Fermiamo la strage dei ciclisti. Una legge per il sorpasso delle bici a 1​.​5 mt di distanza

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Sulle strade italiane muore un ciclista ogni 35 ore investito da una macchina e rimangono feriti 16.100 ciclisti all’anno.

Una strage silenziosa causata principalmente dall’utilizzo del cellulare, dall’alta velocità, dalla distrazione al volante, dalla droga e dall’alcool.

Una strage silenziosa che vede coinvolti bambini, figli, padri, sorelle, fidanzati, mogli, nonni.

Una strage che deve finire nel rispetto di chi utilizza la bici per spostarsi, per lavorare, per passione, per stare in salute.

Ciclisti italiani esposti costantemente al pericolo, la nostra legislazione, non riconosce per loro uno spazio di rispetto minimo quando subiscono un sorpasso di un veicolo, norma che tutti i paesi vicini hanno definito già da tempo

Sono Paola Gianotti, ciclista, scrittrice e coach.

Nel 2014 ho girato il mondo in bicicletta, 29.430km per diventare la donna più veloce ad aver circumnavigato il globo in bici. Dopo 14.900km mentre attraversavo l’Arizona negli Stati Uniti d’America mi ha investito una macchina rompendomi la quinta vertebra cervicale. Ho vissuto uno dei momenti più difficili della mia vita fino a quando i medici non mi hanno detto che la situazione della vertebra non avrebbe portato conseguenze permanenti sulla mia salute. Dopo 4 mesi di stop forzato sono quindi risalita in sella per proseguire il mio giro del mondo e battere il Guinness World Record.

Al mio rientro dal giro ho conosciuto Marco Cavorso, padre di Tommy, ucciso a 14 anni da una macchina mentre si allenava in bici vicino a casa. Marco mi ha trasmesso la voglia di combattere per cambiare la cultura italiana. Una cultura poco rivolta verso il rispetto del ciclista e tutta incentrata sulle automobili.

In un periodo storico come questo dove la mobilità deve essere rivista da un punto di vista nettamente più sostenibile la bicicletta sta diventato un mezzo importantissimo ma in Italia serve la sicurezza sulle strade.

Insieme a Marco Cavorso e Maurizio Fondriest, campione mondiale di ciclismo, sto portando avanti da anni la campagna del rispetto del ciclista sulla strada e stiamo proponendo ai Comuni italiani di installare la cartellonistica per indicare la presenza di ciclisti sulla strada.

Tantissimi incidenti succedono in fase di sorpasso di un’automobile rispetto ad un ciclista. La fase di sorpasso è una fase molto delicata perché le strade sono spesso incidentate e i ciclisti devono scartare le buche, perché i mezzi pesanti effettuano uno spostamento d’aria importante e perché i mezzi corrono ad alta velocità sfiorando i ciclisti.

In tutta Europa da anni gli automobilisti sorpassano i ciclisti ad un minimo di un metro e mezzo di distanza e sono installati cartelli in tutte le strade che indicano proprio di tenere la distanza di un metro e mezzo rispetto al ciclista.

Con questa petizione chiediamo la definizione, nel codice stradale, della distanza minima per il sorpasso di un velocipede da parte di un veicolo, nella misura di un metro e mezzo.

La bicicletta è il futuro e come ciclista, donna e spero presto mamma mi auguro di poter pedalare con serenità e sicurezza sulle nostre strade insieme ai nostri bambini e a migliaia di ciclisti di tutte le età e di tutto il mondo.