PROTEGGI chi ti PROTEGGE !

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Eregi, il processo di riforma avviato dalla Legge 124/2015 (c.d. Legge Madia) che, nel quadro di un complessivo riordino del pubblico impiego, ha previsto per il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco la revisione delle norme inerenti le funzioni ed i compiti del personale permanente e volontario (D.L.gs n. 139/2006) e l’ordinamento del personale (D.Lgs n. 217/2005), sta destando non poche preoccupazioni tra i lavoratori, attenti, in questo momento storico, alla propria tutela, alla difesa delle proprie condizioni di salute, al riconoscimento e valorizzazione della specifica attività che viene svolta a tutela dei cittadini, altamente professionale ma fortemente a rischio oltreché usurante.
Chi rischia la propria vita in caso di pericolo e durante gli interventi di soccorso alla popolazione si trova solo e senza le necessarie e dovute tutele di fronte all’insorgenza -sempre più ampia- di malattie professionali, quali tumori e malattie cardiovascolari, o ad infortuni lavorativi. I Vigili del fuoco chiedono che il Governo assuma l’impegno morale ed istituzionale di riservare anche a loro la stessa attenzione che rivolge a tutti gli altri Corpi in divisa, quale riconoscimento della specificità lavorativa prevista dall’art.19 della legge n.183 del 2010.
Tra tutti i Corpi in divisa dello Stato, infatti, i Vigili del Fuoco risultano, al momento, i più penalizzati sotto l’aspetto previdenziale e retributivo. Tra l’altro, i tagli operati dai precedenti Governi (si pensi che solo la Legge 148/2011 ha operato tagli al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco per 70 milioni di euro) hanno generato, in questi lunghi anni, sia delle criticità sull’intero sistema sicurezza e sulla qualità dei servizi essenziali offerti al cittadino, sia un aumento dei carichi di lavoro del personale oggi non più sostenibili.
Parlare di revisione dell’Ordinamento del personale sostanzialmente a costo zero, e parlare di indennità, come quella notturna e festiva ferma a 1,04 euro l’ora dal 1990, è davvero non più giustificabile. I lavoratori del Corpo Nazionale dei Vigili del fuoco si attendono una riforma seria che punti ad uno snellimento dei percorsi di carriera, ad una maggior opportunità -per il personale in servizio- di un riconoscimento della professionalità acquisita, ad un miglioramento delle condizioni retributive attraverso un allineamento di taluni istituti retributivi con gli altri operatori della sicurezza, al riconoscimento di altri istituti a sostegno della specificità lavorativa (oggi riconosciuta solo a parole), ad un miglioramento delle tutele previdenziali ed assistenziali necessarie a garantire una pensione dignitosa e decorosa a persone che hanno fatto del loro lavoro una missione per l’incolumità dei cittadini e dell’intero Paese. Ricordiamo, infatti, che – diversamente dai vari Corpi di Polizia che alternativamente possono garantire la sicurezza- i Vigili del Fuoco sono gli esclusivi ed unici servitori del Stato che garantiscono il soccorso tecnico urgente e la prevenzione alla collettività.



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