Coronavirus i provvedimenti che vorremmo

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L'emergenza del Coronavirus richiede provvedimenti importanti e solidarietà.

In questo momento la priorità è la salute.

Bisogna avere fiducia che con l'aiuto della scienza e dei comportamenti corretti il virus sarà sicuramente sconfitto.

Dobbiamo già pensare al giorno dopo, al day after, per non trovarci con le macerie di un tessuto economico e sociale che se non correttamente sostenuto rischia di portarci nella barbarie, in un impoverimento generale del paese da cui può essere difficile risollevarsi.

Bisogna garantire la sopravvivenza economica delle attività, non si può essere legati a vincoli con paesi terzi o organizzazioni sovranazionali come l'Unione Europea.

Vincoli che dobbiamo immediatamente superare con un voto del parlamento che per 12 mesi dia al presidente del consiglio il potere di derogare a tutti i trattati europei.

Se l'Europa non è d'accordo, pazienza se ne faranno una ragione, tanto dopo questa emergenza l'Europa non sarà più la stessa e forse lo stesso concetto di Unione Europea come solo spazio economico e di scambio fallirà anzi ha già fallito.

Senza una vera Unione politica, in cui le leggi e le tasse sono uguali per tutti, in cui la redistribuzione delle risorse avviene realmente da un livello centrale, in cui i debiti sono condivisi, non esiste nessuna Unione, solo degli opportunisti che sperano di poter avere qualche vantaggio economico negli altri territori nazionali.

L'Italia è il paese delle piccole e medie imprese e dei professionisti, i soldi per queste realtà servono subito,  non si può pensare di stanziare fondi che vanno a banche o camere di commercio che poi tramite bandi o procedure e altri processi burocratici forse prima o poi li faranno arrivare a chi ne ha veramente bisogno.

Fare un norma coraggiosa per cui lo stato tramite le banche invia alle imprese ed ai professionisti dei fondi direttamente sul conto corrente senza che vi siano procedure di richiesta.

Qualche esponente di governo ha parlato di crediti di imposta, i crediti di imposta presuppongono che ci siano delle imposte da versare, se le imprese chiudono cosa se ne fanno di un credito di imposta ?

Bisogna avere il coraggio di cancellare il versamento di tutte le imposte in qualunque forma all'interno della zona rossa che ormai coincide con la Lombardia, parte dell'Emilia Romagna e del Veneto per i prossimi 12 mesi.

Fare una immediata moratoria che sospenda le procedure fallimentari, le nuove leggi sulla crisi di impresa e le procedure di riscossione di Equitalia e dell'agenzia delle entrate per i prossimi 12 mesi perché il rischio è una inevitabile esplosione di questo tipo di procedure.

Una attività imprenditoriale che viene chiusa non si riapre il giorno dopo, a volte non si riapre più, e in queste piccole attività lavorano molti dipendenti e famiglie.

Per quanto riguarda il presidente del Consiglio Conte, gli Italiani hanno bisogno di qualcuno che riconoscono competente, un loro rappresentante, qualcuno che sia stato eletto e che abbia dovuto costruire il consenso per poter arrivare a governare.

Che si sia sporcato le mani in un consiglio di zona, in un consiglio comunale, provinciale o regionale.

Questo non è il momento di un professionista prestato alla politica.

Serve qualcuno che abbia fatto la gavetta, quella gavetta che tutti i bravi politici hanno dovuto fare per arrivare a ruoli importanti di governo.

Parli con le forze politiche e si attivi perché alla guida del paese ci sia un personaggio riconosciuto da tutti come preparato ed autorevole.

Questo è un grande paese, un paese molto più responsabile di come viene dipinto, molto più forte di alcuni partner europei che ci puntano il dito contro e ci abbandonano nel momento del bisogno.

La Lombardia ed il Nord Italia in questo momento meritano di più, molto di più.

 

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