la festa della Repubblica nei paesi terremotati a cui destinare le spese per la parata

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Il 2 giugno è la festa della Repubblica: E’ LA FESTA DEGLI ITALIANI, “…è la festa della libertà di scelta: e per questo è la festa che riunisce tutti gli italiani…”.

Il 2 giugno 1946 gli Italiani e le Italiane, che per la prima volta potettero esercitare il loro diritto al voto, scelsero la Repubblica, i Padri Costituenti, la Costituzione.

Ancora oggi, citando Piero Calamandrei, “La nostra Costituzione è in parte una realtà, ma soltanto in parte è una realtà. In parte è ancora un programma, un ideale, una speranza, un impegno, un lavoro da compiere”, ecco perché:

Il 2 giugno 2017 mi piacerebbe che la festa della Repubblica fosse celebrata non a Roma ma nei paesi terremotati del centro Italia.

Mi piacerebbe vedere sfilare gli Angeli del Soccorso, gli uomini e le donne della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco, i militari dell’Esercito, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Polizia di Stato, della Croce Rossa, dell’Avis, dell’Agesci… insieme ai medici, agli infermieri e a tutti i volontari,  uomini  e donne che hanno scelto di aiutare il prossimo, la forza degli invisibili che si impegnano per gli altri, un’eccellenza fatta di uomini e donne pronti a tutto pur di salvare vite umane. Sono l’orgoglio di un’intera nazione che ancora una volta, nei momenti difficili si dimostra unita.

Mi piacerebbe, riprendendo quanto affermato da Don Renato Sacco di Pax Christi,  vedere sfilare i credenti delle varie fedi accanto ai non credenti, i lavoratori ma anche i tanti disoccupati, i precari, gli studenti, gli artisti, gli sportivi, le persone disabili, i missionari, le casalinghe, i pensionati, le categorie delle arti e dei mestieri, gli studenti, gli educatori, gli immigrati, i bambini con le madri e i padri, i minorenni non accompagnati, le ragazze e i ragazzi del servizio civile. Insomma, tutti quelli che rappresentano il vero motore del Paese. E soprattutto vorrei veder sfilare tanti giovani, che, come spesso ci ricorda Don Luigi Ciotti, sono il nostro presente prima di essere il nostro futuro. Mi piacerebbe che nella sfilata del 2 giugno ci fosse uno spazio per i parenti delle vittime delle mafia, così come auspicato da don Tonio Dell'Olio, già responsabile Settore Internazionale di Libera, che ci invita a cambiare rotta: «apriamo gli occhi sulle reali priorità del Paese, soprattutto sulle fasce deboli, che in questo momento stanno pagando il prezzo più alto della crisi, come dimostrano le file interminabili di chi si affolla davanti a mense per i poveri, sportelli d'ascolto e servizi sociali».

 

Il 2 giugno mi piacerebbe che il Presidente degli Italiani, terminata la cerimonia all’altare della Patria, raggiungesse l’Italia Centrale per vedere sfilare le forze vive della Repubblica, dopo aver coinvolto nell’organizzazione i Sindaci dei 131 paesi del cratere, per la cui ricostruzione potrebbero, anzi dovrebbero essere impiegate le somme risparmiate a Roma.

 

Pertanto, sig. Presidente mi permetto invitarLa a sospendere per quest’anno la parata militare del 2 giugno e a festeggiare la festa della Repubblica nell’Italia centrale con gli abitanti dei comuni terremotati e con gli Angeli del soccorso…perché come da Lei affermato nel discorso di fine anno “…Il nostro Paese è una comunità di vita, ed è necessario che lo divenga sempre di più…” e perché “La solidarietà diventa realtà quando si uniscono le forze per la realizzazione di un sogno comune” come scritto sotto il disegno donatoLe dai bambini della scuola dell’Infanzia di Acquasanta Terme e infine parafrasando la conclusione del suo discorso, perché “…i sogni dei bambini possono costruire il futuro della nostra Italia…”.

Se decidesse di accogliere questo invito sono certo che farebbe felice anche FRANCESCO, il nostro Papa Francesco, ma anche San Francesco, patrono d’Italia.

Santa Maria Capua Vetere 20 aprile 2017

Cordiali Saluti

                                                                                                         Edgardo Olimpo



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