Raccolta Firme-Stanziamento fondi straordinari per le scuole della provincia di Caserta.

0 hanno firmato. Arriviamo a 1.000.


A sua eccellenza il prefetto di Caserta, al sottosegretario Bressa ed alla Ministra dell’istruzione, università e ricerca Valeria Fedeli.

 Gli studenti e le studentesse, assieme ai cittadini casertani, vogliono denunciare la situazione di abbandono in cui versano le scuole della Provincia di Caserta, la quale è gravissima.

La dichiarazione dell’ottobre del 2016, da parte del Pr. Lavornia, sul non avere fondi per sostenere le attività di manutenzione straordinaria delle scuole, esortando le ultime a provvedere autonomamente perfino al pagamento delle bollette ENEL e sul non poter permettere,di conseguenza, l’inizio dell’A.S. 2017/2018, mettendo anche a rischio quello in corso, è quanto di più grave possa essere asserito.

La scuola pubblica è la prima agenzia di formazione sul territorio, è l’agenzia che forma i cittadini consapevoli, che garantisce una possibilità di riscatto agli abitanti delle zone più degradate della nostra provincia.

 

Nel titolo V della Costituzione, l’art. 119 recita:

 

“I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa, nel rispetto dell'equilibrio dei relativi bilanci, e concorrono ad assicurare l'osservanza dei vincoli economici e finanziari derivanti dall'ordinamento dell'Unione Europea.

 

I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno risorse autonome. Stabiliscono e applicano tributi ed entrate propri, in armonia con la Costituzione [53 c.2] e secondo i princìpi di coordinamento della finanza pubblica e del sistema tributario.

 

Dispongono di compartecipazioni al gettito di tributi erariali riferibile al loro territorio.

 

La legge dello Stato istituisce un fondo perequativo, senza vincoli di destinazione, per i territori con minore capacità fiscale per abitante.

 

Le risorse derivanti dalle fonti di cui ai commi precedenti consentono ai Comuni, alle Province, alle Città metropolitane e alle Regioni di finanziare integralmente le funzioni pubbliche loro attribuite.

 

Per promuovere lo sviluppo economico, la coesione e la solidarietà sociale, per rimuovere gli squilibri economici e sociali, per favorire l'effettivo esercizio dei diritti della persona, o per provvedere a scopi diversi dal normale esercizio delle loro funzioni, lo Stato destina risorse aggiuntive ed effettua interventi speciali in favore di determinati Comuni, Province, Città metropolitane e Regioni.

 

I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno un proprio patrimonio, attribuito secondo i princìpi generali determinati dalla legge dello Stato.

 

Possono ricorrere all'indebitamento solo per finanziare spese di investimento, con la contestuale definizione di piani di ammortamento e a condizione che per il complesso degli enti di ciascuna Regione sia rispettato l'equilibrio di bilancio.

 

E' esclusa ogni garanzia dello Stato sui prestiti dagli stessi contratti”.

 

 

Gli introiti della Provincia per l’anno 2015/2016 sono di 76 milioni di euro, il debito della provincia per contributi allo Stato è di 50milioni,la cifra debitoria più alta di tutte le province italiane, dei rimanenti 26 milioni circa 14 saranno utilizzati per il pagamento dei dipendenti della provincia,mentre i rimanenti 12 vanno alla viabilità e all’edilizia scolastica non equamente divisi, ma ripartiti in 9 milioni per la viabilità e 3 milioni per le scuole, ovviamente i tre milioni ripartiti tra tutte le scuole della provincia non riusciranno a coprire le spese di ordinaria manutenzione e ciò determinerà l’inevitabile  crescita del contributo volontario pagato al momento dell’iscrizione. Gli art 33’…La Repubblica detta le norme generali sull'istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi … e 34: 'La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi. La Repubblica rende effettivo questo diritto con borse di studio, assegni alle famiglie ed altre provvidenze, che devono essere attribuite per concorso.’dimostrano quanto sia intollerabile che gli studenti paghino lo scotto di chi mal ci ha rappresentato e governato.  Quando la direttrice generale della Provincia di Caserta Rosaria Rossi ha  incontrato tutti i dirigenti scolastici degli Istituti Superiori provinciali per prospettare che se non fosse intervenuto il Governo in soccorso dell’Ente Provincia, l’anno scolastico 2016/2017 sarebbe stato a rischio, molti hanno messo la testa sotto la sabbia convinti che da qualche parte i ‘soldi’ sarebbero venuti fuori. La legge del Rio non è la migliore delle leggi possibili, ma è legge dello Stato e come tale va rispettata. Le dichiarazioni fatte dal presidente Di Costanzo “il fallimento della Provincia non è stata causa di una gestione dissennata ma la conseguenza delle previsioni dettate dalla legge 190 del 2014 e dalla normativa collegata…perciò la Provincia non può in alcun modo procedere  all’adeguamento dei 98 edifici che ospitano istituzioni scolastiche di istruzione secondarie superiori alle normative in materia di sicurezza e di prevenzione incendi, non fa altro che dimostrare che si sapeva e si è taciuto e che tutte le scuole superiori del Casertano, dal primo gennaio 2017, saranno fuori legge.”

 

Stesso discorso per le attività di ordinaria e straordinaria manutenzione degli istituti superiori che non potranno essere effettuate per la mancanza di risorse “in un rischio costante  e non più sostenibile né giustificabile per coloro che frequentano le istituzioni scolastiche provinciali. Basti pensare al crollo registratosi di alcune controsoffittature all’istituto Pizzi di Capua.”

 

Come mai in tutti questi anni la Provincia non ha programmato una serie di interventi per eliminare le criticità in materia di sicurezza e di prevenzione incendi?  Come mai sedi come quella di Orta di Atella associata all’ITE Gallo di Aversa viene chiusa e il 12 settembre 90 alunni da Orta di Atella si sono trasferiti alla sede di Aversa, senza dubbio più centrale, che di certo garantisce l’accesso ai laboratori anche per gli studenti della sede di Orta,ma che crea un disagio a famiglie e a studenti. La presenza di una scuola di Istruzione secondaria superiore nell’hinterland aversano toglie tanti ragazzi dalla strada e garantisce una riduzione della dispersione scolastica su cui tanto chiede di investire il MIUR.

 

Quando nelle scuole arrivano comunicazioni come questa:

 

Oggetto: indisponibilità di risorse finanziarie da parte dell’Amministrazione Provinciale per lo svolgimento delle attività di manutenzione straordinaria e per l’adeguamento degli edifici scolastici di competenza dell’Ente alle vigenti prescrizioni in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, di prevenzione incendi, di prevenzione ed attenuazione del rischio sismico; comunicazioni.

 

 

 

E come questa risalente al 14 aprile, ancor più recente:

 

a causa dell’impossibilità nel presentare il bilancio annuale del 2015, vedendosi costretta a dichiarare lo stato di dissesto della provincia di Caserta, non potendo presentare un piano di bilancio per eventuali finanziamenti, trovandosi nell’impossibilità di assumere impegni di spesa relativi a manutenzione straordinaria caratterizzati per lo più dalle essenze degli edifici scolastici di competenza dell’ente, il pr. Lavornia, afferma: “Alla luce delle superiori argomentazioni, in attesa di interventi sul piano formativo, risulta del tutto evidente che l’A.S. 2017/2018 non avrà inizio, non essendo possibile garantire la fruizione degli edifici scolastici di competenza dell’ente in condizioni di minima sicurezza.[...] La stessa conclusione dell’A.S. in corso, d’altronde, è fortemente a rischio per le motivazioni in precedenza richiamate.”

 

E quando viene disposta dalla magistratura la chiusura del primo istituto casertano, il tecnico M. Buonarroti, perché la provincia non poteva sostenere le spese dei lavori, in precedenza interrotti per la stessa motivazione, chiudendo così  le porte a tantissimi studenti privando loro del diritto allo studio.

 

Come devono sentirsi i Dirigenti Scolastici? Se amara e drammatica è la situazione dei Dirigenti, paradossale è la situazione degli studenti che rivendicano il loro diritto allo studio, diritto costituzionalmente garantito che nella Provincia di Caserta sembra essere come le Grida contro i bravi di manzoniana memoria. A questo punto è evidente il perché gli studenti scendono nuovamente  in piazza, invocando l’articolo 21 comma 1 della costituzione “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”  gli studenti della Provincia di Caserta si snoderanno per le strade della città di Caserta per sostenere l’Istruzione Pubblica, il Diritto allo Studio, il rispetto della Carta Costituzionale in primis e dello statuto degli studenti e delle studentesse DPR 249/98.

 

Le nostre rivendicazioni sono più che lecite.

 

Un incontro tra coordinamento e ministra dell’istruzione.

 

Non è possibile che, nel 2017, in una sola provincia ci siano il 90% degli istituti superiori inagibili, ecco perché richiediamo che il Governo stanzi i soldi per effettuare i lavori di manutenzione e rendere le nostre, non scuole di serie B, ma agibili senza mettere a rischio la tutela di noi studenti e studentesse.

 

Richiediamo una piattaforma interattiva di bilancio amministrativo e trasparente dove poter tenere sotto controllo le gestione dei soldi volta alla manutenzione straordinaria delle scuole, con la speranza che ciò che è accaduto all’incirca un anno fa non si ripeta più.

 



Oggi: Arianna conta su di te

Arianna Burchi ha bisogno del tuo aiuto con la petizione "Sergio Mattarella: Raccolta Firme- Stanziamento fondi straordinari per la provincia di Caserta.". Unisciti con Arianna ed 805 sostenitori più oggi.