#NonLasciatemiSola ! Morta carbonizzata legata ad un letto d'ospedale.

#NonLasciatemiSola ! Morta carbonizzata legata ad un letto d'ospedale.

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#NonLasciatemiSola !

Bergamo 13, Agosto 2019.

Morta carbonizzata legata ad un letto d'ospedale.

Elena ricoverata da qualche giorno nel reparto di psichiatria dell’ospedale Papa Giovanni XXIII, viene trovata morta carbonizzata legata al letto di contenzione.

L’incendio, sul quale gli organi competenti stanno indagando, non ha dato scampo alla giovane, che legata al letto, non ha potuto salvarsi.

I soccorsi hanno cercato di entrare nella camera chiusa a chiave, ma non hanno potuto far nulla per salvarla, davanti al muro di fumo.

Ma chi era Elena?

Tua sorella ?  Tua figlia ? Tua madre ? Una parente ? Una amica ?  Una conoscente ?

Puoi essere tu stesso ?

Perché nessuno, a nessuna età, può dirsi indenne dalla disperazione e dalla perdita della ragione.

Elena era una semplice cittadina, una di Noi, che chissà per quale storia, vicissitudini, si è trovata in una situazione psicologica difficile e quindi bisognosa di protezione e di cure in modo da non subire danni.

In questi  “momenti” di straziante – profondo smarrimento  Elena aveva bisogno di essere considerata, compresa, abbracciata e calmata farmacologicamente se necessario.

Non di essere abbandonata legata a un letto, in attesa che la sola terapia farmacologica facesse effetto.

E’ possibile e giusto che ancora oggi la contenzione meccanica venga applicata nella quotidiana e non come extrema ratio ?

Che per questioni “ gestionali “, alle ferite interiori vengono aggiunte altre sofferenze che restano poi indimenticabili nel vissuto di chi le subisce.

Le esperienze di reparti psichiatrici ( SPDC ) che non applicano contenzione stanno ad indicare che è possibile attivare altre soluzioni.

Quale tutela viene garantita nelle strutture sanitarie, nei Nostri ospedali ?

Possiamo Noi cittadini fidarci di chi dovrebbe aiutarci – proteggerci nei momenti di maggior bisogno, di maggiore fragilità ?

Che colpa aveva Elena di trovarsi in questa delicata situazione, invece di essere in vacanza al mare o in montagna o in chissà quale altra parte del mondo ?

E se anche, come ci fa comodo pensare per assolverci, fosse stata Elena stessa ad appiccare il fuoco ?

Non è una novità che chi, nella propria esistenza sì imbatte in certe problematiche, può mettere in atto atti di autolesionismo ( i suicidi continuano a restare la seconda causa di morte tra i 16 e i 35 anni, la prima sono gli incidenti stradali ).

Quanto avvenuto a Bergamo è solo una sfortunata coincidenza di fattori ( ma anche questa è una scusa, perché queste coincidenze non dovrebbero esserci  ) o è la punta di un iceberg che mette in evidenza che il sistema è in crisi, che bisogna apportare dei miglioramenti sostanziali ?

La salute mentale è prendersi cura delle persone nella loro complessità, nelle loro svariate caratteristiche, esigenze, necessità e capacità.

Non siamo, ognuno di noi, non vorrebbe essere un pacco postale spostato da un posto all’altro, un'invisibile legato al letto in attesa che passi la tempesta.

Senza quell’atteggiamento umano, quell’attenzione, quello sguardo, quell’incrociarsi degli occhi, quel calore umano che scaturisce dal contatto fisico, quell’empatia dell’immedesimarsi nell'altro e che insieme cambiano il nostro vivere, il nostro essere persone.

Il nostro essere persone che ridona dignità ad ogni essere umano, al di là della posizione, che il caso della vita, ognuno di noi vive - interpreta al meglio.

Abbiamo tutti l’umiltà di aprire un dialogo fra le varie esperienze - realtà, per capire quale direzione prendere ?

Per definire e dove necessario obbligare i servizi competenti, a creare o a rimodulare i servizi territoriali, in modo da dare risposte concrete ai bisogni.

Siamo fragili e bisognosi di essere Rispettati, Considerati  e Amati ......

#NonLasciatemiSola !

 

Alcuni punti che a nostro avviso vanno definiti e affrontati:

  •  Che la contenzione meccanica sia sostituita da un rapporto umano di relazione e di accompagnamento.
  • Che nessuno in ogni caso, nella fase transitoria, sia lasciato solo in tale situazione.
  • Attivare dei corsi di formazione per operatori e volontari disposti ad accompagnare le persone che vivono questi delicati passaggi esistenziali.
  • Che i budget di salute mentale siano incrementati per raggiungere gli standard europei e in tal modo dare ossigeno al sistema.
  • Un piano straordinario di investimenti affinché i servizi territoriali rispondano con strutture adeguate ... ( non solo un cambio di nome, come spesso abbiamo assistito ). Per far si che i servizi siano veramente integrati nel contesto sociale e nel territorio.
  • Che gli utenti, i famigliari, le associazioni, siano considerate parti attive del percorso di cura e sostenute attivamente con risposte adeguate ai bisogni.
  • Che sia attivata una campagna di prevenzione e formazione nelle scuole e a livello sociale

Sottoscrivono la petizione:

Forum delle Associazioni di volontariato per la salute mentale della provincia di Bergamo:

  • Aiutiamoli ( Treviglio )
  • Il volo del cucolo ( Telgate )
  • L’Approdo ( Clusone )
  • Liberamente ( Lovere )
  • L’Orizzonte ( Nembro )
  • Piccoli Passi Per ( Torre Boldone )

 

Aderiscono e promuovono l'iniziativa:

  • Unione Regionale Associazioni SAlute Mentale ( URASAM )
  • Coordinamento Bergamasco Integrazione ( CBI )
  • Unione italiana lotta alla distrofia muscolare (UILDM) Sezione di Bergamo.
  • Tavolo della Salute di Bergamo
  • Ass. PHB Polisportiva Bergamasca
  • Ass. Amici di Samuel ( Pedrengo BG )
  • Ass. Di.Di.A.Psi, Cremona
  • Ass. Pari&Dispari, Legnano MI
  • Ass. Tempo di Agire-onlus ( Seriate BG )
  • Arci Lombardia
  • Arci Bergamo
  • Ass. Incontrho di Rho
  • CALIMERO COOPERATIVA SOCIALE ( Albino BG )