Appello dei cittadini italiani di origine armena al Capo di Stato Italiano

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Al Presidente della Repubblica Italiana
Sergio Mattarella
 
 
Signor Presidente della Repubblica Italiana, 

Noi, cittadini italiani di origine armena,
Armeni residenti in Italia,
e cittadini italiani Amici del popolo armeno,

siamo profondamente preoccupati per la guerra, lanciata all’alba del 27 settembre dall’Azerbaigian - senza provocazione alcuna da parte armena - lungo l’intera linea di contatto con l’Artsakh/Nagorno Karabakh e su alcune direttrici del confine di stato con l’Armenia.
 
L’uso combinato di forze di terra e d'aria, inclusi droni kamikaze e missili tattici, contro la popolazione armena e le infrastrutture civili, inclusa la capitale Stepanakert, ha causato e continua a causare vittime e feriti inermi. Da oltre una settimana sono in corso intensi combattimenti fra le forze armate azere coadiuvate dalla Turchia, e dalle forze armate armene.
 
Signor Presidente, gli scenari cui assistiamo ci riportano indietro di 105 anni, al 1915, quando il popolo armeno subì il genocidio per mano dell’Impero Ottomano, sotto lo sguardo indifferente della Comunità Internazionale. Memori di tale orrore, ci sentiamo responsabili di fronte all’umanità di fermare la mano dell’aggressore prima che i danni inflitti alla popolazione vengano ulteriormente aggravati.
 
Oggi, noi, figli della diaspora di un popolo millenario, secolare amico del popolo italiano, ci rivolgiamo a Lei, Primo Cittadino del nostro Paese, di intervenire a nome della Repubblica Italiana chiedendo all’Azerbaigian la cessazione immediata dell’aggressione iniziata il 27 settembre e l’allontanamento della Turchia dal territorio dell’Nagorno Karabakh con il diniego di accesso a qualsiasi ruolo nel formato negoziale.
 
Signor Presidente, il popolo armeno non sta combattendo per un territorio, ma per un suo legittimo diritto di esistenza.