Senza un progetto di Città Roma muore

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Roma città persa

Lettera aperta al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio, al Presidente del Senato della Repubblica, al Presidente della Camera dei deputati, al Presidente della Regione Lazio, al Sindaco di Roma

 

Viviamo a Roma, la più bella città del mondo. Non vogliamo arrenderci al suo lento e sino ad ora inarrestabile degrado. Sappiamo bene che governare una metropoli è un’impresa difficile, ai limiti del possibile. Non è però un’impresa “impossibile”! Certo è un compito tanto più difficile se sono scarse le risorse economiche, ma non è solo questione “di soldi”. È anche un problema di competenze. Per ben governare è necessario anzitutto avere un’idea di città in mente, altrimenti si muore soffocati dalle emergenze del presente che non si possono arginare, ma si devono superare. Essenziale è riuscire a costruire un progetto di Roma proiettato nel futuro e su cui chiamare la cittadinanza a confrontarsi per uscire dalla desolazione della situazione presente. Le idee non nascono però dal nulla, non possono essere il frutto di improvvisazione, richiedono competenze, capacità di leggere la città, nuovi approfonditi studi, ma anche tornare a prestare attenzione ai tanti studi elaborati in passato dalle menti più vivaci del paese sulla nostra Città, e poi irresponsabilmente abbandonati.

La politica – che ha la responsabilità sulle scelte, e dunque anche la maggiore responsabilità del degrado – non può continuare a pensare di poter far da sola. È per questo che chiediamo che tutte le istituzioni politiche del Paese - nessuna potendo ritenersi estranea - di promuovere una discussione pubblica, chiamando a raccolta i maggiori studiosi dei problemi della città, affinché si possano individuare politiche di sviluppo urbano in grado di farci uscire dal tunnel del degrado in cui siamo intrappolati. Le forme di questa chiamate alla “mobilitazione della cultura e delle competenze” a favore della città possono essere diverse, ma quel che ci sentiamo di volere escludere è il rischio che tutto si riduca ad una ennesima elencazione di buone intenzioni, dimenticate il giorno stesso della loro formulazione. Non pensiamo cioè sia sufficiente la manifestazione di un giorno per quanto essa possa essere “spettacolare”, chiediamo un coinvolgimento duraturo e permanente che sappia accompagnare le politiche urbane e le autonome scelte politiche che verranno assunte per la nostra città. Commissioni permanenti di esperti che sappiano rapportarsi con gli assessorati e i responsabili nei vari municipi, ma anche con le istituzioni nazionali che – fatta salve le rispettive competenze costituzionali - non possono ritenersi estranei al futuro di Roma capitale.

Senza un progetto di Città Roma muore.

 


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