Arrestiamo lo spaccio

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PETIZIONE


Al Presidente della Repubblica Italiana, On. Sergio Mattarella

Alla Presidente del Senato della Repubblica, On. Maria Elisabetta Alberti Casellati         

Al Presidente della Camera dei deputati, On. Roberto Fico

 

  Illustrissimi Presidente della Repubblica e Presidenti delle Camere,  

con la presente petizione i sottoscritti cittadini Italiani, fortemente preoccupati per l’aumento esponenziale del degrado presente nelle proprie città, in particolare di quello legato allo spaccio di stupefacenti ed ai reati ad esso connessi, gestito da mafie molto spesso extracomunitarie,

sono a chiedere:

misure urgenti e straordinarie

(come già avvenuto per il passato, di fronte a fenomeni criminosi quali atti di terrorismo o di cosche mafiose locali) per contrastare efficacemente la predetta piaga - in crescita tale da sembrare inarrestabile - consentendo alle Forze di Polizia di liberare i quartieri urbani dal malaffare, ma soprattutto da ciò che è foriero di morte. Vale la pena di ricordare che il territorio da cui si leva il presente grido di aiuto è quello in cui, da qualche tempo a questa parte, si sta verificando il più alto numero di decessi per droga: un primato orribile che si consuma sotto troppi occhi indifferenti e che non può più passare sotto silenzio.

I sottoscritti sono dunque a chiedere misure che, a loro avviso, è ora e tempo siano aggiornate e adeguate alle mutate linee di condotta e di organizzazione dello spaccio, dal momento che la necessità di togliere gli spacciatori dal territorio si sta configurando quale esigenza prioritaria per ripristinare, in gran parte, sia la sicurezza dei cittadini sia ancor più, e innanzitutto, l’opera di prevenzione per i minori.

Un dato di fatto è che attualmente le pene previste per i pusher non tengono conto delle citate recenti metodiche di spaccio, se poi a questo si sommano gli effetti del Decreto cosiddetto “svuota carcere”, è facile intuire come il sistema all’oggi si presti a "salvare" gli spacciatori: soprattutto quelli che si incontrano agli angoli delle piazze, nei pressi delle scuole, nei parchi frequentati dai bambini, sotto le abitazioni dei centri storici e nelle aree immediatamente vicine alle stazioni di bus e di treni. Soggetti, oltremodo noti, che vanno e vengono a piedi o in bicicletta, facendo la spola tra il luogo in cui occultano le sostanze stupefacenti e quello della consegna ai clienti, con una sola dose alla volta o poco più, così da non poter mai essere colti in flagranza di reato grave e poter ricadere nel caso di “lieve entità”.

Tutto ciò provoca un altro danno esecrabile: il lavoro delle Forze dell'Ordine, per individuarli, pedinarli ed arrestarli, viene praticamente vanificato perché è evidente come ad esse sia preclusa, con le sole poche quantità rinvenute, la possibilità di dimostrare il reale pericolo sociale di detti soggetti e il configurarsi del vero reato che essi stanno perpetrando.

Accade che anche il Giudice per le Indagini Preliminari rimetta in libertà il pusher di turno trattandosi, per il nostro ordinamento, di episodio “di lieve entità", in tema di sostanze stupefacenti.

In tal modo si è ampiamente notato che di fatto gli spacciatori non solo sono liberi di circolare, ma si sentono forti nell’avere in mano tutte le carte per giocare una partita che li vede comunque vincenti e oggetto di pene sempre sottodimensionate rispetto a quelle che, a parere dei sottoscritti, meriterebbero e al danno che in effetti procurano.

I cittadini sentono oltretutto tale situazione come una ulteriore beffa se si considera che il disposto di Legge anche per questi reati lievi, prevederebbe in verità una multa e una pena detentiva fino a quattro anni di reclusione.

Si sa bene però che, pure nel caso in cui la pena diventasse esecutiva e definitiva, nel frattempo i clandestini - che sembrano essere la maggioranza - avrebbero tutto l’agio di continuare a “lavorare” e guadagnare, per poi magari cambiare nome (con i vari alias) o zona, addirittura tornarsene in patria con i guadagni ottenuti, prima di vedersi costretti a scontare la/le pena/e.  

Per assurdo appare agli occhi del cittadino che il problema prioritario non sia quello di dover togliere gli spacciatori  dalle strade, bensì quello di non creare sovraffollamento nei penitenziari. O peggio, anziché costruire altre carceri per rieducare le persone e riabilitarle, sembrerebbe che si è deciso di non mandarci chi ci dovrebbe andare.

Per lo più i GIP, stando alla Norma “svuota carceri” si limiterebbero a convalidare l'arresto dello spacciatore (non tradotto in carcere per la sola accusa di cessione di limitata quantità di stupefacente) e ad emanare misure quali l'allontanamento dalla città e dalla regione o l'obbligo di firma al posto di Polizia che sono irrisorie e spesso disattese. Nel panorama dell’assurdo si assiste anche al caso in cui i pusher clandestini si recano a firmare il registro in Questura per poi andare imperterriti a spacciare.

Si torna a ripetere: purtroppo sono misure, queste, che producono solo il proliferare della delinquenza, lo sconforto tra gli Inquirenti, la disaffezione tra i cittadini e segnali negativi alle giovani generazioni.

Altra criticità, che non aiuta di certo la situazione, è la difficoltà di rimpatrio di quei migranti che delinquono, provenendo da Stati che non accettano il rimpatrio. Si dovrebbe agire su quei governi e pretendere che rispettino determinati obblighi a fronte delle garanzie accordate che si traducono comunque in costi ingenti che vanno ad aggravare la situazione delle scarse risorse italiane e delle già provate casse che erogano i servizi pubblici. D’altro canto la reciprocità diritto/dovere non è forse una delle basi della legalità e della Costituzione Italiana che, senza dubbio, è una delle più avanzate?

Altro punto dolente è quello dei documenti rilasciati a coloro che entrano in Italia. La Carta di Identità ha una validità di dieci anni, mentre è noto che il Permesso di Soggiorno ha una diversa scadenza. Sempre più di frequente, chi non è in regola con il secondo, potrebbe truffare in ogni dove con la prima. Esempi tra i più banali sono l’acquisto di merci che necessitano della presentazione di un documento di identità (in esercizi quali: armerie, farmacie, ecc.) oppure il raggiro di albergatori e operatori turistici vari.

Fatto ancor più grave, è che durante i controlli meno approfonditi, molti clandestini, avendo la Carta di Identità in stato di validità, possono indurre in errore qualsiasi Pubblico Ufficiale.

Inoltre da quanto è dato sapere, accade troppo spesso che soggetti fermati per controllo ordinario da parte delle Forze di Polizia, siano privi di documento alcuno e, dato il loro elevato numero, essendo impossibile accompagnarli tutti negli Uffici preposti per l’identificazione, a meno di paralizzare ogni altra attività, è evidente e, a questo punto ineludibile, che ogni pattuglia di Pubblica Sicurezza abbia a disposizione gli strumenti atti alle verifiche più immediate ed avanzate che, all’oggi, la tecnologia consente ampiamente e a costi veramente irrisori.

Ed infine altra piaga diffusa è quella costituita da proprietari di immobili disabitati, e di fatto abbandonati, che non si preoccupano di controllare le eventuali intrusioni che possono favorire il crimine a danno della collettività. Spesso tali immobili – sia pubblici sia privati - vengono occupati illegalmente da sbandati, delinquenti, clandestini, spacciatori e frequentati più o meno regolarmente dagli stessi clienti e consumatori di stupefacenti. Come non negare che, stante così le cose, i proprietari di detti immobili vengono ad assumere un ruolo quanto meno ambiguo con una parte di responsabilità non irrilevante in questa catena di illeciti.

 

Tutto ciò premesso si chiede dunque alle Signorie Loro di:

farsi promotori di un disegno di Legge che contempli pene maggiori per i reati di spaccio, prevedendo il carcere anche per la cessione di singole dosi di stupefacente;
farsi promotori di un disegno di Legge che preveda pene, come per le mafie italiane (regime di 41 bis), anche per gli affiliati alle mafie emergenti, in particolare Nigeriana e Balcaniche;
farsi promotori di un disegno di Legge che aumenti la disponibilità nei CIE, in attesa dell’espulsione;
farsi promotori di pressioni decise verso i paesi d’origine, di criminali, che non ne accettano il rimpatrio, con la sospensione fino al ripensamento, di aiuti, sostegni e  possibilità di assistenza in patria dei congiunti di lavoratori su suolo italiano mediante la detrazione Irpef;
farsi promotori di un disegno di Legge grazie al quale si preveda che l’emissione di Carte di Identità per stranieri abbia scadenza coincidente con quella dei permessi di soggiorno in modo che l’eventuale stato di clandestinità possa essere immediatamente rilevabile, da chi di dovere, e che il documento non possa essere fonte di errori o truffe;
farsi promotori per l’emanazione di un disegno di Legge che preveda che ogni pattuglia delle Forze dell’Ordine venga dotata dello strumento per la rilevazione e verifica delle impronte digitali, in collegamento con la Banca Dati Centrale, così da favorire la certa identificazione dei soggetti controllati;
farsi promotori di un disegno di Legge che colpisca pesantemente i proprietari di immobili abbandonati, qualora occupati clandestinamente, per mancata vigilanza o di misure atte ad impedire l’intrusione, configurandosi il reato di colpevole disinteresse sino ad arrivare all’ipotesi di favoreggiamento, di azioni criminose attuate dagli occupanti, prevedendo altresì per Legge lo sgombero forzoso e immediato;
di farsi promotori di un disegno di Legge per accelerare i tempi necessari al riconoscimento o meno dello stato di profugo/rifugiato politico, al pari di altri Paesi civili, per velocizzare l’iter di espulsione, laddove si accerti che manchino i requisiti necessari;
prevedere l’applicazione del DASPO Urbano per tutti i reati che creano tensioni ed allarme sociale.
Confidando nella Vostra volontà ad accogliere tempestivamente la presente petizione, data la gravità del degrado in atto, i sottoscritti augurano un lavoro fattivo che sappia rispondere con la dovuta fermezza alle necessità e alle aspettative dei cittadini che, in questo delicato momento, con la loro recente risposta alle urne, hanno espresso fiducia verso un nuovo orientamento della politica che rispetti i principi della legalità, della giustizia e soprattutto dell’inclusione responsabile, per la sicurezza di tutti - accoglienti ed accolti - e per un vivere civile che sia sempre più degno di questo nome.   


Sottoscrivono come primi  Firmatari e successivamente come presentatori:


Luigi Corò Presidente del CMP a difesa del cittadino

Alessandro Botteri Coordinatore Territoriale

Renato Colelli Coordinatore Territoriale

Silvia Gallo Coordinatore Territoriale

Mara Ranucci Coordinatore Territoriale

Sebastian Dambone Sessa Coordinatore Territoriale



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