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Chiediamo al Sindaco Fassino di fermare la compromissione dello storico viale alberato di Corso Marconi.A MIBACTe Soprintendenza di intervenire a tutela.

Corso Marconi è il viale alberato urbano più antico di Torino (un contratto del 1594 ne detta già gli obblighi di manutenzione arborea) e con i suoi dritti filari di alberi collega, fisicamente ma, soprattutto, prospetticamente (con quello che viene detto “cannocchiale prospettico”) il Castello del Valentino (dichiarato appartenente al  Patrimonio dell’Umanità dall’UNESCO) e la chiesa di San Salvario, entrambi ricostruiti ed abbelliti tra il 1620 e il 1666 su progetto del Castellamonte. L’UNESCO, nel riconoscere, a tutela del Castello, l’intero Parco del Valentino come zona di rispetto, ne ha raccomandato l’inclusione delle «axial relationships, views and vistas» (assi di relazione, viste e prospettive): una definizione che sembra tagliata su misura per il Corso, un tempo Viale Valentino.

Invece il 22 ottobre 2012 la Giunta Comunale approva il “piano dei parcheggi pertinenziali”, all’interno del quale è previsto, in deroga ai vigenti regolamenti del verde pubblico e privato (che vietano la costruzione di parcheggi interrati in aree verdi alberate), di procedere alla pubblicazione di un bando per la realizzazione di un parcheggio privato pertinenziale, da localizzare nel sottosuolo di Corso Marconi, proprio nel tratto prospiciente il Castello del Valentino. Ciò nonostante il parere contrario espresso da molti cittadini e riflesso dal parere sfavorevole deliberato dal Consiglio di Circoscrizione già a luglio.

I cittadini contrari contano sull’intervento della Sovrintendenza, ma dovranno scoprire con sorpresa che Corso Marconi è, misteriosamente,  l’unico viale alberato storico della città a non essere stato incluso nel decreto formale di tutela. (Misteri della ex-capitale dell’auto? Nessuno se lo sa spiegare). Quando, nel febbraio 2013, la Giunta decide di procedere con la pubblicazione del bando (avviene il 5 aprile), dopo un infuocato “Consiglio aperto” in Circoscrizione nel quale l’Assessore Lubatti risponde alle rimostranze dei cittadini con un tono civico che a molti ricorda quello del Marchese del Grillo, viene organizzata una raccolta di firme per accedere al cosiddetto “diritto di tribuna” ed essere ascoltati dai Consiglieri comunali, e si costituisce il Comitato “Salviamo Corso Marconi”. Le firme richieste per il “diritto di tribuna” sono 300; ne vengono depositate 1027 (ma quando la raccolta sarà interrotta saranno diventate circa 4000). Al termine della conferenza stampa che costituisce una delle due tappe del “diritto di tribuna”, sentite finalmente le obiezioni dei Comitato, il Presidente del Consiglio Comunale ammette che i Consiglieri non erano a conoscenza delle molte specificità e dei problemi illustrati dal Comitato quando hanno votato su un piano presentato complessivamente ed auspica uno stralcio e riesame per Corso Marconi.

Il Comitato e molti altri cittadini ed associazioni ambientaliste chiedono al Sindaco Fassino di sospendere l’iter del bando e non assegnare la concessione per quei 240 box privati sotterranei, ma ogni ragionevole obiezione, ogni civile manifestazione di contestazione (https://www.facebook.com/pages/Salviamo-Corso-Marconi/488701507864168?fref=ts  e http://salviamocorsomarconi.altervista.org/ci-supporta.html )viene ignorata. Ora l’Assessore Lubatti ha annunciato che a settembre la Giunta procederà con le deliberazioni previste dal bando perché i lavori possano avere inizio in primavera.

Chiediamo al Sindaco Fassino di ascoltare infine i cittadini e di non procedere con la compromissione definitiva del viale di Corso Marconi.

- Per realizzare i box auto privati sotterranei gli alberi esistenti sarebbero abbattuti o rimossi e sostituiti da alberelli piantati in vasche di cemento, su soletta, larghe 3 metri e profonde  1 metro e mezzo, dove crescerebbero stentatamente, patendo secchezza e marciume da ristagno, con scarsa stabilità al vento, privando il viale di bellezza, ombra, riduzione degli inquinanti; il tutto con una onerosa manutenzione, a carico della Città dopo solo due anni (non dei concessionari – per 90 anni - dei box). Poi, quando le radici, cercando spazio, attaccheranno l’impermeabilizzazione, sarà il Comune a dovere rimuovere gli alberi (che non cresceranno mai) per la manutenzione.

- Si tratta di una incongrua svendita di un bene comune pubblico, di valore storico, paesaggistico, ambientale, per un uso privato (box auto, venduti a prezzo di mercato) che lo compromette definitivamente (alla scadenza dei 90 anni di concessione il costoso scatolone di cemento rimarrà, per sempre).

- I 240 box auto privati sono inutili o comunque economicamente non a portata dei cittadini del quartiere (in zona ne vengono ancora offerti parecchi, invenduti), mentre non è ancora stato spiegato dove andranno parcheggiate le auto che ora sostano nei circa 220-250 posti a rotazione in superficie che saranno eliminati.

- Non sono stati documentati specifici rilievi idrogeologici che assicurino che la profondità a cui si spingerà il progetto non creerà interferenze con la falda idrica.

- Il viale e i suoi alberi hanno bisogno di cura, di manutenzione, non di essere trasformati in parodia in miniatura a decorazione di un manufatto in cemento.

 

Chiediamo al Ministero dei Beni e della Attività Culturali e del Turismo e alla Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici di intervenire per impedire questo scempio: come possiamo chiedere all’UNESCO il riconoscimento del valore del nostro patrimonio storico, architettonico e paesaggistico se poi lo oltraggiamo così? Cosa hanno a che vedere con la riscoperta vocazione turistica di Torino rampe carrabili e alberelli in vasche di cemento di fronte al Castello del Valentino, una delle Regge Sabaude? 

This petition was delivered to:
  • Città di Torino
    Al Sindaco di Torino dott. Piero Fassino
  • Soprintendenza ai Beni Architettonici e Paesaggistici
    al Soprintendente per Torino arch. Luca Rinaldi


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