggressione verbale nei confronti di oppositori, leader politici europei e giornalisti;

- all’insistito uso di espressioni  volgari e palesemente dispregiative, nei toni e nella sostanza, contro minoranze etniche e religiose, immigrati e profughi extracomunitari, magistrati e componenti delle ONG che si prodigano per il salvataggio dei naufraghi nei nostri mari;

- all’oltraggiosa diserzione dinanzi al Senato della Repubblica per rispondere a interpellanze su gravi vicende internazionali;

- all’uso di toni ed espressioni verbali dileggianti e oltraggiose di carattere palesemente razzista, maschilista e omofobo;

- all’indecente performance balneare tra cubiste e sulle note dell’Inno di Mameli.

Ogni richiamo alla serietà e al rigore - privato e pubblico - di uomini politici come Moro, Berlinguer e Pertini ci appare oggi quasi retorico e fuori contesto.

Riteniamo tuttavia di dover stigmatizzare tali comportamenti perché, come detto, violano il precetto costituzionale ma, soprattutto, diventano esempio e modello da seguire soprattutto per nuove generazioni.

Come ha scritto, a questo proposito,  V. Pelligra sul Sole24ore:

” La struttura di norme sociali che regola in un dato periodo la nostra convivenza sta, evidentemente, subendo una metamorfosi profonda e questi comportamenti, queste espressioni, questo linguaggio impunito, rappresentano al tempo stesso una conseguenza ma anche una delle cause di tale mutamento….

“il linguaggio dispregiativo e violento diventa causa del cambiamento culturale e della rimozione di norme che un tempo avrebbero bloccato e mitigato impulsi antisociali; ma quello stesso linguaggio e quegli stessi atteggiamenti si diffondono tra la gente sempre più frequentemente, allo stesso tempo, come conseguenza di tale cambiamento culturale. Origine ed effetto, effetto e origine, in un moto perverso di causazione circolare.”

Per questo riteniamo di rivolgere a Voi, supreme cariche del nostro Stato, un appello affinchè si levino un monito e un richiamo, forti e non meramente rituali, a tutti i parlamentari e agli uomini di governo perché si attengano a comportamenti consoni al loro ruolo e si ponga fine a comportamenti ed espressioni decisamente volgari e lesive dell’immagine  del nostro Paese.

 

 

 

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