Salviamo la salamandra di Aurora, gioiello dell'Altopiano

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WWF Trentino
WWF Trentino ha firmato questa petizione

Un appello per salvare la salamandra di Aurora

La salamandra di Aurora, Salamandra atra aurorae, è una delle salamandre più rare d'Europa e vive esclusivamente in alcuni boschi delle Prealpi italiane sud-orientali. È nota agli erpetologi come “Il gioiello dell'altopiano dei Sette Comuni” (provincia di Vicenza, regione Veneto), luogo che comprende la maggior parte dell'area in cui vive, di poco superiore a 20 km².

La salamandra di Aurora è un relitto glaciale che ha vissuto isolato nelle Prealpi italiane sin dalle glaciazioni del Pleistocene. Geograficamente separata dalle altre popolazioni di salamandre alpine, vive frammentata in piccole popolazioni. Conosciamo ancora poco di questo affascinante animale, che conserva ancora molti segreti. Pochi gli studi effettuati e molte ancora le domande a cui rispondere. Qual è la sua distribuzione? Quanto numerose sono le popolazioni? Qual è la sua storia?

A differenza di un gioiello prezioso, Salamandra atra aurorae non è affatto custodita, nonostante sia considerata in pericolo di estinzione dalla lista rossa IUCN e risulti tra le specie prioritarie per la Direttiva Habitat dell'UE.

Descritta solo nel 1982 come una nuova sottospecie, la salamandra di Aurora è stata in pericolo sin da allora perché vive in territorio molto circoscritto e il suo habitat naturale, costituito da boschi maturi di abete bianco, faggio e abete rosso, è costantemente minacciato.

L'esbosco è l’attuale principale minaccia per Salamandra atra aurorae.

“Bosco del Dosso” è il nome della foresta dove la specie è stata scoperta per la prima volta nel 1978. Questo luogo fa parte del sito Natura 2000 "Altopiano dei Sette Comuni" e ospita la più grande popolazione conosciuta di Salamandra atra aurorae. Nel maggio del 2012, le autorità locali hanno autorizzato lavori forestali distruttivi proprio nell’area di presenza più significativa di questa specie così rara. La protesta di scienziati e di alcuni politici locali è riuscita a fermare temporaneamente le attività forestali nell'area e ha favorito nuovi studi sulla specie. L'effetto più importante sono state le numerose attività educative realizzate nelle scuole locali, che hanno contribuito a far conoscere la preziosa salamandra ai bambini e alle loro famiglie. Infine, nel 2016 sono state emanate le Misure di Conservazione per la specie nell’ambito della Rete Natura 2000: queste misure avrebbero dovuto regolare lo sfruttamento delle foreste al fine di ridurre al minimo gli impatti sulla salamandra di Aurora.

Sembrava una storia a lieto fine, ma purtroppo non è stato così.

Il 26-30 ottobre 2018 una tempesta eccezionalmente violenta conosciuta con il nome di "Vaia" ha colpito il Nord-Est dell'Italia, causando gravi danni alle sue foreste. Oltre 40.000 ettari di boschi sono stati colpiti, compresi quelli che ospitano la salamandra di Aurora.

Come reazione alla tempesta le autorità locali e regionali hanno intrapreso una serie di azioni di esbosco generalizzate e massicce, anche in aree in cui lo sfruttamento delle foreste è strettamente regolamentato per la conservazione della natura. Come nel caso dei boschi in cui vive Salamandra atra aurorae.

Gli scienziati ci dicono che il modo migliore per proteggere una specie in pericolo è quello di proteggere i luoghi in cui vive.


Le autorità locali e regionali hanno invece deciso di ignorare le misure di conservazione esistenti, che avrebbero potuto almeno ridurre gli impatti inevitabili delle operazioni di esbosco post-tempesta sull'habitat della salamandra. Con quali conseguenze?

  • Nuove strade forestali sono state aperte nei boschi già feriti
  • Le macchine pesanti per il taglio e il trasporto del legname sono state messe al lavoro su terreni non ghiacciati, causando la compattazione del suolo e distruggendo i rifugi normalmente utilizzati dalle salamandre e da altre specie della fauna minore (rane, rospi, tritoni etc.)
  • La copertura del sottobosco della foresta è stata ridotta o distrutta e gli alberi e detriti caduti sono stati completamente rimossi, modificando condizioni microclimatiche vitali per la sopravvivenza della specie.
  • Le operazioni di esbosco che si svolgono tra aprile e novembre - quando le specie sono attive nei boschi - causano l'uccisione diretta delle salamandre!

Tutto questo sta accadendo proprio ora!

La gestione forestale nell'altopiano dei Sette Comuni è finalizzata principalmente alla produzione di legno e al turismo. Per questo le operazioni di esbosco post-Vaia sono state ampiamente giustificate, rispondono a una precisa strategia: ridurre le perdite economiche e ripristinare rapidamente il paesaggio turistico.

Questo accade a dispetto degli effetti sulla biodiversità, della salamandra di Aurora e del suo bosco di alberi secolari.

Si possono fare scelte diverse? Scelte che preservino tanto l’economia quanto la biodiversità?

Il fatto di essere "più unica che rara", un endemismo in pericolo, non è abbastanza per trasformare la conservazione di Salamandra atra aurorae in una priorità?

La natura è l’unico patrimonio che abbiamo, realmente indispensabile. Facciamola diventare la nostra priorità!

Un anno e mezzo dopo la tempesta "Vaia", tutti gli sforzi degli scienziati per collaborare con le autorità regionali e locali e proteggere questo raro anfibio sono stati inefficaci.

Insieme chiediamo alle autorità locali e regionali:

  • di porre fine alle operazioni distruttive di esbosco nelle foreste in cui vive la salamandra di Aurora.
  • di dare priorità alla conservazione della Salamandra atra aurorae e del suo habitat con azioni efficaci, in collaborazione con scienziati impegnati nella conservazione della natura e le comunità locali.

Una volta persa, una specie è persa per sempre.

Mettiamo al primo posto la natura, aiutaci a salvare la salamandra di Aurora!

~ immagini della devastazione finora perpetrata sono disponibili qui
~ foto di copertina: Karol Tabarelli de Fatis


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A plead to save the golden alpine salamander

The golden alpine salamander, Salamandra atra aurorae, is one of the rarest salamanders in Europe, endemic to only a few woods in the south-eastern Italian Prealps. It is known by herpetologists as the jewel of the Sette Comuni plateau (province of Vicenza, Veneto region), which comprises most of the 20 km² area where this unique salamander lives.

The golden alpine salamander is a glacial relic that has lived isolated on the Italian Prealps since the Pleistocene glaciations. Geographically separated from the other populations of alpine salamanders, it lives fragmented in small populations. Since adequate investigations are lacking, this elusive species still holds many secrets, especially as far as population number, life cycle and distribution area are concerned.

Unlike a precious jewel, Salamandra atra aurorae is not kept safe.

The golden Alpine salamander is considered critically endangered by the IUCN red list and is a priority species for the EU Habitat Directive.

Described only in 1982 as a new species, the golden alpine salamander has been in danger ever since for the very limited extent of its geographic distribution and the threats to its natural habitat: old-growth forests of silver fir, beech and, less commonly, norway spruce.

Nowadays logging is the primary threat to Salamandra atra aurorae.

“Bosco del Dosso” is the name of the forest where the species was first discovered in 1978, it is part of the Natura 2000 site "Altopiano dei Sette Comuni" and it shelters the largest known population of Salamandra atra aurorae. Despite being the core area of an endangered species, in May 2012 destructive forestry works were approved by local authorities. The protest of scientists and some local politicians succeeded in temporarily stopping forestry activities in the area and fostered new herpetological studies. Most importantly, education activities have been carried on in local schools, helping to raise awareness of the precious salamander in children and their families. In 2016, Natura 2000 conservation measures for the species were finally issued. These conservation measures were supposed to regulate forest exploitation in order to minimize impacts on the golden alpine salamander.

It sounds like a happy ending, but it isn’t.

On October 26-30 2018, an exceptionally violent storm known as “Vaia” hit the north east of Italy, causing extensive damage to its forests. Over 40,000 ha of woods were affected including those that are home to the golden alpine salamander.

The post-storm management embraced by local and regional authorities consisted in generalized and massive logging operations, even in areas where forest exploitation is strictly regulated for nature conservation, as it is in the case of the woods where Salamandra atra aurorae lives.

Scientists tell us the best way to protect endangered species is to protect the places where they live.

Instead, local and regional authorities decided to ignore existing conservation measures that could have at least minimized the inevitable impacts of post-storm logging operations on the salamander’s habitat. With what consequences?

  • New logging roads have been opened in wounded forests.
  • Heavy machines have been put at work on unfrozen ground, causing soil compaction and destroying shelters normally used not only by salamanders, but also by toads, frogs, newts etc.
  • Forest understory cover has been reduced or destroyed and fallen trees and debris entirely removed, modifying microclimatic conditions that are vital for the species survival.
  • Worst of all, logging operations that take place between April and November - when the species are active in the woods - cause direct killing of the salamanders!

Forest management practices in the Sette Comuni plateau focus mainly on wood production. Managed forests are also essential for tourism economy. This is why post-Vaia logging operations have been widely justified, they respond to a strategy aimed to reduce economic losses and fasten the restoration of a tourist landscape.

This happens despite their negative effects on biodiversity, the golden alpine salamander and its old-growth forest.

Can we make different choices? Can we support both economy and biodiversity conservation?

Is the fact of being “one of a kind”, an endangered endemism, not enough to turn the conservation of Salamandra atra aurorae into a strategic priority?

Nature is are only, truly essential, heritage. Let's make it our priority!

A year and a half after the “Vaia” storm, all efforts to collaborate with regional and local authorities and protect this rare amphibian have been ineffective.

Let’s ask local and regional authorities:

  • to put an end to destructive logging operations in the forests where the golden alpine salamander lives.
  • to prioritize the conservation of the Salamandra atra aurora and its habitat with effective actions, in collaboration with committed nature conservation scientists and local communities.

Once lost, a species is lost forever.

Let’s put nature first, help us save the golden alpine salamander!

~ images of the logging operations in the salamander core area are available here
~ cover photo: Karol Tabarelli de Fatis