Serve una legge a tutela delle vittime di violenza sul luogo di lavoro.

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Aggredire il lavoratore sul luogo di lavoro significa interrompere un pubblico servizio,recare un danno ai lavoratori, all’organizzazione, all'Azienda e ai cittadini stessi.
La proposta di legge contro la violenza e le molestie sui luoghi di lavoro vuole colmare il vuoto normativo attualmente esistente sulla sicurezza dei lavoratori sui luoghi di lavoro, suggerendo i seguenti punti:

- Riqualificare l’art. 341 bis c.p. “Oltraggio a pubblico ufficiale” come reato penale;


- Riconoscere i lavoratori che svolgono un pubblico servizio (medici, insegnanti, giornalisti, avvocati, infermieri, operatori sanitari, ferrovieri, autisti, addetti allo sportello bancario, postale, ecc.) come pubblici ufficiali;


- Promuovere l’informazione e la formazione sulla violenza nei luoghi di lavoro, al fine di riconoscere precocemente e gestire gli episodi di violenza;


- Prevenire e gestire gli episodi di violenza sui luoghi di lavoro, effettuando  un’attenta analisi dei fattori di rischio strutturali, ambientali, organizzativi, individuali e  sociali che possono determinare e/o aggravare il Rischio di Violenza;

  
- Riconoscere che la violenza fisica, psicologica, le discriminazioni e le molestie sessuali nei confronti dei lavoratori, sono una lesione al loro benessere psicofisico, alla loro salute, al diritto alla vita, alla loro sicurezza e alla loro dignità;


- Includere il Rischio di Violenza e di molestie sui luoghi di lavoro nel D.lgs. n. 81/2008 (Testo Unico della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro);


- Inserire il Rischio di Violenza nel documento di Valutazione annuale dei Rischi sui luoghi di lavoro (DUVRI);


- Condannare ogni tipo di violenza e riconoscerla come Reato contro lo Stato, considerato che i lavoratori sono rappresentanti dell’istituzione per cui lavorano;


- Garantire la tutela legale d'ufficio gratuita alle “vittime di violenza” sui luoghi di lavoro;


- Le Aziende devono costituirsi parte civile a difesa delle “vittime di violenza” sul lavoro;


- Garantire la tutela della salute per tutti i  Cittadini, come sancito dall'Art. 32 della Costituzione, eliminando l'attuale asimmetria esistente nei confronti dei lavoratori/cittadini aggrediti;


- Istituire   sportelli d’ascolto per le persone vittime di violenza sul lavoro, garantendo un percorso per il reinserimento lavorativo;


- Istituire centri pubblici dedicati contro la violenza sui luoghi di lavoro, ad alta specializzazione, con personale adeguatamente formato, con la mission di prevenire, gestire, sostenere e proteggere dalla violenza sui luoghi di lavoro;


- Riconoscere la violenza subita come causa diretta dell’insorgenza delle conseguenze fisiche, psicologiche e psichiatriche delle “vittime di violenza”;


- Riconoscere il danno psicofisico conseguente alla violenza e la sua valutazione percentuale utile al risarcimento operato dall’INAIL con rivalsa sul datore di lavoro, con indennizzo pieno indipendentemente dalla durata dell’inabilità temporanea e dal valore percentuale del danno biologico, non escludendo tutte le altre voci di danno.



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