PETIZIONE CHIUSA

La cultura si mobiliti per salvare la Valle dei Templi patrimonio dell’Umanità

Questa petizione aveva 328 sostenitori


Pubblichiamo l’appello per chiederne la sottoscrizione da parte di: donne e uomini di cultura e di legge, docenti universitari, ricercatori ed esponenti del mondo della cultura e del lavoro per salvare la Valle dei Templi Patrimonio dell’Umanità e le splendide colline che nobilitano i territori (in Buffer Zone Unesco)  in zona Kaòs sul Pino di Pirandello,   “minacciate” da progetti che nulla hanno a che fare con l’interesse pubblico, dalla  gigantesca, odiosa, speculazione (un rigassificatore da 8 mld di mc) di Nuove Energie - Enel e (un gasdotto) di Snam – Eni.

Una delle più significative aree archeologiche, paesaggistiche e ambientali del Paese rischia di essere irrimediabilmente alterata nei suoi valori culturali, ecologici, paesaggistici e scientifici dalla pericolosa, orrenda azione speculativa finanziaria, posta in essere da  boiardi di stato con la complicità dei facilitatori siciliani e non solo, di  Nuove Energie Enel ( e del Comune di Porto Empedocle) per insediarvi un rigassificatore  e di Snam Eni di collocare nella Valle dei Templi un invasivo, mastodontico, gasdotto di oltre due metri di per 14 km , attualmente oggetto di ricorso  al Presidente della Regione Siciliana.

Il Progetto del rigassificatore in Zona Kaòs e del gasdotto Snam Eni nella Valle dei Templi interessano “luoghi  sacri da millenni” di grandissimo pregio archeologico e naturalistico, tra cui nello specifico l’intera Area Archeologica della Valle dei Templi (sottoposta dall’Unesco a tutela paesaggistica), il Parco Pirandello (sottoposto anch’esso a vincolo ambientale) e le dune di sabbia della costa agrigentina. Uno scempio di proporzioni gigantesche. Un vero e proprio delitto contro la bellezza!

E’ superfluo ricordare che si tratta di aree che rientrano in forme, davvero stringenti, di tutela di scala regionale, nazionale  e sovranazionale. E che taluni soggetti inqualificabili stanno costruendo il patibolo dove giustiziare quel che l’umanità ha di più prezioso: il parco e la sua biodiversità fondamentale per la sopravvivenza di tutte le forme viventi, genere umano compreso; la terra da coltivare; la bellezza di un paesaggio irripetibile.  In riferimento a quanto sopra esposto e richiamando, intanto,  al Principio di Precauzione del Trattato CE, chiediamo che in un ecosistema così delicato, unico e insostituibile, non vengano effettuati insediamenti di natura così devastante (connessi agli idrocarburi) che, oltre a distruggere la natura, l’ambiente e la biodiversità, distruggono il paesaggio e la possibilità che luoghi così suggestivi -  destinati a ottenere la certificazione “carbon free” - siano compromessi definitivamente da personaggi ignoranti e privi di sentimenti e siano privati di qualsiasi ipotesi di sviluppo e di futuro.

Riteniamo, inoltre, che l’azione da intraprendere, scientificamente più rilevante e significativa, sia quella di fare rete per contrastare scelte così idiote e di ripetere la richiesta già indirizzata alla Soprintendente alle Antichità di Agrigento di “revocare in autotutela” il nullaosta illegittimamente rilasciato, prima a Enel Nuove Energie e, successivamente, a Snam Eni.  Per preservare e conservare l’immenso giacimento di beni culturali e archeologici: per consegnarlo alle future generazioni, possibilmente, in condizioni migliori.

Alessio Lattuca presidente Confimpresa Euromed

 



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