Giustizia ai diplomati magistrali

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Il 20 dicembre del 2017 la Plenaria del Consiglio di Stato ha emesso la sua decisione sul delicato e quanto mai ingarbugliato problema dei Diplomati Magistrali. I quali dopo 20 anni di politiche sbagliate e ingiustizie amministrative, si sono ritrovati per l'ennesima volta a fare i conti con uno Stato che da 20 anni li sfrutta ma non li tutela. La sentenza Plenaria condanna i diplomati magistrali ad una tardività di azione e cioè la richiesta di essere inseriti in GAE (graduatorie ad esaurimento),  per poter avere accesso ai ruoli e di conseguenza un contratto a tempo indeterminato. Ma questa tardività non è da imputare ai Dm, ma allo Stato stesso,  perché soltanto con il DPR del 25 marzo 2014 è stato riconosciuto il valore abilitante del titolo. Prima di questa data i DM sono stati relegati in 3 fascia d'istituto, dovendosi accontentare di svolgere supplenze a termine. Il titolo di diploma magistrale conseguito entro l'anno 2001/2002 è sempre stato l'unico titolo che dava accesso all'insegnamento nelle scuole primarie e dell'infanzia, avendone sempre avuto valore abilitante secondo lalegge 341/90. Soltanto dopo questa data fu istituito un corso di laurea, scienze della formazione primaria con la quale fino al 2007 si poteva accedere alle GAE, dopodiché anche in questo caso lo stato italiano commette l'ennesimo abuso di potere relegando anche i laureati in Sdfp nel limbo delle graduatorie d'istituto. Nella legge 107 unico articolo della riforma Giannini, esiste un comma che prevede, che dopo 36 mesi di servizio,  un qualsiasi docente non possa più avere la possibilità di stipulare contratti a tempo determinato, questo perché con la sentenza  della Cedu l'italia è stata condannata a multe salatissime per la reiterazione dei contratti a termine (normativa 1999/70). Questo avvelena ancora di più il cuore di lavoratori che da 20 anni hanno contribuito alla crescita formativa del nostro Paese, negando anche la possibilità a questa categoria di lavoratori di avere un posto di lavoro. Bisognerebbe riflettere sul disagio sociale che si andrà a creare, parliamo di un numero elevato di persone, in quanto questa clausola è prevista per tutto il corpo docente, per non parlare del disagio generale che si andrà a generare, in quanto soprattutto al centro/nord vi è una massiva carenza di docenti, dunque intere scuole chiuse per mancanza di docenti. 

 

Cosa chiediamo :

Essendo che ci troviamo in uno stato di DIRITTO,  chiediamo che vengano riconosciuti i diritti negati da 20 ANNI,  e dunque un inserimento di diplomati magistrali ante 2001/02  compresi i laureati in sdfp nelle graduatorie ad esaurimento.

La cancellazione della legge107/2015 che ha creato solo disagi e ingiustizie e la formulazione di una riforma che tuteli in primis i fruitori e tutto il corpo docenti. Riforma che venga formulata da persone che la scuola la fanno giornalmente.

Distinti saluti diplomati magistrali, sdfp e corpo docente precario. 



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