NUOVE REGOLE PER LA CHIUSURA DEI NEGOZI NEI FESTIVI, SBLOCCA LA LEGGE FERMA AL SENATO!

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Il lavoro nei giorni festivi è oneroso per i lavoratori del commercio in quanto non possono fruire del riposo nelle giornate nelle quali è più facile e gratificante sviluppare le proprie relazioni affettive, amicali o famigliari che siano. Tale perdita relazionale e famigliare ha un valore tale nella vita e nel benessere delle persone che non può essere gestita con semplici compensazioni monetarie. Inoltre, lavorare nei giorni di festività nazionale, civile o religiosa, non consente alle lavoratrici e ai lavoratori di esclude i lavoratori dalla partecipazione ai valori fondanti la nostra vita civile, culturale, religiosa e dunque alla nostra identità collettiva. Esistono certamente settori nei quali il lavoro durante i giorni festivi è una necessità inevitabile, o perché erogano servizi essenziali alla comunità (di carattere sanitario, assistenziale, di sicurezza o affini), o per necessità tecniche legate ad alcune tipologie di impianti industriali (impianti a ciclo continuo), o perché si tratta di professioni legate alla ricreazione, al divertimento, al turismo, al ristoro e alla cultura.  Ma il commercio al dettaglio solo in minima parte rientra in queste casistiche.

Il nostro paese prima degli anni 2000 scontava una normativa relativa alle aperture nei giorni festivi nel commercio al dettaglio troppo rigida e non in linea con gli altri paesi europei. E’ stato introdotto nel 2011 dopo alcune sperimentazioni un nuovo regime di sostanziale piena deregulation degli orari e delle aperture degli esercizi commerciali nell’ambito della «manovra Salva Italia» varata dal Governo Monti.

L’impatto di questa deregulation sulle condizioni di lavoro e di vita non solo dei dipendenti delle aziende di commercio al dettaglio, ma anche nei medio-piccoli commercianti è stata notevole. I maggiori costi e sacrifici sopportati dai lavoratori in termini di rinuncia al proprio benessere relazionale, famigliare ed amicale, superano i modesti benefici economici – non equamente distribuiti fra grande distribuzione e piccolo commercio – che la nuova regolazione ha comportato. Sono state mosse pubblicamente delle critiche alla nuova deregolamentazione anche da parte di associazioni di categoria del commercio. Confesercenti nazionale ha persino lanciato la campagna di mobilitazione pubblica «Libera la Domenica» su questo tema.

E’ ferma da diverso tempo al Senato della Repubblica l’esame di un disegno di legge relativo a “Disciplina degli orari di apertura degli esercizi commerciali”, già approvato dalla Camera dei Deputati il 25 settembre 2014 che prevede la reintroduzione dell’obbligo di chiusura nei giorni festivi, con un sistema di deroghe che consentono un’equilibrata flessibilità per non penalizzare il commercio con vocazione turistico/ricreativa e per far sì che la tutela della qualità della vita dei lavoratori possa garantire contemporaneamente i diritti dei consumatori ai servizi.

Chiediamo che i Senatori e le forze politiche si facciano carico di questo enorme problema, che riguarda 3 milioni di lavoratori in questo paese, e mettano in agenda al Senato l’approvazione finale di questo disegno di legge.



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