CITTADINO ITALIANO BLOCCATO IN CINA CON DIVIETO DI ESPATRIO DAL 1 DICEMBRE 2017

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Illustrissimo Sig. Presidente Mattarella, On. Presidente del Consiglio Gentiloni, On. Ministro Alfano

vogliamo segnalare il caso, peraltro già abbastanza noto, del nostro concittadino Valentino Sonzogni, costretto dal 1 dicembre 2017 a rimanere a Pechino.

Quel giorno stava per imbarcarsi su un volo diretto a Milano, di rientro da una settimana di vacanze trascorsa in Cina, quando la polizia di frontiera gli ha impedito di partire  semplicemente dicendogli che c’era un problema fiscale. Da quel momento si trova libero in Cina ma non può uscire dai suoi confini e non può tornare a casa.

 Quello che è successo, in pratica, è che Valentino Sonzogni viene chiamato a rispondere del grosso debito verso lo Stato cinese creato di una frode fiscale organizzata da cittadini cinesi utilizzando una società mista (50% cinese 50% italiana) di cui lui non si occupa più dal 2010 e che, anzi, riteneva i soci locali avessero chiusa, e della quale invece risulta ancora oggi legale rappresentante.

Sappiamo che l’Ambasciata Italiana a Pechino ha preso veramente a cuore la vicenda e si sta impegnando al massimo per farlo tornare a casa, ma finora senza successo.

Quello che Valentino Sonzogni sta subendo è disumano: di fatto sta scontando una pena pesantissima, che limita la sua libertà personale e gli impedisce di ritornare in patria al suo lavoro e ai suoi affetti, senza che nessun giudice abbia mai pronunciato una condanna, anzi senza che lui sia accusato di nulla per la verità, e senza che gli sia stata data la possibilità di difendersi.

Al contrario, i cittadini cinesi responsabili di questa frode fiscale e che da essa hanno ricavato un bel gruzzolo, sono ben noti e se ne stanno tranquilli in libertà a godere il frutti del loro operato.

Cosa sarà di Valentino Sonzogni se lo costringeranno a restare ancora per lungo tempo in Cina? Non ha un lavoro, né una casa, né amici, né famiglia, non conosce la lingua, come farà a sopravvivere? Dovrà forse iniziare a chiedere la carità alle stazioni della metropolitana?

Chiediamo quindi gentilmente al nostro Presidente della Repubblica e al nostro Presidente del Consiglio di attivarsi presso tutte le competenti sedi diplomatiche per far cessare questa grave ingiustizia. Vi chiediamo di utilizzare tutto il vostro potere istituzionale ed il vostro prestigio personale presso le autorità cinesi per porre fine a questa misura restrittiva della libertà personale che, senza alcun valido motivo, rischia di distruggere la vita di un uomo innocente.

 



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