LA SCUOLA CHE NON VOGLIAMO

LA SCUOLA CHE NON VOGLIAMO

0 hanno firmato. Arriviamo a 100.
Più firme aiuteranno questa petizione ad essere inclusa tra le petizioni raccomandate. Aiuta a portare questa petizione a 100 firme!
Loredana Montenegro ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Patrizio Bianchi (Ministro dell'Istruzione) e a

Al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella

Al Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte

Al Ministro dell’Istruzione, Lucia Azzolina

Tutti i genitori italiani hanno atteso , stremati dall’emergenza Covid, ma trepidanti, le linee guida per la riapertura delle scuole a Settembre.

Attesa evidentemente disillusa dai contenuti del documento del CTS che ha demolito l’idea che questo momento potesse servire a riscrivere il destino della Scuola italiana e, soprattutto, riscrivere il FUTURO del nostro Paese, partendo dai bambini. I BAMBINI!! Coloro che hanno rappresentato l’emblema della resilienza, che hanno rappresentato, per i genitori, il mónito per resistere, per crederci.

I genitori hanno stretto alleanze con la Scuola ( quella autentica, fatta di persone) , vivendo le contingenze. Gli insegnanti sono diventati parte integrante delle famiglie e delle giornate, scandite inevitabilmente dai tempi della Dad; i genitori, hanno cercato di essere i più adeguati possibili calandosi in un ruolo che non gli appartiene, ma l’hanno fatto nel migliore dei modi possibili , nel frastuono dell’ansia, della paura, dell’incertezza, della precarietà .

La Scuola , in questa ideale alleanza tra corpo docente e famiglia, ha fatto la sua parte, dimostrando Responsabilità affinché questo rapporto mutilato potesse essere il più indolore possibile; ma lo hanno le persone: I docenti, i Dirigenti!  coloro che hanno operato con lo stesso spirito di abnegazione e passione dei medici!

Abbiamo alimentato questo delicato passaggio con la Speranza: abbiamo creduto che questa immane tragedia potesse rappresentare un treno per la ripartenza a Settembre; uno slancio per ricostruire e ricostituire una scuola depauperata dalla burocrazia e dalle risicate disponibilità economiche in favore di una fucina del futuro. Dopo 7 mesi di chiusura, Ci saremmo aspettati slancio, cambiamento, progettualità , investimenti! Lo "scenario" a cui invece assistiamo è quello di una nave che affonda.

Abbiamo letto un documento farcito di dati, scarno, approssimativo, ben lontano dalla realtà , in cui, in parole povere, si destinano pochi spiccioli agli Istituti delegando agli stessi tutte le responsabilità e gli oneri di adeguamento per la riapertura. NO! I GENITORI NON CI STANNO! NON È QUESTO IL FUTURO CHE VOGLIAMO PER I NOSTRI BAMBINI!

Non vogliamo Dirigenti costretti a fare i burocrati o a gestire fondi irrisori, come fossero amministratori delegati di un’azienda in evidente perdita; non vogliamo insegnanti frustrati che debbano destreggiarsi abilmente tra norme di sicurezza, dovere di insegnamento, responsabilità di vigilanza tra i timori e le ansie dei genitori e la paura ed il senso di smarrimento degli alunni, specie i più piccoli.

Con questo appello chiediamo che venga restituita dignità ai Bambini, a tutto il mondo della Scuola, perché il vero problema non sono le mascherine, ma la non-didattica che le mascherine celano; la spersonalizzazione dei bisogni in un rapporto ideale fatto di reciprocità e restituzione, il contatto, il confronto , il dovere che, col patto di corresponsabilità tra scuola e famiglia, ci impegna ad offrire il massimo ai cittadini del Futuro. 

I genitori firmatari sono le stesse persone che, di fatto, hanno sostenuto il carico emotivo ed economico della pandemia: gli smartworkers, gli imprenditori, i precari, gli artigiani, i liberi professionisti, i professionisti sanitari, i disoccupati ....persone  che hanno dato un segnale forte dell'ideale di Comunità, di Paese, adesso unite per scrivere il destino dei propri figli.

Riteniamo che il Governo debba revisionare il proprio piano di intervento sposando l’idea che “passata l’emergenza, dovremo convivere col virus”., perché, allo stato dell’arte, l’unico distanziamento che le famiglie percepiscono e’ quello tra la politica e la realtà . Ebbene, chiediamo che la convivenza col virus si traduca in progettualità, concretezza , studi di fattibilità, col massimo impegno tecnico ed economico richiamando i doveri in capo al Governo di uno Stato civile.

0 hanno firmato. Arriviamo a 100.
Più firme aiuteranno questa petizione ad essere inclusa tra le petizioni raccomandate. Aiuta a portare questa petizione a 100 firme!