Diretta a Senato della Repubblica ed a(d) 13 altri

Un milione di Italiani senza diritti: approviamo subito la legge sulla cittadinanza

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Un milione di Italiani senza cittadinanza: in attesa della riforma di civiltà

Stimati Senatori e Senatrici della Repubblica italiana,


Siamo Ilham, Giorgia, Youness, Sonny, Chouaib, Andres, Sirine, Sarra, Ada, Xavier, Insaf, Sara, Fatoumata, Ervin, Fioralba.
Vi scriviamo perché avete nelle vostre mani le sorti delle nostre vite e vi chiediamo atti concreti per permetterci di vivere sereni nel nostro Paese, l’Italia. Siamo giovani nati e/o cresciuti nel territorio della Repubblica, oggi nel limbo della nostra società e primi firmatari di questa petizione di civiltà. Rappresentiamo la punta dell’iceberg di quel milione di “Italiani e Italiane senza cittadinanza”, di cui 800 mila minori, nati in Italia, o arrivati in tenera età, ma considerati dallo Stato, ostinatamente, stranieri. In questo Paese si consuma la nostra intera esistenza: impariamo a camminare e a parlare, cresciamo, studiamo, lavoriamo, proprio come tutti i nostri coetanei che la cittadinanza italiana l’hanno ereditata secondo la legge 91 del 1992, legge che però condanna noi a restare “estranei nella nostra nazione” perché chi ci ha messo al mondo è straniero.
Una legge che la Camera dei deputati, nello storico voto del 13 ottobre 2015, aveva scelto di cambiare riconoscendo finalmente che “chi cresce in Italia è italiano”. Principio che invece voi, cari Senatori e Senatrici, non avete ritenuto altrettanto importante per il presente e futuro del Paese e così il testo di Riforma è rimasto ad ingrigire per un anno e mezzo nella Commissione Affari costituzionali, rimandando di fatto le nostre vite. Vite in cui abbiamo rinunciato alla serenità e ai sogni e sopportato ingiustizie e discriminazioni, restando spesso invisibili per lo Stato italiano nei momenti per noi  più difficili.
Ma non vogliamo più essere invisibili. Per questo, cari Senatori e Senatrici vi chiediamo, insieme al movimento #Italianisenzacittadinanza, che siate proprio voi a leggere le nostre Cartoline cittadine in Aula, parti delle nostre Storie unite alle foto di classe di quando eravamo a scuola, e a votare a favore della Riforma della legge per l’acquisizione della cittadinanza italiana, che ci riconosca finalmente come figli e figlie d’Italia.
Intorno a questa nostra petizione abbiamo deciso di riunire la società civile italiana che è ormai ben consapevole dell’urgenza di questa Riforma di civiltà, dal mondo delle Organizzazioni non governative italiane e dell’associazionismo alla realtà delle scuole pubbliche dove siamo cresciuti.


Con la speranza che cogliate il nostro appello, perché auspichiamo un futuro più giusto, inclusivo e lontano dall'incubo dell'essere stranieri in casa nostra.


Primi firmatari: Ilham Mounssif, Giorgia Cociorva, Youness Warhou, Sonny Sampson Olumati, Chouaib Bel Mouden, Andres Moreno, Sirine Charaabi, Sarra Charaabi, Ada Ugo Abara, Xavier Palma, Insaf Dimassi, Sara Moutmir, Fatoumata Edith Maiga, Ervin Bajrami, Fioralba Duma.

Questa petizione sarà consegnata a:
  • Senato della Repubblica
  • Salvo Torrisi
  • Commissione Affari Costituzionali
  • Claudio Fazzone
  • Luigi Zanda
  • Paolo Romani
  • Carlo Martelli
  • Laura Bianconi
  • Karl Zeller
  • Lucio Barani
  • Maria Cecilia Guerra
  • Mario Ferrara
  • Gian Marco Centinaio
  • Loredana De Petris


Ilham Mounssif ha lanciato questa petizione con solo una firma e ora ci sono 48.056 sostenitori. Lancia la tua petizione per creare il cambiamento che ti sta a cuore.




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