No obbligo vaccinale, sì tutela della salute

No obbligo vaccinale, sì tutela della salute

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Cristina Muratore ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Sergio Mattarella (Presidente della Repubblica Italiana) e a
  • APPELLO AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA ITALIANA, SERGIO MATTARELLA
    Al Consiglio dei Ministri
    Ai parlamentari

Al Presidente della Corte Costituzionale e a tutti i suoi componenti

Al Garante della protezione dei dati personali
Al Presidente della Camera dei Deputati
Al Presidente del Senato della Repubblica
Ai Presidenti degli Ordini professionali di Medici, Farmacisti, Infermieri, Giornalisti, Avvocati,...

OGGETTO:

Si chiede di non applicare e di NON CONVERTIRE IN LEGGE IL Decreto-Legge 1° aprile 2021, n. 44: Misure urgenti per il contenimento dell'epidemia da COVID-19, in materia di vaccinazioni anti SARS-CoV-2, A CAUSA DELLA PALESE INCOSTITUZIONALITA' E DEL MANCATO RISPETTO DEI TRATTATI INTERNAZIONALI A TUTELA DEI DIRITTI UMANI

Legge di coartazione vaccinale, ragioni dell'illegittimità:

Considerata la paventata legge di coartazione vaccinale da imporre ai sanitari, atteso che la Direzione Generale della Prevenzione Sanitaria del Ministero della Salute, con provvedimento n. 0010154-15/03/2021-DGPRE-DGPRE-P, avente ad oggetto la trasmissione del Rapporto ISS COVID-19 n. 4/2021 “Indicazioni ad interim sulle misure di prevenzione e controllo delle infezioni da SARS-CoV-2 in tema di varianti e vaccinazione anti-COVID-19”, hanno accertato quanto segue:

al punto 2.2. – Una persona vaccinata, al di fuori dell’ambiente di lavoro, deve continuare a rispettare le misure di prevenzione per la trasmissione del virus (distanziamento fisico, mascherine, igiene delle mani) anche se ha effettuato le due dosi previste e deve continuare a osservare tutte le misure di prevenzione succitate, poiché non è ancora noto se la vaccinazione sia efficace anche nella prevenzione dell’acquisizione dell’infezione e/o della sua trasmissione ad altre persone. Questo ancor più alla luce dell’attuale situazione epidemiologica che vede la comparsa e la circolazione di nuove varianti virali, che appaiono più diffusive rispetto al virus circolante nella prima fase della pandemia e per le quali la protezione vaccinale potrebbe essere inferiore a quella esercitata rispetto al ceppo virale originario; 
al punto 2.3 – Se una persona viene in contatto stretto con un caso positivo per SARS-CoV-2, secondo le definizioni previste dalle Circolari del Ministero della Salute, questa deve essere considerata un contatto stretto anche se vaccinata, e devono, pertanto, essere adottate tutte le disposizioni prescritte dalle Autorità sanitarie. Si mantiene la deroga alla quarantena per il personale sanitario, con il rispetto delle misure di prevenzione e protezione dell’infezione, fino a un’eventuale positività ai test di monitoraggio per SARS-CoV-2 o alla comparsa di sintomatologia compatibile con COVID-19;
al punto 2.4 – Anche i soggetti vaccinati, seppur con rischio ridotto, possono andare incontro a infezione da SARS-CoV-2 poiché nessun vaccino è efficace al 100% e la risposta immunitaria alla vaccinazione può variare da soggetto a soggetto. Inoltre, la durata della protezione non è stata ancora definita;
al punto 2.5 – I programmi di screening dell’infezione degli operatori sanitari, inclusi quelli delle strutture residenziali socioassistenziali e sociosanitarie, non devono essere modificati dopo l’introduzione della vaccinazione. Alla luce delle conoscenze acquisite, non si ritiene, al momento, di dovere modificare i programmi di screening dell’infezione da SARS-CoV-2 in atto per gli operatori sanitari, mantenendo inalterata la frequenza dei test.  
  Si ricordi anche l’art. 32 del Codice deontologico del medico: “Il medico non deve intraprendere attività diagnostica e/o terapeutica senza l’acquisizione del consenso informato del paziente. Il consenso, espresso in forma scritta nei casi previsti dalla legge e nei casi in cui per la particolarità delle prestazioni diagnostiche e/o terapeutiche o per le possibili conseguenze delle stesse sulla integrità fisica si renda opportuna una manifestazione inequivoca della volontà della persona, è integrativo e non sostitutivo del processo informativo di cui all’art. 30. Il procedimento diagnostico e/o il trattamento terapeutico che possano comportare grave rischio per l’incolumità della persona, devono essere intrapresi solo in caso di estrema necessità e previa informazione sulle possibili conseguenze, cui deve far seguito una opportuna documentazione del consenso. In ogni caso, in presenza di documentato rifiuto di persona capace di intendere e di volere, il medico deve desistere dai conseguenti atti diagnostici e/o curativi, non essendo consentito alcun trattamento medico contro la volontà della persona”, oltre alla ulteriore legislazione internazionale in tema di consenso informato e precisamente:

il Codice di Norimberga del 19 agosto 1947, secondo il quale il consenso volontario è irrinunciabile. La persona deve essere libera di scegliere il trattamento sanitario e avere sufficiente capacità di comprensione. Ciò comporta che debba essere informata sulla natura, durata, e scopo dell’esperimento (allo stato attuale il vaccino antiCovid è sperimentale perché non se ne conoscono i reali effetti ed ha saltato gli step di rito sulla sperimentazione scientifica), sui metodi con cui sarà condotto, sui rischi e sugli effetti prevedibili che potrebbero manifestarsi sulla salute; 
la Dichiarazione di Helsinki del 1964 che ribadisce il concetto del consenso esplicito e che gli interessi della ricerca medica, della scienza e della società non devono mai prevalere sul benessere della singola persona umana;
il Belmont Report dei principi etici per la protezione dei diritti umani del 18 aprile 1979 che ha ribadito il consenso informato e la ponderazione valutativa del rischio-beneficio nonché l’interesse primario di protezione e tutela del singolo che mai deve essere prevaricato; 
la Dichiarazione universale di Bioetica del 20 ottobre 2005 che stabilisce il rispetto della dignità umana e dei diritti umani. Si sottolinea oltre al consenso informato anche il rispetto per la privacy e la non discriminazione e la non stigmatizzazione per i dissidenti;
l’art 5 della Convenzione sui diritti dell’uomo e sulla biomedicina, firmata a Oviedo il 4 aprile 1997 che stabilisce quanto segue: “un trattamento sanitario può essere praticato solo se la persona interessata abbia prestato il proprio consenso libero ed informato”; 
l’art. 3 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, firmata a Nizza il 7 dicembre 2007: “Ogni individuo ha il diritto alla propria integrità fisica e psichica e il consenso libero e informato”. 
DECRETO LEGISLATIVO 18 maggio 2018, n. 51 
Attuazione della direttiva (UE) 2016/680 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 27 aprile 2016, relativa alla protezione delle persone fisiche con riguardo al trattamento dei dati personali da parte delle autorita' competenti a fini di prevenzione, indagine, accertamento e perseguimento di reati o esecuzione di sanzioni penali, nonche' alla libera circolazione di tali dati e che abroga la decisione quadro 2008/977/GAI del Consiglio. (18G00080) (GU Serie Generale n.119 del 24-05-2018)
Infine:
il Consiglio d'Europa, nella risoluzione 2361/2021, vieta agli Stati membri di "rendere obbligatoria la somministrazione del vaccino", come pure di utilizzarla "come discriminazione per lavoratori e per chiunque si rifiuti di vaccinarsi".
In conclusione, attesa la precarietà protettiva e preventiva e la scarsa sicurezza rispetto ai benefici degli attuali vaccini anti COVID, trattandosi di farmaci ancora in fase sperimentale, considerando l’enorme sacrificio in termini di libertà costituzionali ed in particolare, avendo riguardo al comma 2 dell’art. 32, la coartazione vaccinale non è legittimata allo stato dei fatti. Quindi si auspica una maggior conoscenza degli effetti indesiderati a breve, medio e lungo termine, delle interazioni con altri farmaci, e delle possibili controindicazioni, prima di intraprendere l'eventuale strada della coercizione o dell’obbligatorietà, reprimendo una delle libertà fondamentali dell’individuo che caratterizzano la nostra società come democratica e liberale.

Attendiamo altresì rassicurazioni riguardo all'assenza certificata di linee cellulari fetali umane che pongono enormi problemi etici agli obiettori e a chiunque non voglia rendersi complice di tali pratiche.

Nel frattempo neghiamo il trattamento e trasferimento dei dati personali e sanitari  diffidando dal comunicare ogni e qualsiasi dato sensibile sanitario a qualunque terzo soggetto e revocando, ove occorra, ogni consenso mai prestato al trattamento dei dati personali, compreso il fascicolo sanitario con l'avvertenza che la violazione della diffida sarà perseguita in sede civile e penale. Non firmeremo consensi informati per un trattamento imposto e per il quale non esiste nè trasparenza nè responsabilità da parte del produttore e per il quale il presente DL introduce addirittura un inspiegabile scudo penale per gli articoli 589 e 590 ossia omicidio colposo e lesioni personali colpose.

Si intima al medico di medicina generale il rispetto del segreto professionale.

Si chiede che il decreto-legge non venga applicato e non venga convertito in legge in quanto palesemente incostituzionale e non supportato da adeguate evidenze scientifiche.

Si allega documentazione scientifica.

 

 

 


 
 
 
 
 
 
 
 
 

 

 

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