Chiediamo che Aviapartner e Aviation Service usino gli utili in tutela dei lavoratori!

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USB Lavoro Privato, portavoce dei sottoscrittori della presente petizione, chiede al Presidente della Repubblica, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro del Lavoro, al Ministro dei Trasporti, al Ministro dell’Interno, alle aziende Aviapartner Handling e Aviation Services e all’associazione di cui queste ultime sono parte, Assohandler, di affrontare, ciascuno per le proprie competenze e con il proprio ruolo istituzionale, le rilevanti conseguenze dell’atteggiamento messo in atto nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori impiegati presso le due società di handling aeroportuale.

 

Le società di Handling Aviapartner e Aviation Services, infatti, non intendono anticipare la quota di cassa integrazione a migliaia di lavoratori e lavoratrici distribuiti su diversi aeroporti italiani. Contestualmente, però, godono di una serie di sgravi fiscali, anche sulla CIG, ottengono finanziamenti, fruiscono degli slittamenti degli adempimenti fiscali per le aziende previsti dal DPMC del 18 marzo 2020.

 

A differenza delle altre società facenti parte dell’associazione datoriale di Assohandlers, che in un inedito contesto di emergenza dettata dal Coronavirus, anticipano la quota di CIG, garantendo la continuità di un reddito, Aviapartner e Aviation Services decidono di affrontare la crisi sulla pelle di migliaia di lavoratori e lavoratrici che rischiano di rimanere senza un reddito per tre/quattro mesi, almeno. Per migliaia di famiglie, questa grave emergenza economica, dovuta alla mancanza di un reddito di sussistenza, si unisce alla tragica emergenza sanitaria con imprevedibili esiti dal punto di vista sociale.

 

Abbiamo appreso di comunicazioni aziendali indirizzate ai lavoratori con le quali le aziende ringraziano i lavoratori per tutto il duro lavoro svolto, che la loro prima priorità è la sicurezza dei loro dipendenti. Leggiamo inoltre: “La Vostra salute e il vostro benessere sono la nostra più grande preoccupazione”. Salute e benessere che non possono essere garantite senza una seppur ridotta entrata economica.

 

Aviapartner e Aviation Service, si sono affrettati a inviare diverse lettere nella quale dichiarano che in azienda stanno lavorando al fine di preservare i posti di lavoro perché licenziare e chiudere uffici operativi sono misure che “non rientrano nei loro piani”. Davvero commovente, in un contesto reale dove si selezionano i dipendenti da far lavorare, lasciando a casa altri che, senza l’anticipo dell’assegno ordinario, non avranno alcuna fonte celere di sostegno al reddito.

 

Chiediamo quindi con forza che gli utili accumulati dalle aziende durante gli anni di benessere, vengano utilizzati per sostenere il reddito di chi questo benessere ha creato con il proprio lavoro quotidiano. Le misure del decreto “Cura Italia” sono parziali se non obbligano le aziende a essere il filtro economico della situazione. È fondamentale garantire reddito e occupazione ad ogni lavoratrice e lavoratore che, non per colpa, non può operare.

La crisi economica in atto non può essere pagata esclusivamente dai lavoratori, è necessario che i posti di lavoro vengano tutelati realmente, in vista di un futuro – ci auguriamo prossimo – riavvio delle attività.

Chiediamo che il Presidente della Repubblica, quale garante della Costituzione, al Presidente del Consiglio dei Ministri, al Ministro del Lavoro, al Ministro dei Trasporti (quali parti direttamente interessate) e al Ministro dell’Interno, in considerazione del grave rischio sociale esposto che si attivino affinché le aziende non approfittino delle misure di agevolazione loro offerte senza prevedere tutele per i propri lavoratori e, in caso contrario, vengano sospese tali agevolazioni fino all’attivazione di tutte le misure di garanzia in favore del reddito dei lavoratori e non delle rendite del profitto.

Chiediamo ad Assohandlers quale associazione di categoria di intervenire sulle due aziende in questione perché attivino le misure di tutela possibili.

Chiediamo ad Aviapartner e Aviation Services di rivedere le loro posizioni, nella consapevolezza che la praticabilità economica dell’anticipo della CIG è un dato di fatto. Chiediamo infine che vengano applicati i criteri di equa rotazione che minimizzino l'esposizione al virus per chi si reca sul posto di lavoro e garantiscano salari più equilibrati.