Portiamo un Partigiano Ignoto al Vittoriano!

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PER UN PARTIGIANO IGNOTO AL VITTORIANO
Proporre la tumulazione di un “partigiano ignoto” al Vittoriano, l’Altare della Patria, può sembrare un gesto retorico. Noi non lo crediamo. È un simbolo.
Una comunità di persone, dalla più piccola fino alla più organizzata forma statale, vive dei propri simboli intorno ai quali stringersi e riconoscersi. Siamo giovani e provenienti da diverse realtà eterogenee, politiche, prepolitiche e religiose che hanno in comune alcuni valori. Il valore della memoria, della libertà, della democrazia, dell’unità del Paese, dell’uguaglianza, della giustizia e dell’equità.
Questi i valori incarnati dalla Resistenza che hanno segnato la direzione in cui indirizzare i primi passi della Repubblica. Sappiamo bene che questi alti ideali sono lettera morta se non fatti seguire da interventi concreti e strutturali che li applichino e tramite cui incidere nella vita delle persone. Tuttavia riteniamo ugualmente importante riaffermarne l’importanza in chiave valoriale, ideale, storica e simbolica.
Siamo convinti che tali principi siano fondamentali ancora oggi, che vengano da lontano, e guardano lontano. Una lunga tradizione di anelito di libertà, giustizia e desiderio di riscossa popolare attraversa gli ultimi due secoli l’Italia, trovando nei movimenti risorgimentali la propria fonte a cui ispirarsi e da cui attingere. Sogni, aspirazioni e attese, che troveranno solamente con la Resistenza ad un nuovo oppositore la propria realizzazione.
Ci piace a tal proposito riprendere e fare nostre le parole che il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi pronunciò in piazza del Duomo a Milano in occasione del comizio conclusivo del 25 aprile del 2005: “La lotta contro l’occupazione nazista e la dittatura fascista fu anche lotta per dar vita a una nuova identità nazionale, fondata sui diritti eguali per tutti. La memoria di quella lotta non vuol certo mantenere vive le divisioni. Vuole, al contrario, rendere più salda l’unità nazionale dell’Italia repubblicana, più salda la democrazia […]. Vuole ricordarci che furono gli ideali di libertà e di giustizia a dar vigore ai nostri cuori e alle nostre menti, forza alle nostre braccia. Allora capimmo che senza ideali un popolo langue; è destinato ad essere servo. Oggi dobbiamo essere capaci di risvegliare in noi quegli ideali, quei valori. Essi furono la nostra stella polare. Debbono continuare ad esserlo. Libertà e Giustizia si conquistano giorno per giorno, affrontando e superando i problemi quotidiani della nostra democrazia. Le celebrazioni del 25 aprile sono occasione per meditare, tutti insieme, sui valori fondanti della nostra Patria, libera e unita, sugli ideali condivisi da tutto il nostro popolo riconciliato con se stesso nel nome della libertà. […]”.
Tutto questo proponiamo di sintetizzarlo ed incastonarlo a perpetua memoria nel monumento più di ogni altro simbolo dell’unità italiana e della nostra storia recente, il monumento a Vittorio Emanuele II, Padre della Patria, il Vittoriano. Nato con l’intento di celebrare laicamente l’unificazione della penisola, si aggiunsero nel tempo simboli riferiti ai conflitti bellici successivi, tessendo in questo modo un file rouge con la storia più recente.
Fu proprio il Presidente Ciampi a riscoprirne il valore anche in chiave repubblicana, rilanciandone simbologia, partecipazione e sacralità. Su questa scia ci sentiamo di condividere il giudizio che il Presidente Ciampi fece nella stessa occasione: “un filo ininterrotto lega gli ideali e le gesta del Risorgimento alle imprese della lotta di Liberazione e alla rinascita dell’Italia […]”. Non a caso molte brigate partigiane si ispirarono apertamente a quella simbologia e tradizione.
Per tutte queste ragioni, ci rivolgiamo alla società civile, alla politica e a tutti i corpi intermedi che abbiano a cuore i valori di cui sopra affinché nell’anno del 75° della Liberazione del Paese e dell’inizio del percorso democratico, siano posti a riposo, a perenne e futura memoria, i resti mortali di un ignoto combattente per la libertà, nello stesso complesso monumentale che raccoglie le gloriose memorie d’Italia.

Il Comitato Partigiano Ignoto al Vittoriano

Link alla lettera: http://bit.ly/2U45FsJ