Matrimoni, cerimonie ed eventi, l’appello degli Imprenditori.

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Giovanni Mirulla
Giovanni Mirulla ha firmato questa petizione

Emil Edizioni

Rivista Bomboniera Italiana

 

Al Presidente della Repubblica
Sergio Mattarella

Al Presidente del Consiglio dei Ministri
Giuseppe Conte

“CALO DEL FATTURATO DAL 50  AL 100%, IL GOVERNO  AIUTI IL SETTORE”
 
Gentilissimi Presidenti,
chi vi scrive è un folto gruppo di piccoli imprenditori italiani, le cui attività ed aziende sono parte del settore del Matrimonio e delle attivita’ ad esso correlate.

Ci rivolgiamo a voi perché, mai come adesso, la gestione delle nostre vite lavorative dipende dalle misure che avete messo e metterete  in campo e che, in questo momento, sembrano non essere prese in dovuta considerazione. Il nostro settore è, a tutti gli effetti, un segmento  dell’economia italiana, un tessuto produttivo importante, con enormi interessi anche sull’export.

La nostra è una voce corale, quella di tanti uomini e donne che ogni giorno, con il proprio lavoro, rendono magica la vita dei loro clienti.
Noi siamo coloro che trasformano idee in progetti, sogni in realtà. Noi che disegnamo, cuciamo, trucchiamo, acconciamo, allestiamo, noleggiamo, cuciniamo, suoniamo e accogliamo. Noi che con i nostri fiori vestiamo a festa le chiese, le ville, i giardini. Noi che con le nostre bomboniere siamo il sostegno di interi settori dell’artigianato artitistico italiano. Noi che diamo lavoro a 900 mila persone. Noi che siamo i professionisti del Wedding italiano e delle migliori feste.

Rappresentiamo quei settori merceologici attorno a cui ruotano decine di miliardi di fatturato.  E di cui ancora nessuno parla. Di cui non c’è traccia nei decreti, nelle bozze delle fasi di ripresa.
Siamo, a tutti gli effetti, un pilastro dell’economia italiana, un volano per l’economia dell'Italia  che affonda le proprie radici nelle tradizioni e nella cultura; e che negli eventi ha il suo cuore  pulsante.
 
Abbiamo smesso di lavorare come ci avete chiesto. Lo abbiamo fatto con diligenza e rispetto, tenendo a cuore le sorti del nostro Paese e della sua gente. Lo abbiamo fatto in questi mesi che per noi sono quelli più importanti dell’anno, quelli in cui generiamo gran parte del nostro fatturato: le chiusure di marzo ed aprile hanno abbattuto il nostro fatturato di almeno il 50%. In alcuni casi, addirittura del 100%.
 
Il nostro è un lavoro di programmazione, dove tutto si organizza con largo anticipo ma in cui gli incassi si riducono ai soli mesi primaverili ed estivi. Quei mesi che adesso stanno passando, che lavorativamente non stiamo vivendo e che, anzi, ci vedono assistere ad uno slittamento di molti eventi al 2021. E se si allontanano gli eventi, si allontanano anche i nostri incassi.
Noi, però, non possiamo permetterci di affrontare un anno “sabbatico” visti tutti gli impegni economici che abbiamo già preso con i nostri fornitori, gli impiegati a cui dobbiamo garantire uno stipendio dignitoso e tutte le tasse che dobbiamo pagare. Senza contare chi ha magazzini stracolmi di merce invenduta, inutilizzata e ancora da saldare.
 
Ora, però, abbiamo bisogno del vostro aiuto. Fateci capire quando e come potremo
ricominciare a lavorare. E se non potremo tornare a festeggiare perché gli assembramenti dovranno essere evitati, allora sosteneteci.
Sosteneteci non con dei nuovi prestiti, che andrebbero a cumularsi con quelli che abbiamo già, ma con soldi veri. Con misure che ci possano aiutare ad andare avanti, che non ci facciano sentire abbandonati, che non ci costringano ad abbassare le saracinesche delle nostre aziende. Noi non vogliamo chiudere, noi vogliamo rinascere con il nostro Paese.
 
Visto che lo scopo di questa lettera aperta è anche di offrire suggerimenti e spunti di riflessione, ecco quello che vi chiediamo, ciò che può salvarci dal baratro del fallimento:

  1. Finanziamenti a fondo perduto, sulla base della perdita di  fatturato rispetto allo scorso anno.
  2. Sospensione per un anno dei contributi sugli stipendi dei dipendenti che, finita la cassa integrazione, dovranno tornare a lavoro.
  3. Misure a protezione dei titoli che nei mesi di chiusura non sono stati e non saranno pagati e per quelli a scadere nei 30 giorni successivi alla riapertura delle nostre attività.
  4. La sospensione di ogni tipo di tassazione per un anno poiché, senza fatturato, non saremo in grado di pagare tributi.
  5. Misure a sostegno degli affitti che le aziende non sono state in grado di pagare in questi mesi di chiusura.

Oltreché altre misure che potremmo individuare insieme per la salvaguardia di un tessuto produttivo costituito al 99% di micro e piccolo imprese.
 
Esistiamo anche noi. Noi che, come gli altri, abbiamo contribuito a rendere grande questo Paese. Noi che raccontiamo il bello, rappresentiamo l’arte, la creativită, la storia, la cultura d’Italia. Noi che siamo un motore per l’economia che non può essere fermato.
Con osservanza e in urgente attesa di riscontro.

Promotore petizione Bomboniera Italiana (Emil Edizioni)  
direttore responsabile  Giovanni Mirulla

Il nostro appello coinvolge migliaia di imprenditori dell’industria del Matrimonio e degli eventi di tutta Italia.
Per rendere la nostra voce ancora più forte, abbiamo avviato questa raccolta firme.

Grazie e Cordiali saluti