CAMBIARE LA LEGGE SULLO SCIOGLIMENTO DEGLI ENTI LOCALI , L'ART. 143 NON TUTELA I CITTADINI

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GUGLIELMO DE ROSA ha lanciato questa petizione e l'ha diretta a Luciana Lamorgese (Ministro dell'Interno) e a

L' ex art. 143 del Testo Unico degli Enti Locali in via semplificativa è una legge che regola lo scioglimento dei Consigli Comunali e Provinciali conseguente a fenomeni d'infiltrazione e di condizionamento a stampo mafioso o similare. 

Detta misura, non ha natura di provvedimento di tipo sanzionatorio, ma preventivo, con la conseguenza che ai fini della sua adozione è sufficiente, anche la minima presenza di elementi che consentano di individuare la sussistenza di un rapporto tra l'organizzazione mafiosa e gli amministratori dell'ente considerato.

E proprio sui presunti condizionamenti in cui occorrono poi, prove e lunghe indagini che occorre intervenire; negli ultimi anni in molti Comuni si è assistito ad uno scioglimento "preventivo"  per poi ritrovarsi quei soggetti decretati incandidabili, assolti dopo tutto l' iter burocratico a distanza di anni. Sorge quindi il dubbio che qualcosa non funziona

Nel frattempo però, i territori restano in un limbo in cui le Commissioni che lavorano esclusivamente sull' ordinario rimandano a data da destinarsi gli investimenti e le politiche in direzione del territorio e dei cittadini (compreso l' intercettazione di fondi Europei e Regionali), delegando poi  ai Sindaci gli stessi investimenti che si ritrovano poi senza risorse per via delle mancate richieste di fondi. 

Per concludere, serve una soluzione per contrastare questi fenomeni di infiltrazione, evitare che l’ art. 143 possa diventare uno strumento “politico” e che possa garantire alle nuove amministrazioni di  gestire l' ordinario ed investire contemporaneamente sul proprio territorio dal punto di vista: economico, sociale, sportivo e commerciale.  

Si riportano di seguito alcune soluzioni:

  1.  Sostituire o trasformare la commissione trasparenza in una commissione speciale con all’ interno organi del prefetto, da affiancare alle nuove amministrazioni elette per un periodo da definire, supervisionando i nuovi atti emessi e fungere nello stesso tempo da deterrente nel suo ruolo di controllo sull’ operato di  coloro che intraprenderanno il mandato amministrativo;
  2. Condannare esclusivamente chi detiene rapporti con la criminalità al fine di alterare procedure ed indirizzi e revocargli il proprio mandato mentre lasciare in carica tutta la parte di Amministrazione Comunale sana ed estranea;
  3. Condannare e/o spostare in via definitiva in un altro Comune dipendenti e/o Dirigenti Comunali che si sono resi colpevoli di eventuali favoreggiamenti e/o presunti condizionamenti.
     
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