Azzeriamo e riscriviamo il Patto Fiscale per la Rinascita dell'Economia italiana

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Roberto Sorcinelli
Roberto Sorcinelli ha firmato questa petizione

L’economia italiana è messa a dura prova dagli stravolgimenti causati dall’emergenza legata al diffondersi dell’epidemia di Covid-19.

Le misure straordinarie adottate per la necessaria tutela della Salute pubblica, bene primario che riceve la più alta tutela dalla Costituzione, hanno avuto, tuttavia, pesanti riflessi sull’economia e sulla produttività del Paese.

La salvaguardia del tessuto economico e produttivo del Paese è condizione necessaria e imprescindibile per l’esistenza stessa dello Stato e delle Istituzioni democratiche.

Senza le imprese ed i lavoratori del settore privato, lo Stato non sarà mai in grado di finanziare l’erogazione dei servizi pubblici, neppure quelli strettamente essenziali quali, solo per citarne alcuni, la Sanità e l’Igiene pubblica, la Difesa, l’Ordine Pubblico e la Giustizia, i Trasporti e l’Istruzione.

Le misure sinora adottate, sia pure dichiaratamente parziali e di primo impatto, non sono certamente sufficienti a questo scopo ed anzi introducono alcune, ingiustificate, disparità di trattamento a svantaggio soprattutto, delle fasce più deboli dei lavoratori autonomi e delle piccole imprese.

L’indebitamento delle imprese, in ogni caso, NON è la soluzione.

Non possiamo nasconderci che questa grave crisi si innesta in una situazione pre-esistente di evidente difficoltà delle piccole e medie imprese italiane già schiacciate da una pressione fiscale intollerabile, da una burocrazia asfissiante e dall’inefficienza di un sistema giudiziario lento e dagli esiti sempre più incerti ed imprevedibili, anche a causa di un eccesso di regolamentazione in tutti i settori.

Un sistema elefantiaco insostenibile per chiunque, che ha reso il nostro Paese incapace di attrarre investimenti ed anzi, un luogo da cui chi può cerca di fuggire prima possibile delocalizzando la produzione di beni e la fornitura di servizi.
Sono rimaste in Italia soltanto le imprese che usufruiscono di contribuzione pubblica oppure quelle che, per dimensioni ridotte o per lo stretto legame con il territorio, non riescono a delocalizzare.

Dobbiamo trasformare una crisi spaventosa come quella attuale in una occasione per riscrivere il patto fiscale tra lo Stato italiano ed i suoi cittadini e le imprese che intendono operarvi ed attuare in tempi rapidi le indispensabili riforme strutturali che altrimenti avrebbero richiesto decenni.

Sarà, in primo luogo, indispensabile una rimodulazione dell’imposizione fiscale e contributiva, soprattutto a carico delle imprese ed in particolare le PMI, che impiegano l’82% dei lavoratori in Italia (ben oltre la media Ue) e rappresentano il 92% delle imprese attive.

Dobbiamo imparare dall’esperienza di questi mesi in cui i servizi pubblici (oltre a quelli privati) sono stati costretti ad operare – per quanto possibile e con tutti i limiti in cui oggi ancora incorrono – in regime di “smart working” fornendo anche a distanza risposte all’utenza.

La burocrazia, accresciutasi indefinitivamente negli anni principalmente per “inventare” un ruolo ai troppi dipendenti pubblici assunti senza reali esigenze o semplicemente per la pretesa dello Stato - che ne tradisce l'impostazione autoritaria e illiberale - di controllare ex ante qualsiasi attività privata.

Si deve ribadire con forza che l’iniziativa economica privata DEVE ESSERE LIBERA e lo Stato deve intervenire solo ex post per effettuare i dovuti controlli e per dettare poche regole chiare e semplici che valgano per tutti.

In queste condizioni, oltretutto, è impensabile che lo Stato pretenda di esigere per intero i crediti fiscali maturati durante la crisi e quelli maturati negli anni pregressi. I liberali sono di principio contrari a provvedimenti e misure “perdoniste”. Ma situazioni straordinarie necessitano di soluzioni straordinarie, coraggiose ed epocali.

Nella consapevolezza della eccezionalità del momento che stiamo vivendo , il Partito Liberale Italiano rivolge alle più alte cariche dello Stato queste motivate richieste:

  1. Sia riscritto il Patto fiscale tra lo Stato ed i contribuenti, per arrivare alla riduzione della pressione fiscale e contributiva di almeno 20 punti percentuali, per portarla vicina alla media europea
  2. Si proceda senza indugio ad una analisi e valutazione della spesa pubblica (spending review) per conseguire una maggiore qualità ed efficienza della spesa e consentire la riduzione del “total tax and contribution rate”
  3. Siano immediatamente pagati i debiti della Pubblica Amministrazione verso i privati e si proceda ad una revisione del sistema di pagamento in modo da allinearne i tempi alla media europea
  4. Si proceda alla revisione di tutte le procedure burocratiche sulla base del principio di libertà e di limitazione dell’intervento pubblico alla sola fase del controllo successivo
  5. Sia effettuata una deregolamentazione in tutti i settori, riducendo le norme di rango legislativo all’essenziale e condensando ciò che rimane in testi unici e codici di settore
  6. Si proceda alla integrale revisione del sistema giudiziario civile e penale, anche favorendo in ogni modo il ricorso a forme alternative di composizione delle liti e delle controversie civili
  7. Sia emanato un provvedimento di rottamazione fiscale che permetta a tutte le imprese italiane di riprendere quanto prima la produttività e la competitività anche al di fuori dei confini nazionali

Con la ripresa della produttività delle imprese, peraltro, il primo a trarre beneficio sarà proprio lo Stato, che potrà riprendere nel minor tempo possibile a contare su un gettito fiscale adeguato per il finanziamento dei Servizi pubblici essenziali.

Il PLI auspica che da questa situazione di gravissima crisi possa quindi nascere un nuovo “patto fiscale” tra i contribuenti e lo Stato, più equo di quello attuale, che finisce per scaricare sui cittadini e le imprese il peso dell’inefficienza della spesa pubblica. E che nella sua insostenibilità finisce per spingere anche i contribuenti onesti a ricercare soluzioni di necessità e di sopravvivenza.