A San Basilio la scuola Sgombera i servizi educativi?!?!

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“Dopo di me il diluvio”, deve essere questo lo slogan preferito della Dott.ssa Maria Teresa Corea ex reggente della scuola Gandhi.

Il progetto triennale REACT un importante servizio alla Scuola e alle Famiglie di San Basilio e dell’intero Municipio rischia di veder bloccate le attività e di dover cercare nuovi spazi per continuare l’azione di contrasto alla Dispersione scolastica che sta realizzando.

Da notare che REACT, capofila la Fondazione We World, è riconosciuto uno dei migliori progetti nazionali finanziati da Con i Bambini, l’impresa sociale che da anni cura le azioni contro la Povertà educativa.

Il Cemea del Mezzogiorno, una delle realtà storiche dell’educazione attiva, impegnata da anni nel quartiere, ora con il progetto React prima con Frequenza 200, sempre in convenzione e sintonia con la Scuola Gandhi ha visto stracciata dalla ormai ex reggente prof. Corea la convenzione triennale da lei stessa firmata, vista la continuativa e positiva collaborazione.

Una convenzione stracciata senza una motivazione plausibile, anzi senza rispondere né con una lettera né con un incontro alle delucidazioni fornite che smontavano le contestazioni e chiarivano ogni possibile equivoco.

La nuova Preside, al suo primo incarico, si trova oggi a dover fronteggiare la polpetta avvelenata ereditata dalla collega Corea, che la costringe a destreggiarsi tra la burocrazia anziché darle un sostegno per l’avvio dell’anno scolastico, grazie ai corsi, agli incontri alla formazione, al servizio a studenti e famiglie previsti nel progetto.

Come Cemea, con tutti i partner del progetto, siamo a disposizione di qualsiasi soluzione che non impedisca il corretto e tempestivo inizio delle attività educative. La collaborazione con la Scuola è totale, gli spazi potranno avere nuovi utilizzi grazie alle indicazioni e richieste della nuova Dirigenza, che salutiamo e alla quale auguriamo buon lavoro.

Non possiamo però accettare che una sgraziata decisione unilaterale di una Dirigente di passaggio possa, senza ascolto e senza cura per le motivazioni espresse, arrogarsi il diritto di fermare l’azione educativa in atto.

Lo stato di sicurezza e  pulizia dei locali sarebbe stato controllabile senza svuotarli!

Chiediamo al Municipio stesso di agire per verificare con quali strade si possa impedire che dei locali attrezzati (oltretutto con fondi messi a disposizione dagli enti!) vengano tenuti fermi mentre inizia l’anno scolastico e per evitare di negare a tanti ragazzi, ragazze e famiglie del quartiere orientamento, sostegno e inclusione.

Chiediamo ai ragazzi, alle ragazze e alle loro famiglie che in questi anni hanno apprezzato il lavoro del centro di raccontare alla Scuola il senso di quegli spazi.

Chiediamo a tutti i docenti che hanno collaborato e che collaborano al progetto di farsi portavoce delle esperienze positive che li hanno coinvolti in questi anni.

Chiediamo a tutti gli Enti e le associazioni con cui abbiamo costruito in questi anni le reti sociali in difesa dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza di sostenerci.

Facciamo sentire la voce del quartiere, impediamo alla burocrazia di fermare l’educazione!

No alla Scuola che “sgombera” i servizi educativi.