Ridateci il Ministro della Disabilità!

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Sono il papà di un ragazzo autistico di 14 anni. Recentemente ho scritto al nostro Presidente del Consiglio Giuseppe Conte e alla nostra Ministra dell'istruzione Lucia Azzolina per chiedere una maggiore attenzione sul tema della disabilità in generale. I nostri ragazzi ma più in generale i nostri disabili e le relative famiglie sono state lasciate un pò in balia di se stessi in questo periodo di lockdown ed anche la riapertura, se pensiamo alla scuola o ai centri, non sembra iniziare con i migliori auspici.

Non avendo ricevuto nessun risposta ho poi scritto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e lanciato contestualmente questa petizione a lui indirizzata.

Con riferimento alla pianificazione della cosiddetta fase 2 sono rimasto particolarmente perplesso a causa di provvedimenti presi non in maniera tempestiva e senza prendere nella dovuta considerazione le esigenze delle persone più fragili. Scopo della politica dovrebbe essere gestire al meglio dei 'trade off', andare cioè a individuare delle soluzioni che garantiscano un giusto compromesso, nel caso specifico fra salute, diritto allo studio e benessere economico. Non si ha però l'impressione che il nostro Governo si stia muovendo in questa direzione.

Osservo in generale un ricorso eccessivo allo strumento della task force; ne sono state fatte tante (forse troppe) e tutte hanno visto coinvolgere un numero importante di esperti. Pochi (forse nessuno) mi risulta quelli dedicati alla disabilità.


Lo scorso autunno,  quando si e' passati dal Conte 1 al Conte bis, la figura del ministero della disabilita e' stata messa da parte e le relative deleghe sono passate in capo al nostro Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.
Mosso allora evidentemente dalle migliori intenzioni, il nostro Presidente del Consiglio e' stato ora investito da problematiche innumerevoli e complesse legate alla  gestione di una crisi davvero straordinaria.
Questo non ha permesso di dare al tema della disabilita' l'attenzione che invece avrebbe meritato. 


Questo dimostra anche quanto sia importante reintrodurre la figura del Ministro della Disabilita', così che si possa dare la dovuta dignità alle persone più fragili e si possano trovare le dovute soluzioni a problemi irrisolti.
L'aggettivo ''fragile'',  normalmente utilizzato quando ci si riferisce a persone con disabilita', nella lingua italiana indica qualcosa che, se sottoposto ad azioni di stress, e' destinato a spezzarsi. Si fa quindi riferimento a qualcosa che meriterebbe delle attenzioni particolari in generale e a maggior ragione in una situazione così traumatica come quella che il Paese sta  attraversando. Un periodo difficile per tutti ma che lo e' in misura maggiore per tutte quelle famiglie (e sono tante) che hanno una persona con disabilita' in casa da gestire.


Si  poteva e si doveva fare di più per garantire un maggior sollievo a famiglie che di fatto sono state lasciate in balia di se stesse. Ed e' per questo che chiediamo di firmare questa petizione che mira alla reintroduzione di questa importante figura: Il Ministro della Disabilita. 

L’intento è evidentemente quello di creare una regia verso una problematica che tocca in maniera trasversale diversi aspetti della vita delle persone con disabilita e dei loro familiari (salute, lavoro, scuola, inclusione sociale)  e conseguentemente diversi ministeri. Si chiede di creare un Ministero, quello della disabilità, che garantisca un collegamento ed un coordinamento fra i vari Ministeri e le Regioni. Solo in questa maniera sarà possibile dare una dignità vera ai diritti delle persone con disabilità e delle loro famiglie. 

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1. Le dimensioni del problema. 

- In Italia secondo i dati Istat ci sono oltre 3 milioni di disabili, pari al 5,2% della popolazione, circa la metà sono persone anziane ed 1,5 sono privi di una rete d’aiuto. Ciò implica una scarsa soddisfazione per la vita, che per i disabili porta la percentuale dei soddisfatti al 19,2% a fronte del 44,5% del resto della popolazione italiana.

- Gli alunni con disabilità nella scuola italiana sono passati da circa 200 mila iscritti nell’anno scolastico 2009/2010 a quasi 272 mila nell’anno scolastico 2017/2018. Nello stesso arco temporale, anche gli insegnanti per il sostegno sono significativamente aumentati: da 89 mila a 156 mila (+75% circa). Gli alunni con disabilità privilegiano indirizzi formativi orientati al lavoro immediato e rinunciano di fatto a prolungare la propria formazione fino all’università. Solo il 31,5% delle scuole ha abbattuto le barriere fisiche e sono ancora meno, il 17,5%, quelle che hanno eliminato le barriere senso-percettive.


2. Il mondo del lavoro.

Nella popolazione compresa tra i 15 e i 64 anni risulta occupato solo il 31,3% di coloro che soffrono di limitazioni gravi. 


3. L’isolamento è una condizione diffusa.

Oltre 600 mila persone con limitazioni gravi vivono in una situazione di grande isolamento, senza alcuna rete su cui poter contare in caso di bisogno. La limitazione grave costituisce un ostacolo alla partecipazione culturale: dai cinema e teatri ai musei la percentuale è bassissima e quindi tre quarti di coloro che hanno limitazioni gravi passano più di tre ore al giorno davanti alla televisione.